Rassegna Stampa
Lettera aperta dell' U.N.A.SA.M onlus
Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale
La sofferenza mentale in una canzone
Si può affrontare il tema della sofferenza mentale con
una canzone? Certamente sì e lo dimostra la tenerissima
"Ti regalerò una rosa" di Simone Cristicchi.
E bastata una canzone dai contenuti chiari e diretti in un momento
in cui la gente non ne può più di banalità,
per scatenare non solo il grande consenso ricevuto al "Festival
della Canzone Italiana" ma l'interesse della stampa nazionale.
Ed ecco che la questione ridiventa centrale e i "matti"
hanno visibilità e credibilità e dignità.
Antonio diventa il simbolo di tutti coloro ai quali è stata
tolta voce e dignità, che ritrova la capacità di
affermare il proprio diritto a stare nel mondo, nelle relazioni
affettive, nonostante l'esperienza dolorosa della sofferenza mentale,
nonostante la privazione della libertà. E quel mondo separato
e distante, che sembrava non accorgersi di lui, è richiamato
con forza alle proprie responsabilità proprio da colui
che aveva allontanato, costretto ai margini, rinchiuso perché
"matto" e quindi "incomprensibile e imprevedibile".
E allora ben venga la tenera canzone di Cristicchi per riaffermare
il diritto ad esistere contro qualunque forma di pregiudizio e
qualunque marchio impresso.
Antonio rispecchia il bisogno di "normalità"
di migliaia di persone reali (donne e uomini, giovani e adulti)
che vogliono riemergere nonostante tutto e tutti; rappresenta
il loro diritto all'amore, alla considerazione, al rispetto, all'amicizia,
allo stare nel mondo come si è.
E il saluto finale, sopra la sedia gialla, lo interpretiamo come
gesto di libertà, come riappropriazione di sé, del
proprio corpo e della propria esistenza.
E' un inno alla speranza.
E' un invito ad abbandonare la strada del pessimismo, a scoprire
e riscoprire vite straordinarie. E' un invito a non abbandonare
mai le persone.
Grazie quindi a Simone Cristicchi e all'emozione che ci ha regalato.
Gisella Trincas
(presidente dell'UNASAM)
(Mercoledì 7 marzo 2007, Lettera aperta
dell'UNASAM)
[articolo inserito il 09-03-2007]
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