Rassegna Stampa
La vita dei «matti»
In questi giorni mi sto rendendo conto: forse tutti gli sforzi
che sta facendo il mondo psichiatrico per salvare noi matti da
un futuro triste e tremendo sono probabilmente inutili. Forse
dovrei sostenere una battaglia: «l’eutanasia psichica».
Noi matti siamo causa di sofferenza, turbiamo le esistenze di
persone che riescono a vivere e sopravvivere in questo mondo,
turbiamo le nostre famiglie e i nostri amici con manifestazioni
mentali fastidiose. Siamo o tristi o agitati, o stupidi o troppo
intelligenti, siamo passivi o rivoluzionari. Non riusciamo a vivere
un’esistenza serena, non riusciamo a costruire qualcosa
di edificante, non siamo in grado di offrire nulla. Costringiamo
persone più forti e più qualificate di noi a mettersi
in discussione. Pensateci bene: in discussione da cosa? Noi matti
siamo pigri e svogliati, siamo degli inutili anticonformisti.
Pesiamo enormemente sulla società e in cambio non diamo
nulla. Perché aiutarci? Forse Basaglia ha fallito, forse
il manicomio era la migliore manifestazione di pietà, forse
l’idealismo sincero di sinistra – il mondo perfetto
in cui nessuno soffre – non esiste, non esisterà
mai. Forse è giusto l’egoismo, ognuno deve pensare
ai fatti propri e basta. Allora richiudetemi e dimenticatevi di
me perché sono stanco di vivere in questo mondo, sono stanco
di vivere in questo modo, sono stanco di nascondermi dietro alle
mie debolezze, sono stanco della mia ipocrisia e della mia inutilità.
Vi prego! Riaprite i manicomi e mi ci sfionderò dentro.
Federico Scarpa
(Giovedì 6 novembre 2008, Il Piccolo
Trieste)
[articolo inserito il 13-11-2008]
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