Rassegna Stampa
Dal Brasile per studiare le Cooperative sociali
Le cooperative sociali, una delle caratteristiche più importanti
del tessuto culturale ed economico triestino, torna alla ribalta
internazionale. Dopo una recente visita di esperti dal Giappone
questa volta l’interesse arriva dal Brasile. Una delegazione
del governo del presidente Lula si è infatti fermata a
Trieste per approfondire il funzionamento e le attività
di un settore specializzato nei servizi alla persona e nel reinserimento
di soggetti svantaggiati. Il gruppo, composto da rappresentanti
della presidenza e da alti dirigenti di alcuni ministeri e di
organizzazioni della società civile e attualmente impegnato
in un progetto internazionale sostenuto dal Ministero degli esteri,
ha fatto visita alle cooperative che fanno base nel parco di San
Giovanni e che sono nate dal processo di apertura dei manicomi
sancito dalla legge 180, incontrando anche il direttore generale
dell’Azienda sanitaria Franco Rotelli. I punti di contatto
tra l’esperienza triestina e il Brasile sono infatti numerosi.
«La nostra legislazione per le cooperative – spiega
Cristina Campaio, dello staff del presidente brasiliano Lula –
si è rifatta proprio al lavoro di Basaglia e nel corso
degli anni queste conoscenze sono state approfondite attraverso
numerosi incontri di studio e scambi d’esperienza tra il
nostro Paese e le realtà di lavoro triestine nate dalla
deistituzionalizzazione». «Altrettanto fitti –
prosegue – sono gli scambi nel campo della psichiatria che
ogni anno vedono tanti medici e studenti brasiliani venire a Trieste
per studiare l’organizzazione e le peculiarità delle
strutture per la salute mentale». E ancora una volta l’impegno
triestino potrebbe rivelarsi per il Brasile un modello a cui guardare.
Il governo, afferma la signora Campaio, sta infatti programmando
una revisione legislativa per potenziare il settore con particolare
attenzione alle sfide del mercato e allo sviluppo locale. L’interesse
è rivolto in modo particolare alle attività volte
al reinserimento di soggetti provenienti dall’area dello
svantaggio e dell’emarginazione, comparto che proprio a
Trieste ha maturato negli anni un notevole «know how».
(Domenica 2 novembre 2008, Il Piccolo Trieste)
[articolo inserito il 13-11-2008]
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