Rassegna Stampa
David Helfgott: «Vi abbraccio con la musica»
TRIESTE Martedì, alle 20, al Teatro Miela avrà luogo
la prima proiezione congiunta di Maremetraggio e Alpe Adria Cinema
sotto l’egida della Fabbrica del Cambiamento. Lo stesso
giorno ricorre il 30ennale dell’entrata in vigore della
legge Basaglia, che ha posto in Italia uno stop ai manicomi. La
serata partirà con la testimonianza di Amedeo Fago, che
introdurrà il suo documentario «Se ho un leone che
mi mangia il cuore», al quale seguirà «Isidoro»
di Davide Del Degan. Ma è la scelta del film conclusivo
che ci permetterà di rivivere l’esperienza di David
Helfgott, il pianista australiano che a causa di un rapporto difficile
con il padre ha sviluppato una forma di schizofrenia che lo ha
portato alla reclusione per una decina d’anni in una casa
di cura.Chi non si è lasciato conquistare da quella perla
rara che si intitola «Shine» (1996, con Geoffrey Rush)
che ha fatto entrare nei nostri cuori anche David e sua moglie
Gillian, la donna che lo ha riportato alla vita, che gli ha concesso
un futuro e che lo ha riportato alla sua amata musica. «Shine»
ha un altro pregio: ci ha raccontato una storia difficile ma non
troppo tardi.David Helfgott è ancora in piena attività
e recentemente è stato protagonista di alcuni concerti
in Italia, dove tornerà a giugno sempre per esibirsi. Incontrare
David Helfgott è un’esperienza unica. Quando arriva
all’entrata dell’hotel milanese nel quale è
ospitato saluta tutti i presenti con un abbraccio, non importa
se siano lì per lui o se attraversino la sala per caso.
David è sorridente, con la sua camicia floreale e parla
velocissimo, ripetendo mille volte le stesse parole, ma notando
tutti i particolari.«Mi piace quel quadro, guardalo, è
bello quel quadro, magari è un po’ antico»
sorride, indicando un quadro alla parete di impronta classica.
Un pianoforte lo attende e lui si avvicina deciso, iniziando a
fare volare le sue dita sulla tastiera. Una musica dolce inizia
a riempire la stanza, e lui continua a raccontare, a spiegare
come «Questo è piano, senti com’è? E
se mi sposto di qua il suono si fa più forte, lo senti?».
È la compagna fidata che rilascia le interviste.Com’è
vivere con David?«Estremamente interessante. David è
una persona splendida,è anche una sfida per certi versi
ma abbiamo una vita straordinaria e ci sentiamo privilegiati».A
vedervi insieme date l’impressione di essere una coppia
molto felice.«Penso che dipenda dalla sofferenza che lui
ha sopportato nel passato e che gli ha fatto valutare la vita
e la felicità e lui è convinto che l’amore
sia la cosa più importante al mondo. Se solo i leader mondiali
la pensassero allo stesso modo…».Cos’è
la musica per David?«La sua vita. La sua essenza, una parte
della sua anima e la sua più grande passione. E lui ha
la grandissima fortuna di guadagnarsi da vivere proprio attraverso
la sua passione. David ha musica nella sua testa tutto il giorno.
Scrive note ovunque, in qualsiasi pezzo di carta gli arrivi tra
le dita. Ma è anche una grande amica per lui».E cos’è
la musica per Gillian?«Avere l’onore di ascoltare
David che suona è uno dei grandi piaceri del mio matrimonio.
Ho sempre amato la musica e penso che se apriamo i nostri cuori
ad essa abbiamo l’occasione di trovare una straordinaria
compagna di vita».Lei è stata in grado di trovare
una chiave di comunicazione con David riuscendo in questo modo
a cambiargli la vita. Come ci è riuscita?«David è
certamente eccentrico e lo sarà sempre. Non ho mai voluto
e mi auguro di non volere mai cambiarlo, di renderlo normale.
Sarebbe un gravissimo errore. Lui dà tantissimo a tutto
ciò che lo circonda. Il mio amore gli ha dato la sicurezza
per sentirsi più forte, penso di poter affermare che tutti
abbiamo bisogno di amore ma le grandi istituzioni per la cura
mentale non lo possono offrire e nemmeno i governi. Sta a noi,
alle famiglie, dare amore. Se non esprimiamo amore non siamo felici.
David vuole abbracciare e baciare tutti coloro che incontra. E
sono sicura che è stato proprio l’amore, e non lo
dico perché è il mio, ma l’amore è
stata la cosa che lo ha riportato in questo viaggio, fino a farlo
salire nuovamente sui palcoscenici per suonare la sua musica».Come
vive il concerto?«Lo adorano, ci sono sempre standing ovation,
con le persone che ridono e si emozionano con lui. Lui lo adora.
È nato per esibirsi. Non diventa mai nervoso. Adora condividere
le sue emozioni con il pubblico».Lei ha anche scritto un
libro: «Ti amo a piccoli pezzi» sulla sua storia d’amore
con David.«Si, l’ho scritto con gioia e lacrime. È
stata una grande esperienza scriverlo perché mi ha fatto
rivivere sofferenze e momenti felici e ora uscirà in Italia».David
parla molto, mentre suona.«Si, lascia fluire i suoi pensieri.
Un medico un giorno mi ha detto che è “dis-inibito”
non ha inibizioni che lo fermino. È per questo che la musica
fluisce così puramente in lui. Anche i suoi pensieri continuano
a fluire inarrestabili. Questo ovviamente è chiaro nei
concerti, qualcuno si è lamentato perché nei suoi
dischi invece non lo si sente tanto parlare. Io personalmente
lo preferisco quando è più tranquillo».Cosa
direbbe a chi si trova a vivere con una persona «speciale»?«Ognuno
di noi è diverso ma si deve avere tanta pazienza. Ammetto
che io stessa talvolta non ho la pazienza che vorrei avere. Anche
l’amore e la fede fanno sicuramente molto per aiutarci».Rendere
pubblica la storia di David attraverso «Shine» deve
essere stato doloroso, ma sicuramente può essere stato
un gesto molto importante per persone che vivono in situazioni
analoghe. Ha mai avuto qualche testimonianza a riguardo?«Ho
ricevuto una mail dal Brasile proprio in questi giorni da una
persona che lavora con persone che hanno disturbi mentali e che
ha essa stessa un problema e mi ha scritto che la vita di David
attraverso il film è stata davvero fonte di ispirazione
per andare avanti. Mi ha scritto proprio per ringraziarmi. Ma
riceviamo milioni di mail di persone che dicono che sono state
ispirate dal film. Shine è stato importante per molti e
noi siamo davvero grati al film per questo».
Sara Del Sal
(Domenica 11 maggio 2008, Il Piccolo - Cultura)
[articolo inserito il 12-05-2008]
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