Sport - Benessere: Notizie dalla Polisportiva FUORIC'ENTRO
Operazione "Cabra"
La
Polisportiva Fuoric’entro è un microcosmo multiforme
complesso e colorato in cui convivono diversità d’ogni
sorta: sociali, culturali e di genere.
Il viaggio è una scusa per fondere tutte queste diversità
e osservarle crescere, svilupparsi magicamente in un qualcosa
che diventa esperienza e vissuto per tutti i partecipanti.
Come si può scordare un viaggio? E come si può scordare
questo viaggio?
L’agenzia “Scarpa-Nardelli” questa volta ha
sottovalutato il grado di difficoltà della trasferta, complice
– come sempre – il “vil danaro”. Voli
troppo costosi e tempi troppo stretti hanno costretto i coordinatori
a soluzioni d’emergenza e farraginose.
Ecco a voi un po’ di vera follia: partenza da Trieste alle
ore 7:13 del mattino, treno per Venezia Mestre, bus navetta per
l’aeroporto, volo Trieste-Roma, scalo a Roma. Roma-Madrid,
a Madrid metropolitana con tre cambi per la stazione di Atocha.
Ad Atocha fare i biglietti per un treno super veloce Madrid-Cordoba,
a Cordoba bus per Cabra, in Andalucia.
Arrivo previsto a Cabra per le 10-10:30 di sera…
Il lungo serpentone Fuoric’entro, con valige al seguito,
si muove dinamico fino all’arrivo alla metropolitana di
Madrid. Lì il panico! Gente che si muove frenetica, corridori
metropolitani al rientro dal lavoro, moltitudini di viaggiatori
salgono e scendono dalle carrozze senza sosta. Il grado di difficoltà
raggiunge livelli molto alti. Dobbiamo tagliare in due la città
e cambiare tre linee.
Siamo in quindici, coordinarci è complicato. Al secondo
cambio, patatrac: un giovane polisportivo rimane fuori dalla carrozza.
Il tempo stringe, il treno non aspetta. Il serpentone scende alla
fermata successiva, la fotografa corre in soccorso dello sventurato
ma sbaglia fermata. Uno dei capogita si muove solitario per fare
i biglietti ma si trova spaesato nella stazione famosa per i vili
attacchi terroristi. Il tempo stringe, l’ora della partenza
del treno si avvicina. Il treno delle 19 e 30 è ormai quasi
perso. Alle sette il serpentone raggiunge il capogita solitario,
siamo agli sgoccioli. La biglietteria è lenta, arriva il
nostro turno. Il treno delle 19 e 30 è perso, il viaggio
si allunga, a Cordoba altri gruppi ci aspettano. Fuoric’entro
arriva alla meta sempre per ultima… Chiediamo andata e ritorno
Madrid-Cordoba ma il treno di ritorno è tutto completo,
la situazione precipita, gli occhi di un capogita trasudano angoscia.
E ora come cavolo torniamo indietro???

Nonostante le difficoltà il gruppo si dimostra compatto
fin dall’inizio. Sul treno c’è chi dorme e
chi fa festa, nessuno si preoccupa di ciò che sarà.
In fin dei conti si sta andando a fare vacanza.
Arrivo a Cabra a mezzanotte…
Che dire, sono stati tre giorni di festa; ognuno ha dato il proprio
contributo con la propria presenza e la propria personalità.
C’è stata un organizzazione perfetta e capillare
con degli ospiti di casa semplicemente squisiti. Ci hanno viziati
e coccolati. Abbiamo conosciuto persone splendide, abbiamo giocato
e siamo arrivati secondi perdendo la finale ai rigori con i padroni
di casa in una partita con tanto di inni e musica della Champions
League. Siamo riusciti a visitare Cordoba, una città splendida,
siamo riusciti a distinguerci per allegria e spensieratezza.
Alla fine siamo anche riusciti a tornare a casa. Poco importa
se ci siamo dovuti alzare alle 4 e15 del mattino, se ci siamo
spaccati i maroni per cinque ore nell’aeroporto di Roma
e se l’aereo Alitalia cigolava sinistramente. L’importante
è ciò che è stato, l’importante l’ha
fatto ogni ragazzo e ragazza che ha deciso di vivere questa avventura.
L’agenzia di viaggio Scarpa-Nardelli ringrazia e promette
che un caos del genere non si ripeterà più. A patto
che qualcuno non voglia ripeterlo…
Ma è inutile spingere le acque di un fiume, alla fine scorrono
sempre.
di Federico Scarpa
[articolo inserito il 14-01-2009]
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