Rassegna Stampa
Psichiatria, gli inglesi imparano da Trieste
Dall’esperienza di Trieste in tema di salute mentale e inserimento lavorativo dei soggetti più fragili vedrà la luce un consorzio italo-britannico per l’impresa sociale. Definito la scorsa settimana nell’ambito della convenzione di gemellaggio siglata nel 2008 tra l’Azienda per i servizi sanitari n.1 triestina e tre Aziende sanitarie (Trust) dell’Inghilterra Sud-occidentale (Cornovaglia, Devon e Plymouth), il nuovo soggetto punta a promuovere uno scambio di esperienze d’eccellenza nel campo della psichiatria e della salute di comunità. Si tratta di settori in cui Trieste da ormai trent’anni vanta una tradizione consolidata e prestigiosa e che solo ora iniziano a muovere i primi passi in Gran Bretagna. «Da parte italiana – spiega Roberto Mezzina direttore del Centro di salute mentale di Barcola – è stata offerta la disponibilità a favorire scambi di progetti e formazione ma anche di imprenditori sociali e soci lavoratori. I partner inglesi, che stanno ora sviluppando le prime timide esperienze in quest’ambito sono stati invece invitati a venire quanto prima in Italia per vedere le realizzazioni delle nostre cooperative sociali». Gli incontri preparatori del nuovo consorzio hanno visto coinvolti, accanto a Roberto Mezzina e Pina Ridente del Dipartimento di salute mentale dell’Ass1, i presidenti di alcune cooperative triestine nate dall’esperienza di apertura dell’ospedale psichiatrico: Roberto Colapietro della Clu, che opera nei servizi di pulizia e ristorazione, Giancarlo Carena della Cooperativa agricola Monte San Pantaleone impegnata nel giardinaggio e Mauro De Mauro della più recente cooperativa Demos, anch’essa attiva nel settore del verde. Presenti agli incontri anche le cooperative della Fondazione Isparo di Iseo (Brescia), importante e innovativa esperienza italiana in analoghi settori. Il gemellaggio tra l’Ass triestina e i tre Trust inglesi prevede altri importanti obiettivi di lavoro quali lo sviluppo di Centri di salute mentale attivi sulle 24 ore e capaci di accogliere e gestire le crisi in alternativa all’ospedale, la coprogettazione socio sanitaria d’interventi a favore degli utenti psichiatrici, di servizi territoriali per gli anziani, di distretti integrati (healthcare centre) per la salute di comunità e di interventi per l’inclusione sociale e la partecipazione.
(mercoledì 29 luglio 2009, Il Piccolo,Trieste)
[articolo inserito il 01-10-2009]
Ultimi articoli: [Rassegna Stampa]