immagine di sfondo Segnalazioni [magazine] - Quotidianità da un Dipartimento di Salute Mentale Dipartimento di Salute Mentale di Trieste: www.triestesalutementale.it
Mappa del sito | Redazione | Contattaci | Credits || Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Maggio, 2009 11:20


Forum Salute Mentale (link al sito)

[ Percorso: Home » Rassegna Stampa » Maggio 2008 » Articolo ]

* Rassegna Stampa

David Helfgott: «Vi abbraccio con la musica»


TRIESTE Martedì, alle 20, al Teatro Miela avrà luogo la prima proiezione congiunta di Maremetraggio e Alpe Adria Cinema sotto l’egida della Fabbrica del Cambiamento. Lo stesso giorno ricorre il 30ennale dell’entrata in vigore della legge Basaglia, che ha posto in Italia uno stop ai manicomi. La serata partirà con la testimonianza di Amedeo Fago, che introdurrà il suo documentario «Se ho un leone che mi mangia il cuore», al quale seguirà «Isidoro» di Davide Del Degan. Ma è la scelta del film conclusivo che ci permetterà di rivivere l’esperienza di David Helfgott, il pianista australiano che a causa di un rapporto difficile con il padre ha sviluppato una forma di schizofrenia che lo ha portato alla reclusione per una decina d’anni in una casa di cura.Chi non si è lasciato conquistare da quella perla rara che si intitola «Shine» (1996, con Geoffrey Rush) che ha fatto entrare nei nostri cuori anche David e sua moglie Gillian, la donna che lo ha riportato alla vita, che gli ha concesso un futuro e che lo ha riportato alla sua amata musica. «Shine» ha un altro pregio: ci ha raccontato una storia difficile ma non troppo tardi.David Helfgott è ancora in piena attività e recentemente è stato protagonista di alcuni concerti in Italia, dove tornerà a giugno sempre per esibirsi. Incontrare David Helfgott è un’esperienza unica. Quando arriva all’entrata dell’hotel milanese nel quale è ospitato saluta tutti i presenti con un abbraccio, non importa se siano lì per lui o se attraversino la sala per caso. David è sorridente, con la sua camicia floreale e parla velocissimo, ripetendo mille volte le stesse parole, ma notando tutti i particolari.«Mi piace quel quadro, guardalo, è bello quel quadro, magari è un po’ antico» sorride, indicando un quadro alla parete di impronta classica. Un pianoforte lo attende e lui si avvicina deciso, iniziando a fare volare le sue dita sulla tastiera. Una musica dolce inizia a riempire la stanza, e lui continua a raccontare, a spiegare come «Questo è piano, senti com’è? E se mi sposto di qua il suono si fa più forte, lo senti?». È la compagna fidata che rilascia le interviste.Com’è vivere con David?«Estremamente interessante. David è una persona splendida,è anche una sfida per certi versi ma abbiamo una vita straordinaria e ci sentiamo privilegiati».A vedervi insieme date l’impressione di essere una coppia molto felice.«Penso che dipenda dalla sofferenza che lui ha sopportato nel passato e che gli ha fatto valutare la vita e la felicità e lui è convinto che l’amore sia la cosa più importante al mondo. Se solo i leader mondiali la pensassero allo stesso modo…».Cos’è la musica per David?«La sua vita. La sua essenza, una parte della sua anima e la sua più grande passione. E lui ha la grandissima fortuna di guadagnarsi da vivere proprio attraverso la sua passione. David ha musica nella sua testa tutto il giorno. Scrive note ovunque, in qualsiasi pezzo di carta gli arrivi tra le dita. Ma è anche una grande amica per lui».E cos’è la musica per Gillian?«Avere l’onore di ascoltare David che suona è uno dei grandi piaceri del mio matrimonio. Ho sempre amato la musica e penso che se apriamo i nostri cuori ad essa abbiamo l’occasione di trovare una straordinaria compagna di vita».Lei è stata in grado di trovare una chiave di comunicazione con David riuscendo in questo modo a cambiargli la vita. Come ci è riuscita?«David è certamente eccentrico e lo sarà sempre. Non ho mai voluto e mi auguro di non volere mai cambiarlo, di renderlo normale. Sarebbe un gravissimo errore. Lui dà tantissimo a tutto ciò che lo circonda. Il mio amore gli ha dato la sicurezza per sentirsi più forte, penso di poter affermare che tutti abbiamo bisogno di amore ma le grandi istituzioni per la cura mentale non lo possono offrire e nemmeno i governi. Sta a noi, alle famiglie, dare amore. Se non esprimiamo amore non siamo felici. David vuole abbracciare e baciare tutti coloro che incontra. E sono sicura che è stato proprio l’amore, e non lo dico perché è il mio, ma l’amore è stata la cosa che lo ha riportato in questo viaggio, fino a farlo salire nuovamente sui palcoscenici per suonare la sua musica».Come vive il concerto?«Lo adorano, ci sono sempre standing ovation, con le persone che ridono e si emozionano con lui. Lui lo adora. È nato per esibirsi. Non diventa mai nervoso. Adora condividere le sue emozioni con il pubblico».Lei ha anche scritto un libro: «Ti amo a piccoli pezzi» sulla sua storia d’amore con David.«Si, l’ho scritto con gioia e lacrime. È stata una grande esperienza scriverlo perché mi ha fatto rivivere sofferenze e momenti felici e ora uscirà in Italia».David parla molto, mentre suona.«Si, lascia fluire i suoi pensieri. Un medico un giorno mi ha detto che è “dis-inibito” non ha inibizioni che lo fermino. È per questo che la musica fluisce così puramente in lui. Anche i suoi pensieri continuano a fluire inarrestabili. Questo ovviamente è chiaro nei concerti, qualcuno si è lamentato perché nei suoi dischi invece non lo si sente tanto parlare. Io personalmente lo preferisco quando è più tranquillo».Cosa direbbe a chi si trova a vivere con una persona «speciale»?«Ognuno di noi è diverso ma si deve avere tanta pazienza. Ammetto che io stessa talvolta non ho la pazienza che vorrei avere. Anche l’amore e la fede fanno sicuramente molto per aiutarci».Rendere pubblica la storia di David attraverso «Shine» deve essere stato doloroso, ma sicuramente può essere stato un gesto molto importante per persone che vivono in situazioni analoghe. Ha mai avuto qualche testimonianza a riguardo?«Ho ricevuto una mail dal Brasile proprio in questi giorni da una persona che lavora con persone che hanno disturbi mentali e che ha essa stessa un problema e mi ha scritto che la vita di David attraverso il film è stata davvero fonte di ispirazione per andare avanti. Mi ha scritto proprio per ringraziarmi. Ma riceviamo milioni di mail di persone che dicono che sono state ispirate dal film. Shine è stato importante per molti e noi siamo davvero grati al film per questo».

Sara Del Sal

 

 

 

 

 

(Domenica 11 maggio 2008, Il Piccolo - Cultura)

[articolo inserito il 12-05-2008]

* Ultimi articoli: [Rassegna Stampa]

Segnalazioni [magazine] a cura del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste
via Weiss 5 - 34127 Trieste - tel. 040 3997350 - e-mail: dsm@ass1.sanita.fvg.it