Sport - Benessere: La Polisportiva Fuoric'entro presenta...
La Polisportiva Fuoric'entro in Argentina
Raffaele Dovenna, presidente della Polisportiva Fuoric'entro,
insieme a Bruno Norcio, vicedirettore del DSM di Trieste, si sono
recati in Argentina nel mese di aprile per partecipare ad alcune
iniziative per ricordare la figura di Franco Basaglia e la sua
opera nel processo di deistituzionalizzazione nella nostra città.
E' stata organizzata la mostra fotografica di Claudio Ernè
sull'esperienza di Trieste e un convegno presso il prestigioso
Centro Culturale Generale San Martin a Buenos Aires.
Il convegno ha visto la partecipazione di esponenti di varie esperienze
che tentano di porsi in alternativa al sistema manicomiale. La
stessa mostra verrà esposta in diverse province del paese
interessate a queste esperienze per poi ritornare a Buenos Aires.
L'obbiettivo è quello di approfondire i vincoli che già
esistono tra le persone che lavorano per i diritti dei pazienti
psichiatrici in Argentina; inoltre si vuole allargare a tutta
la società la conoscenza delle iniziative che vengono intraprese
in questo campo. Queste alternative hanno origine da un dibattito
che si sta sviluppando in Argentina e che mette in discussione
la reclusione come unica risposta nella gestione della salute
mentale. Inserita in questo dibattito nasce l'ADESAM (Associazione
per la difesa dei diritti delle persone con problemi di salute
mentale) organizzatrice del convegno.
Nonostante tutti questi sforzi, la realtà attuale delle
persone con problemi di salute mentale del paese è indegna.
Quasi tutte le persone che sono internate negli ospedali psichiatrici
sono sottoposte a misura giudiziaria. Quelli che hanno la fortuna
di uscire, generalmente lo fanno con una forte limitazione dei
propri diritti, questa limitazione crea una gravissima emarginazione
peggiore della malattia stessa e dello stigma dell'internamento.
Questa situazione ricorda la realtà italiana prima della
riforma Basaglia. Le alternative al manicomio trovano uno scarso
appoggio politico e sono sostenute più per il desiderio
e la volontà di chi porta avanti simili progetti, che non
dal governo. Nonostante l'esistenza di una legge (l. 448), nella
città di Buenos Aires, che ha contenuti progressivi peraltro
non applicati. Tali iniziative sono ancora più apprezzabili
perché piene di ostacoli quotidiani e se riescono a produrre
un qualche effetto è grazie allo sforzo delle equipe di
lavoro che agiscono senza appoggio istituzionale. Grazie a questo
evento si sono rafforzati i legami tra la realtà triestina
e quella argentina con l'auspicio di continuare questa proficua
collaborazione e creare un ponte italo-argentino di dibattito,
di iniziativa e di confronto.
Raffaele Dovenna
[articolo inserito il 12-06-2006]
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