Rassegna Stampa
Roveredo: «Ha qualcosa in più di noi, non vive
nella fretta e nella frenesia»
Don Mario Vatta, una vita per gli ultimi
«Un giorno mi domandarono di indicare con una sola parola
ciò che spingeva me e i miei collaboratori a camminare
accanto alla povera gente: "la compassione" risposi.
Compassione che significa patire insieme, niente di più».
È proprio il concetto di compassione, ben diverso per significato
e portata da quello di carità, a sintetizzare, meglio di
qualsiasi altro articolato pensiero, l'instancabile lavoro di
Don Mario Vatta al fianco degli «ultimi in classifica»,
per usare un'espressione cara a Pino Roveredo. Un lavoro che il
libro-intervista «La strada maestra», scritto da Gabriella
Ziani, e presentato ieri in un Caffè Tommaseo pieno fino
all'inverosimile, racconta attraverso «storie, memorie e
avventure», di fronte alle quali nemmeno il più scettico
dei lettori può restare indifferente. Pagina dopo pagina
dal volume, che alterna le conversazione tra l'autrice e il sacerdote
ai testi che don Vatta che ha pubblicato nel tempo sul Piccolo,
emergono con forza le idee, l'impegno, la passione di un uomo
speciale. Un uomo che ha saputo superare gli ostacoli creati da
una certa politica sorda e ottusa, e da un'altrettanto insensibile
burocrazia, riuscendo a realizzare alla fine la sua impresa e
trasformando la comunità di San Martino al Campo in quella
che a Trieste è ormai riconosciuta come una vera e propria
istituzione. Proprio ieri, giorno della presentazione del libro,
ricorreva il 37° compleanno della comunità di accoglienza.
Un anniversario che don Vatta avrebbe voluto festeggiare assieme
ai tantissimi amici che hanno affollato la sala del Tommaseo.
Invece, per problemi di salute, non ha potuto partecipare. «Ma
anche se non è qui, Mario c'è sempre - ha sottolineato
Pino Roveredo, che ha conosciuto il sacerdote negli anni '70 -.
C'è con il suo coraggio, la sua lucidità e il suo
essere speciale. Perché Mario ha qualcosa in più
di noi. Non vive nella fretta e nella continua frenesia, ma sa
usare la camera della riflessione e la frequenta ogni giorno».
Di don Vatta Paolo Rumiz, che ha curato la prefazione del libro-
intervista , ha sottolineato poi un altro tratto distintivo, forse
poco noto ma estremamente rivelatore della straordinarietà
del «prete degli ultimi». «La sua cifra è
la voce. È un miracolo che un uomo che conosce la sofferenza,
vive a contatto con il dolore e conosce le omissioni del mondo
abbia questa voce che sa essere dispensatrice di pace. È
probabilmente la sua arma migliore». «Don Vatta è
testimone di una Trieste che a volte non si vede, la Trieste della
solidarietà - ha sottolineato il direttore del Piccolo,
Sergio Baraldi -. Dalle esperienze raccontate nel libro emerge
l'umiltà di chi si pone accanto alla sofferenza e sa condividerla.
Una risorsa che una città come Trieste, che ha al centro
della su agenda politica i temi dello sviluppo e della crescita,
non può dimenticare. Non c'è sviluppo senza solidarietà,
e a dirlo non sono solo i sacerdoti, ma anche gli economisti più
illuminati». Ma nel libro non si parla solo di solidarietà.
Sollecitato, spesso letteralmente provocato da Gabriella Ziani,
don Vatta affronta altri temi forti e impegnativi: dal '68 alla
piaga della droga, dalla politica all'aborto. Grande attenzione
è dedicata poi al «pianeta giovani», troppo
spesso a suo giudizio trascurato nella società triestina,
e al mondo del disagio mentale. «Il lavoro di don Mario
segue in linea dritta e coerente quello fatto da Franco Basaglia
- ha spiegato l'autrice -. Nell'intervista è raccontato
il loro primo incontro: fu Basaglia ad andare da don Mario in
occasione della prima presentazione pubblica dell'attività
di San Martino al Campo. Da quel momento nacque una forte e intensa
collaborazione, che ha visto i malati psichici usciti dal manicomio
essere poi accolti nelle comunità di don Mario. Un'esperienza
che continua anche oggi e si traduce ancora in un prezioso gioco
di squadra con il Dipartimento di salute mentale». «La
strada maestra» fa luce poi su altri importanti incontri
che hanno segnato il lavoro del sacerdote, a partire da quello
con Don Ciotti a cui è seguito l'impegno nella Fondazione
Liberal per la lotta alla mafia. Il libro - «frutto di continui
incontri con don Vatta ai quali io mi presentavo con un notes
sempre più grande e un numero sempre maggiore di penne»
ha precisato l'autrice - sarà venduto da oggi in abbinamento
al Piccolo a 4,90 euro più il prezzo del giornale. Il ricavato
delle vendite andrà interamente alla comunità di
San Martino al Campo. Un motivo in più per acquistarlo,
anche se sicuramente non l'unico. «Questo è un libro
diverso dal solito - ha sottolineato l'amministratore delegato
dell'Editoriale Fvg, Paolo Paloschi, che ha creduto fortemente
nell'iniziativa -. È diverso perché arriva al lettore
in modo diretto. Don Vatta ci trasmette un messaggio laico forte,
che invita tutti noi ad agire da "persone vive" e a
"smettere di subire il mondo"».
di Maddalena Rebecca
(Il Piccolo, martedì 27 novembre 2007)
[articolo inserito il 27-12-2007]
Ultimi articoli: [Rassegna Stampa]