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* Rassegna Stampa

Architettura al servizio della Salute mentale

 

La bellezza, l'armonia e l'attenzione per le esigenze dell'anima espresse in strutture di accoglienza architettonicamente avanzate, possono rappresentare il valore aggiunto nella terapia delle persone con problemi di salute mentale? Psichiatria e architettura: binomio che si traduce in scelta dei percorsi di cura e sostegno alle sofferenze psichiche, unita alla realizzazione di ambienti che mettono al primo posto il concetto di benessere. S'intitola «La decostruzione della soglia. L'architettura della salute mentale» la mostra promossa dall'associazione culturale «Sanmichele11» in collaborazione con l'Ass 1 Triestina e il Dipartimento di Salute Mentale, che espone i progetti all'avanguardia nella realizzazione di Centri di Salute Mentale (Csm) in regione e sul territorio nazionale. La storia della psichiatria ruota da sempre attorno al suo contenitore, inteso come luogo di separazione dei pazzi dai normali per difendere la società dalla pericolosità della malattia mentale. In realtà delle vere e proprie prigioni, «delle città fuori dalle città», con un muro fisico e mentale che divide chi sta dentro da chi sta fuori. La legge Basaglia del 1978 ha decretato la chiusura dei manicomi e aperto la strada a una psichiatria di inclusione nella società delle persone con disagio mentale, che hanno, comunque, bisogno di un habitat dove trovare ospitalità, sostegno psicoterapico, ma anche socialità. In mostra, dunque, una decina di progetti di Csm, da quelli situati nel Comprensorio di San Giovanni a quello di Tolmezzo, dal Csm in fase di realizzazione nell'ex Opp di Gorizia a quello cittadino inaugurato alcuni giorni fa della Maddalena. Con l'ausilio di foto, schede tecniche, disegni e planimetrie, gli edifici testimoniano come attraverso lo scambio reciproco di competenze psichiatriche e architettoniche sia possibile coniugare il concetto di cura e terapia con quello di empatia e benessere. Accanto a ogni progetto un testo con le riflessioni sui bisogni del disagio mentale, scritte dai direttori del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste Peppe Dell'Acqua e di Udine Mario Novello, e dagli psichiatri Roberto Mezzina e Tiziana Gon. Tra il dentro e il fuori di un centro si disegna una «soglia» - scrive Dell'Acqua nel pannello introduttivo - che va vissuta come un passaggio aperto in ambedue i sensi, un luogo d'incontro e ascolto per tutti, e non una linea di confine. Fil rouge della rassegna e testimonianza storica degli anni che segnarono la trasformazione dell'ospedale psichiatrico di San Giovanni, la collezione di una trentina di matrici da ciclostile con i disegni delle modifiche in corso d'opera della costruzione di Marco Cavallo, la scultura in cartapesta blu, simbolo della fine del regime di contenzione manicomiale. La mostra rimarrà aperta negli spazi espositivi di via San Michele 11, fino al 20 marzo con orario 9 - 12, 15 - 18. www.sanmichele11.org.

Patrizia Piccione


 

 

(sabato 7 marzo 2009, Il Piccolo,Trieste)

[articolo inserito il 20-03-2009]

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