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* Rassegna Stampa

A Trieste la «Pecora nera» di Celestini


TRIESTE Proseguono in gennaio, con una proposta davvero imperdibile, le iniziative legate alla Fabbrica del cambiamento, il cantiere multimediale di spettacoli, arti e cultura, scienza e ricerca, avviato a Trieste dal Dipartimento di Salute mentale – Azienda sanitaria n. 1 Triestina, a trent'anni della riforma Basaglia. Un progetto organizzato con l’Associazione di volontariato Franco Basaglia e realizzato con il sostegno della Regione, in collaborazione con la Provincia di Trieste, il Teatro Miela, Stabile Sloveno, Alpe Adria Cinema, Maremetraggio, l’Università degli studi di Trieste e di di Udine, il Segretariato sociale della Rai e la Fondazione CrTrieste. Sabato 10 gennaio, alle 21, al Teatro Miela di Trieste approderà Ascanio Celestini, straordinaria figura di autore-interprete, di scena con uno dei suoi maggiori successi teatrali, lo spettacolo «La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico», intrecciato fra storie e memorie di chi ha conosciuto il manicomio. Le prevendite per lo spettacolo saranno aperte da domani, tutti i giorni dalle ore 17 alle 19 al Teatro Miela. «Un lavoro di indagine nella memoria del presente, come luogo di sedimentazione di storie diverse – spiega Celestini - Storie di persone che hanno abitato il luogo chiuso e strutturato del manicomio, la destrutturazione dell’istituzione, la frammentazione e il mescolarsi con i territori circostanti. Storie personali che tracciano una rete di prospettive diverse, attraverso una questione che non può essere letta come un evento unico. Perché ci interessa una drammaturgia che sappia raccontare anche il presente della memoria e non soltanto il passato della letteratura teatrale. Una possibilità nuova per un teatro civile che sperimenti la propria “civiltà” non soltanto nelle tematiche, ma soprattutto nella possibilità che queste forniscono per mettere direttamente in relazione le persone con la propria memoria e con il proprio presente». Lo spettacolo è una coproduzione Teatro Stabile dell’Umbria/Fabbrica, e riprende il filo rosso tracciato, le scorse settimane a Trieste, con l’ospitalità di artisti quali Marco Paolini, Lella Costa e Paolo Fresu, sensibili alle tematiche legate al disagio mentale e capaci di trasporle in scena, partendo dalla documentazione e dal dato storico, regalando al pubblico proposte spettacolari di vibrante emozione. Biglietti già disponibili, info: www.lafabbricadelcambiamento.it e www.miela.it Ascanio Celestini lavora da tempo al “progetto Pecora nera”: da quando, nel 2002, la sua attenzione si è rivolta alla relazione fra gli individui e le Istituzioni cardine del nostro Paese. «Raccolgo memorie di chi ha conosciuto il manicomio un po’ come fa cevano i geografi del passato – spiega ancora l’artista - Questi antichi scienziati chiedevano ai marinai di raccontargli com’era fatta un’isola, chiedevano a un commerciante di spezie o di tappeti com’era una strada verso l’Oriente o attraverso l’Africa. Dai racconti che ascoltavano cercavano di disegnare delle carte geografiche. Ne venivano fuori carte che spesso erano inesatte, ma erano anche piene dello sguardo di chi i luoghi li aveva conosciuti attraversandoli. Così io ascolto le storie di chi ha viaggiato attraverso il manicomio, non per costruire una storia oggettiva, ma per restituire la freschezza del racconto e l’imprecisione dello sguardo soggettivo, la meraviglia dell’immaginazione e la concretezza delle paure che accompagnano un viaggio. E’ nella complessità di questo presente, dove si sovrappongono la memoria del manicomio, la questione medico - psichiatrica, la terapia con i farmaci e la contenzione fisica che si va ad inserire il mio e il nostro lavoro».

Paola Targa


 

(Domenica 4 gennaio 2009, Cultura e spettacolo )

[articolo inserito il 07-01-2009]

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