Rassegna Stampa
Nel piano per il 2007 Rotelli ha inserito il rifacimento
dello storico centro di salute mentale mentre si allestisce anche
al Maggiore
Sedi sanitarie, si ristrutturano via Gambini e Maddalena
Del dismesso ospedale l'Ass ha mantenuto
la proprietà della palazzina principale, che ora riattiva
Si è innanzitutto stabilito di ristrutturare completamente
lo storico Centro di salute mentale di via Gambini 8, una palazzina
di due piani e 600 metri quadrati, che in anni trascorsi fu il
primo Centro donna e cui ora afferiscono molti cittadini stranieri
residenti a Trieste poiché sulla struttura gravita una
zona densamente abitata da extracomunitari, e i dati raccolti
in via Gambini fotografano così le grandi fatiche psicologiche
che essi sopportano nella fase di inserimento.
Il progetto approvato dal direttore generale Franco Rotelli è
firmato dall'architetto Luciano Celli e il costo preventivato
per una completa riqualificazione è di un milione di euro.
Ma non è l'unico intervento edilizio sul cospicuo patrimonio
sparso per la città, che ha già visto splendidi
risanamenti, dal nuovo Centro donna di Androna degli Orti, in
piena Cittavecchia, alle numerose palazzine del parco di San Giovanni
rinate a nuovi fasti e nuovi usi, compreso l'edificio della direzione
generale, quello che ospita il quarto distretto, e la Clinica
psichiatrica il cui riatto sarà pronto fra un mese circa.
Ma nel frattempo sono stati rimodernati e ben arredati anche il
reparto di Diagnosi e cura dell'ospedale Maggiore e la sede distrettuale
di Valmaura, ed è stato creato in via Stock il distretto
1, al posto della fabbrica di liquori.
Un riadattamento di vecchi luoghi che segue simbolicamente la
linea di «riabitare» per primo l'ex ospedale psichiatrico
e che si rinnoverà anche per un altro edificio, altrettanto
storico, altrettanto dismesso: la Maddalena. Il vecchio ospedale,
come si sa, non solo è chiuso da anni, ma da tempo è
già destinato a diventare insediamento abitativo. «Dietro
il palazzo principale in mattoni rossi però c'è
ancora una sede sanitaria attiva - spiega Rotelli -, è
un centro di salute mentale, abbiamo venduto tutto il complesso,
ma non l'edificio più importante, la palazzina direzionale
della ex Maddalena, che ora restauriamo per farne la nuova sede
del centro di salute mentale, che lascerà libera l' attuale
sistemazione per la trasformazione abitativa».
I lavori stanno per partire in questi giorni e dovrebbero concludersi
il 30 settembre: tornerà così a vivere anche questa
sede sanitaria, architettonicamente di pregevole impatto.
Sempre per quest'anno è in calendario un altro cantiere
molto atteso: il distretto sanitario di via Battisti a Muggia.
La struttura già da tempo lamenta ristrettezze ed è
stata oggetto di riorganizzazione con lo spostamento di servizi
in sedi affittate all'esterno per mancanza spazio.
E infine, poiché si è dato avvio ai lavori del Maggiore,
diventerà realtà entro l'anno anche l'ingresso -
di forte valenza simbolica per la riorganizzazione del servizio
sanitario nel suo complesso - del distretto 2 dell'Azienda sanitaria
negli ambienti rifatti del vecchio ospedale, quelli che affacciano
su via della Pietà. «Ci saranno 700-800 metri quadrati
- spiega Rotelli - con entrata dall'ingresso principale».
Sarà un passo notevole perché darà una fisica
traduzione della progressiva integrazione tra ospedale e territorio.
Ma, come conseguenza, un'altra sede cesserà esistere: sparirà
la altrettanto «storica» base del distretto di via
Nordio, che verrà dismessa. Ed è uno dei punti di
raccolta più noti ai triestini, e più facilmente
frequentati perché vi afferisce il centro città,
per la sua vicinanza col Maggiore e anche per la presenza di un
«punto informativo».
(Domenica 14 gennaio 2007, Il Piccolo - Trieste)
[articolo inserito il 16-01-2007]
Ultimi articoli: [Rassegna Stampa]