Rassegna Stampa
Presentati nove video girati nell'ambito dei progetti di recupero
Cooperative e associazioni: rassegna di film
per vincere il disagio sociale a Trieste
Il terzo settore vuole mostrarsi alla città. Per farlo
ha scelto una delle formule più attuali e diffuse: il filmato
breve. Ieri, nell'Auditorium del Revoltella, nove fra cooperative
e associazioni operanti a Trieste hanno presentato ciascuna un
proprio prodotto cinematografico, dando vita a una kermesse del
«corto», finalizzato alla diffusione di metodi e strumenti
utilizzati da chi opera nel sociale. Organizzata da una delle
cooperative presenti, la Duemilauno agenzia sociale, in collaborazione
con il Comune, la serata si è trasformata in una vetrina
della comunicazione, con descrizione di progetti, brani di rappresentazioni
teatrali e cinematografiche, attività, percorsi di formazione.
«Abbiamo volentieri contribuito alla realizzazione di questo
appuntamento – ha detto l'assessore comunale per la Promozione
e la protezione sociale, Carlo Grilli – che permette alle
realtà del terzo settore di esprimersi e manifestarsi.
Auspico che questa opportunità si trasformi in uno stimolo
a operare ancor di più e meglio. Il lavoro che queste cooperative
e associazioni svolgono nel quotidiano – ha aggiunto –
è difficile, ma ciò non esclude che esso possa offrire
spunti di riflessione e aggiornamento». La prima proiezione
è stata quella forse più originale, sotto il profilo
del contenuto: «Il mistero di Miramare». Un video
interamente scritto, allestito e interpretato da disabili, assistiti
dalla cooperativa La Quercia, che racconta della scomparsa di
un giardiniere nel corso di una mattinata di lavoro nel parco
del castello. «Abbiamo dato il via a questa operazione -
ha spiegato Iris Biecar, esponente della cooperativa – perché
crediamo nella funzionalità di un laboratorio teatrale,
utilizzando in questo caso la tecnica cinematografica, che permette
ai nostri disabili di sviluppare la creatività terapeutica.
Sono persone poco valorizzate – ha spiegato – che
in quest'occasione hanno invece potuto manifestare la loro fantasia.
L'essenziale – ha aggiunto – è che, nel corso
della lavorazione, i nostri ragazzi si siano divertiti sorridendo».
Il video, spedito per gioco al Festival del nuovo cinema di Gorgonzola,
ha ottenuto una citazione, con l'invito a partecipare alla cerimonia
delle premiazioni. Di segno diametralmente opposto, ma ugualmente
efficace, il video della cooperativa agricola Monte San Pantaleone.
«La nostra attenzione va alle periferie di Trieste –
ha detto il presidente, Giancarlo Carena – dove si inciampa
in un imprecisato numero di carcasse di motorini. Abbiamo pensato
di allestire un'officina, nella quale mettere a lavorare una quindicina
di giovani, capaci di fare i meccanici. Adesso – ha precisato
– stanno sostenendo un corso di preparazione. Al termine
potranno iniziare l'attività – ha concluso –
che non consisterà anche nell'utilizzo, fantasioso e libero,
delle carcasse recuperate, che possono diventare sculture moderne
o altro». «Trasformare le parole in immagini è
lo scopo di questa svolta del terzo settore – ha detto Sergio
Serra, organizzatore della serata – e noi della cooperativa
‘Duemilauno' abbiamo già iniziato, mettendo su dvd
il nostro periodico semestrale ‘Sconfinamenti'. Speriamo
che il Comune ci permetta di creare un archivio dei nostri video
– ha concluso – in modo che tutti possano accedervi
e consultarli».
Il presidente della Duemilauno, Stefano Garbellotto, ha ricordato
la «vocazione di Trieste allo sviluppo di reti di questo
tipo, nata già all'epoca di Basaglia». Nel corso
della serata sono stati proiettati anche i video di Club Zyp,
Head made lab, Xpression, Compagnia instabile, Fuori c'entro,
Alt.
Ugo Salvini
(martedì 17 aprile 2007, Il Piccolo
- Trieste)
[articolo inserito il 10-05-2007]
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