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La Fuoric’entro per le strade di Birmingham
Il giorno 18 agosto, alcuni fra i giocatori più intraprendenti della Fuoric’entro sono saliti sul volo in direzione Londra Stansted per atterrare nel Regno Unito e partecipare al torneo di Birmingham. Con grande impazienza questa piccola rappresentanza ha atteso il momento della partenza per settimane, giorni, ore. La curiosità e il desiderio di misurarsi con gli amici anglosassoni, da sempre rivali sui campi di calcio a tutti i livelli, era tale che il gruppo non vedeva l’ora di lasciarsi alle spalle la torrida immobile estate italiana per avere una assaggio del più dinamico, fresco clima britannico. All’arrivo nella capitale inglese la comitiva ha potuto raggiungere il proprio albergo di Birmingham con un pulmino organizzato, potendo così con calma riprendersi un po’ dallo stordimento del viaggio.
La gita a Birmingham non è stata soltanto un evento sportivo, con tutti i vantaggi sulla salute dei ragazzi che vi hanno partecipato, un pretesto per ‘stare meglio’ attraverso un’integrazione nella fattispecie interculturale (erano presenti alla tre giorni squadre provenienti da diversi paesi europei), ma anche occasione per i giocatori di vedere una fetta di Gran Bretagna, un mondo così differente dal nostro. Fatta eccezione per i momenti in cui la nostra formazione era impegnata nelle partite di pallone, il resto sono stati piacevoli istanti trascorsi per le strade della metropoli, nei vari pub della grande città, seconda nel Regno Unito soltanto a Londra come popolazione. Nei vari locali, in particolare il “Walkabout”, una discoteca molto frequentata dai giovani, si poteva assaporare l’amaro, coinvolgente gusto della birra “guinness” o perdersi nei torbidi meandri di qualche strano ingegnoso cocktail. Ce n’era da scegliere una sfilza infinita, alcuni dal reminiscente sapore vagamente italiano, come il “Di Saronno”.
L’Inghilterra è un paese dal sicuro fascino, in cui si parla una lingua bella e musicale, ma che pure nasconde delle insidie. I ragazzi si muovevano sempre con grande attenzione: si spostavano sempre in gruppo, soprattutto la sera, aiutandosi a vicenda nei momenti di necessità, consigliandosi sulla strada da seguire e sulle decisioni immediate da prendere. Anche in una semplice passeggiata per strada si poteva fare integrazione: interagendo l’un l’altro, ponendo domande, questioni o semplicemente parlando del più e del meno, ci si relazionava con il compagno. Spesso il discorso, nelle sgambate per le vie di Birmingham, lasciava spazio a momenti di felicità, quando tra un argomento e l’altro c’era il tempo per prendersi in giro o semplicemente starsene in silenzio, perdersi nelle sinuosità del pensiero, nelle propria sconfinata e infinita fantasia.
Non si poteva concludere una visita nel paese dove il calcio moderno è nato senza essere andati a vedere dal vivo una partita di Premier League. Il caso ha voluto che la sera del nostro primo giorno di soggiorno la squadra locale del Birmingham, neopromossa nella massima serie, incontrasse il Portsmouth. Alla proposta, avanzata da uno o due elementi del gruppo, si è deciso all’unanimità di aderire. Dall’esperienza vissuta nel recente stadio privato dei Blues è emersa la cultura sportiva britannica. Dalla terza fila si potevano vedere e udire i giocatori nelle diverse fasi di gioco. La partecipazione allo spettacolo era resa ancora più coinvolgente dal fatto che non erano presenti reti divisorie tra il campo e le tribune per evitare il ripetersi di tragedie già avvenute in passato, seppur in strutture più vecchie ed antiquate. Ora simili costruzioni destinate ad eventi sportivi sono, almeno qui, accoglienti e ci si può tranquillamente sedere e godere lo show. La Fuoric’entro è rimasta incollata al match per novanta minuti. La partita equilibrata si è conclusa a vantaggio della squadra di casa grazie ad un rigore assegnato al novantesimo dall’arbitro (pure in Gran Bretagna accadono cose strane…). Anche l’associazione triestina, alla fine dei tre giorni di trasferta, se n’è tornata a casa con tre punti presi: punti fatti di esperienze nuove, di un bagaglio di vita forse sempre più ricco, di bei momenti trascorsi assieme.
Francesco Ledovini
[articolo inserito il 08-09-2009]
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