Rassegna Stampa
San Giovanni, l'archivio coi tavoli magici
La storia, le facce, i luoghi, i documenti, i libri, i disegni, e manifesti e locandine e articoli ci sono, però anche non ci sono, appaiono e scompaiono, non occupano spazio e tuttavia si possono organizzare ad album, stampare, ingrandire e rimpicciolire e commentare a voce con parole che, non si sa come, vengono registrate ed entrano nella vicenda. Oltre 10 mila documenti vengono dal buio e al buio ritornano scorrendo su «tavoli sensibili» al tocco della mano. In piazzale Canestrini, nel parco di San Giovanni, nell’atrio della ex direzione generale del frenocomio (con soffitto a cassettoni e marmi policromi attorno agli stipiti: lussi primo ’900, ben salvati) la tecnologia ha prodotto il primo archivio virtuale di Trieste, intitolato «Oltre il giardino, dal manicomio alla salute dei territori», voluto dall’Azienda sanitaria per salvare il salvabile: la storia del manicomio e della riforma basagliana, ma anche lo sviluppo conseguente della sanità sul territorio, e con un impegno di durata e trasformazione. Non solo perché la «magia» resterà lì, consultabile, ma perché è destinata ad arricchirsi di eventi, persone, documenti: «Meglio attrezzarsi da subito per ricordare domani» ha detto ieri il direttore generale Franco Rotelli, invitando cittadini, associazioni e istituzioni a prestare documenti di interesse da digitalizzare. A creare la mostra-archivio virtuale è stata l’alta competenza di Studio Azzurro, che a Genova ha dato vita all’ormai famosa mostra interattiva su De Andrè. I due semplici tavoli sono contornati dalle targhe e dai busti del «vero» manicomio drappeggiati però di «tulle» bianco: il manicomio negato. Anche sul pianale scorre il movimento di un lenzuolo bianco, che a contatto con la mano si riavvolge: ma è tutta luce senza stoffa. E sulla parete il terzo piano di visione: per filmati e video. In questo primo mese l’archivio sarà visitabile da lunedì a sabato dalle 16 alle 19, oppure su appuntamento (per informazioni: info@oltreilgiardino.net . Lo scorso anno, per celebrare i 100 anni della fondazione del manicomio e i 30 dalla legge 180 l’Azienda sanitaria cercò invano una sede per allestire una grande mostra. Gli ostacoli hanno prodotto l’idea nuova. E Rotelli ha molto ringraziato gli sponsor («non sono stati usati soldi della sanità»), specie la Fondazione CrTrieste, ma poi tra i tanti la Provincia, il Consorzio nazionale servizi, la Fondazione Franco e Franca Basaglia di Venezia, la Rai regionale e nazionale, il Dams di Gorizia. C’era anche Alberta Basaglia, la figlia dei Basaglia: «Collaborazione antica, e che continua». La presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, ha inserito l’evento «nel continuo lavoro con l’Azienda sanitaria per riqualificare San Giovanni». E Stefano Roveda di Studio Azzurro ha citato l’importanza di lavorare su questi materiali portando ai giovani la storia con sistemi d’avanguardia. (g. z.)
(domenica 22 marzo 2009, Il Piccolo,Trieste)
[articolo inserito il 23-03-2009]
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