Rassegna Stampa
Un progetto finanziato dalla Regione e realizzato da Ass e varie
associazioni femminili
Sartoria multietnica in Cittavecchia dove con ago e filo s’impara
l’italiano
La sartoria intesa come linguaggio di conoscenza e condivisione
reciproca: ago e filo diventano il mezzo attraverso il quale sedici
donne straniere e non parlano di sé, della propria cultura
e tradizioni. Il laboratorio Cassiopeateatro in Androna degli
Orti è una fucina di mescolanze e creazione artistica dove
ogni mercoledì e venerdì mattina Ruby, Farhana,
Laila, Monne, Maria, Wua e tante altre donne provenienti dall'Etiopia,
Eritrea, Tibet, Turchia, Marocco, Colombia, Congo, Bangladesh,
Kossovo, Croazia, Sicilia, Veneto, Campania e Friuli Venezia Giulia,
si incontrano e insieme lavorano alla realizzazione di un progetto
sartoriale che travalica i confini del semplice taglio e cucito.
Condotte dalla costumista Rossella Truccolo e dalla regista Barbara
Della Polla, le giovani donne imparano a imbastire, cucire, lavorare
a macchina e infine confezionare quello che diventerà poi
l'abito in precedenza immaginato da ognuna: attraverso l'abito
infatti si creano identità, si annodano amicizie e si tessono
desideri; si imparano lingue nuove, si scoprono saperi lontani
e antiche usanze ormai dimenticate. «All'interno del laboratorio
la sartoria e il teatro proseguono di pari passo: l'idea è
quella di portare in scena la storia di ciascuna di queste donne
utilizzando gli intrecci raccontati nei loro abiti», spiega
Della Polla. «Stiamo lavorando alla realizzazione di un
grande mappamondo di tessuto dove ciascuna cucirà il nome
del proprio paese d'origine e contribuirà aggiungendo gli
elementi geografici mancanti».
«Deniz, uja, woha, pani, chu, acqua» sono i nomi
con i quali verranno rappresentate le superfici oceaniche, la
tecnica del cucito «zig-zag» servirà invece
per la scrittura dei nomi dei paesi. Finanziato dal Servizio Pari
Opportunità della Regione Friuli Venezia Giulia e ideato
dal «Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute»
in partnership con la cooperativa sociale Cassiopea, le associazioni
«La Tenda della Luna», «Luna e l'Altra»
e «Senza Confini Brez Meja» in collaborazione con
l'Azienda sanitaria triestina n.1, il progetto «Trame di
donne» ha lo scopo di portare alla luce le potenzialità
nascoste di ciascuna partecipante e creare delle basi utili all'integrazione
cittadina. «Il nostro obiettivo è anche quello di
far sì che questa esperienza possa in futuro trasformarsi
in lavoro stabile per alcune di queste donne», continua
Della Polla. «Il laboratorio è partito ai primi di
febbraio e si concluderà a novembre, la richiesta è
stata tanta e siamo coinvolte in prima persona perché tutte
possediamo delle esperienze personali che, attraverso l'abito,
confluiranno creativamente nel lavoro teatrale finale».
Non tutte le presenti sanno cucire ma non importa, quello che
conta è stare insieme, imparare e ricercare attivamente
la propria espressione creativa: ciascuna possiede un piccolo
quaderno sul quale scrive le parole nuove e più importanti
legate al mondo di questa «sartoria migrante» e dove
appunta con uno spillo le prove di cucito.
Alcune sono in piedi intorno al tavolo, altre sono sedute e lavorano
i tessuti con la macchina da cucire, altre ancora sono impegnate
a chiacchierare e sorridere: un crogiuolo di donne dal quale traspare
un'umanità fertile e caparbia, rassicurante e speziata.
L'età media si aggira intorno ai ventidue anni, diverse
ragazze sono già sposate e, nonostante abbiano accanto
i loro mariti, la terra d'origine e gli affetti più cari
lasciati lontani costituiscono motivo di grande nostalgia. Il
laboratorio rappresenta quindi un motivo di incontro e scambio
di pensieri, preoccupazioni, ricerca di conforto, affetto e non
solo, attraverso visite guidate ai musei cittadini infatti l'attività
diventa anche approfondimento e studio attinente al lavoro svolto.
Linda Dorigo
(Mercoledì 16 aprile 2008, Il Piccolo
- Trieste)
[articolo inserito il 23-04-2008]
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