Rassegna Stampa
Festa a San Giovanni: «Siamo la fabbrica del cambiamento»
Grandi utopie che nel tempo si smentiscono e risorgono e diventano
una storia destinata a non fermarsi mai se chi le vive dall'interno
continua ad alimentarne il senso: questo il significato più
che simbolico che al centenario della fondazione del «frenocomio»
di San Giovanni attribuiscono coloro che ne vissero sia le ultime
fasi sia l'avventura dissacrante e liberatoria al fianco
di Franco Basaglia, e che oggi sono ancora nello stesso posto
a lavorare per una ulteriore trasformazione del parco di San Giovanni.
In questi termini ieri è stata presentata al Dipartimento
di salute mentale all'interno del comprensorio «La
fabbrica del cambiamento», megaevento fatto di innumerevoli
iniziative (mostre, spettacoli, concerti, video, convegni) lungo
tutto il corso dell'anno per ricordare appunto i 100 anni
dall'inaugurazione del manicomio firmato dall'architetto
Ludovico Braidotti (a suo tempo un'operazione di assoluta
avanguardia) e i 30 anni dalla legge 180 che proprio da quegli
spazi è uscita, assieme ai «matti» liberati
dalla reclusione. Alla conferenza stampa di ieri sono stati Franco
Rotelli e Peppe Dell'Acqua a disegnare il contorno colturale
di questa operazione, assieme alla presidente della Provincia
Maria Teresa Bassa Poropat, all'assessore comunale alla
Protezione sociale, Carlo Grilli, a rappresentanti dell'Università
e della Fondazione CrT che assieme alla Regione sono tra i sostenitori
della multiforme kermesse 2008. E c'era anche Gino Paoli,
ieri sera in concerto proprio per dare avvio alla manifestazione:
«Un artista - ha detto - può solo richiamare l'attenzione
sul fatto che quanto è accaduto qui deve proiettarsi sull'umanità
intera». Rotelli in particolare ha ricordato che San Giovanni
si ridisegna come «luogo delle tre utopie». «La
prima - ha detto - fu quella originale, che il verde, la luce
e la bellezza architettonica di questo luogo fossero elementi
capaci di curare la malattia mentale, e per l'epoca era
una idea di grande respiro e impegno, ma solo 70 anni dopo fu
già dimostrato che quella utopia era superata e un'altra
ne prendeva il posto, rendendo chiaro che in un luogo di reclusione
non era possibile la cura, che un recinto di mura generava solo
mostri e degrado». Seguì la «martellante battaglia»
per la libertà e il cambiamento, e fu la stagione della
«seconda utopia: credere che la cura possa arrivare senza
separatezza, e a questa fase è seguita l'utopia attuale
- ha concluso Rotelli - di fare di San Giovanni un luogo speciale,
dove convivono istituti scientifici, giovani e anziani, cooperative
e sedi sanitarie, persone con storie tremende e persone normali».
Il roseto, l'idea originale di Rotelli, «dimostrerà
che la convivenza è davvero possibile». In concreto
è stato però anche sottolineato che mentre qui si
festeggia in molti paesi anche vicini (Austria e Svizzera ad esempio)
le cure psichiatriche sono ancora basate sulla contenzione. Un
accordo per esportare il modello basagliano è in corso
col Canton Ticino, mentre la cultura della «non separatezza»
è adesso in piena marcia anche e ancora a Trieste, dove
si agisce a favore degli anziani nelle case di riposo e nelle
Microaree. «Questa ''fabbrica''
- ha rimarcato Dell'Acqua, secondo successore di Basaglia
dopo Rotelli - continua ancora oggi a produrre cambiamento, e
deve farlo perché persiste in Italia una dissociazione
tra le buone leggi e le buone pratiche, dato che la 180 in molte
regioni è applicata in modo molto incompleto». In
questo senso l'anno celebrativo prevederà anche due
importanti appuntamenti: un incontro di cooperazione internazionale
con tutti i gruppi che nel mondo si occupano di salute mentale
e un incontro con il mondo della cooperazione sociale (che a Trieste
ha avuto la propria culla proprio come esito delle nuove cure
psichiatriche). Inoltre verrà istituita una Fondazione
assieme all'Università di Trieste per doffondere
la conoscenza della «rivoluzione psichiatrica» triestina
e sarà istituito un sito Internet che costituirà
un Osservatorio congiunto sulle politiche sociali in Italia e
in Slovenia. Poropat ha annunciato che ad aprile finalmente verrà
inaugurato il teatrino di San Giovanni, il restauro più
lungo e faticoso tra i tanti che hanno interessato le elegantissime
palazzine, ieri «padiglioni», e ha ricordato che punto
strategico del suo programma politico è stato fin dall'inizio
la riqualificazione del parco, dove è in calendario anche
un prossimo Museo per i bambini.
g. z.
(Domenica 2 marzo 2008, Il Piccolo - Trieste)
[articolo inserito il 04-03-2008]
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