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* Rassegna Stampa


«Cuciamo e facciamo amicizia»


Chi sono le donne del laboratorio di sartoria «Cassiopeateatro»? Da dove vengono, cosa fanno e perché hanno deciso di partecipare a questo progetto?
Wenceslada Angulo, mediatrice culturale e presidente dell'associazione «Tenda della luna» spiega la situazione di queste giovani immigrate: «Nel mio lavoro ho la possibilità di osservare quanto grande sia la necessità di queste donne di inserirsi all'interno della nuova società dove, da un giorno all'altro, sono venute a vivere. Il laboratorio rappresenta una grande occasione per loro: qui possono imparare l'italiano in maniera diversa da come si apprende una lingua in un corso per stranieri, possono parlare e scambiarsi informazioni, creare nuove amicizie».
Ruby proviene dalla Repubblica Dominicana, ha vent'anni ed è sposata: «Ero sempre a casa da sola e siccome non lavoro ho deciso di prendere parte a questo laboratorio. In precedenza seguivo anche un corso di italiano per stranieri ma l'insegnante parlava soprattutto inglese, io invece volevo imparare l'italiano, e così ho deciso di lasciar perdere. Quando penso alla mia vicenda, alla mia giovane età e al fatto di essere già sposata mi sembra tutto molto strano. Ho deciso di raggiungere mio marito e qui mi trovo molto bene. Solo il clima è po' troppo freddo rispetto alle mie abitudini...».
Farhana Akter è in Italia da soli due mesi, ha ventitré anni ed è originaria del Bangladesh, per il momento parla solo l'inglese, conosce poche parole di italiano ma è felice del lavoro di sartoria che sta realizzando, lo vorrebbe portare avanti e magari in futuro farlo diventare il proprio mestiere.
Anche Laila Nour è originaria del Bangladesh, ha ventidue anni ed è arrivata sin qua insieme al marito un anno fa: «Faccio la sarta da molto tempo, la bellezza di questo laboratorio sta nella possibilità di conoscere molte persone e crearsi nuove amicizie».
Un laboratorio che affonda le radici in un gesto antico e sapiente: la sartoria è l'inizio di un lungo percorso di crescita e conoscenza personale: «Le donne parlano tra di loro, sono entusiaste e aperte al dialogo, c'è uno scambio attivo grazie al quale si imparano molte cose», conclude Elena Popescu, mediatrice linguistica.
l.d.


 


 

(Mercoledì 16 aprile 2008, Il Piccolo - Trieste)

[articolo inserito il 23-04-2008]

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