Rassegna Stampa
BARCOLA Inserita nel programma della visita pastorale
anche una visita alla struttura di viale Miramare
Il Vescovo incontra gli operatori del CSM
Monsignor Ravignani: «Fondamentale il ruolo delle cooperative
sociali» - Il presule si è fermato anche nel vicino
Istituto dei ciechi Rittmeyer, altro «luogo del dolore».
Stasera celebrerà la messa nella chiesa di don Elio
La visita al Centro di salute mentale di Barcola ha caratterizzato
la settimana che il Vescovo, monsignor Eugenio Ravignani, ha dedicato
allo storico rione. Essa è inserita nel programma generale
delle visite pastorali che il capo della chiesa triestina compie
periodicamente nelle varie zone della città. Accolto dal
Primario, il dottor Roberto Mezzina, ha così conosciuto
le modalità operative della struttura sul territorio, la
promozione quotidiana per la costruzione di rapporti sociali al
di fuori del Centro di salute mentale. Mezzina ha sottolineato
l’importanza della "restituzione della dignità
e della normalità – ha sottolineato - a quanti vivono
l'esperienza del disturbo psichico". Il Primario ha anche
ricordato che l’attività della struttura di Barcola
beneficia della collaborazione dei Carabinieri di stanza sul posto.
Ravignani ha poi discusso con gli operatori dell’importanza
del problema del reinserimento sociale delle persone e dell'inserimento
lavorativo, sottolineando "il ruolo fondamentale delle cooperative
sociali". La visita pastorale a Barcola del Vescovo comprende
il più ampio giro che egli intende compiere nei cosiddetti
"luoghi del dolore". Ruolo rilevante, nella settimana
che monsignor Ravignani sta compiendo a Barcola, e che si concluderà
stasera, con la celebrazione di una santa messa nella chiesa rionale,
è quello di don Elio, parroco di Barcola, affiancato in
quest’occasione da don Simeone, il sacerdote che si occupa
delle problematiche del Dipartimento di salute mentale della città.
Un lungo colloquio c’è stato anche con il dottor
Egidio Capodieci, psichiatra e uno dei responsabili del Centro
di salute mentale della città. Dopo aver parlato con molte
delle persone presenti, monsignor Ravignani si è congedato,
augurando agli operatori di "continuare a mettere a disposizione
le proprie competenze", ricordando che "il domani non
è mai più brutto di ieri e i pregiudizi saranno
abbattuti". Monsignor Ravignani non si è limitato
alla visita al Csm, ma si è recato anche all’Istituto
per ciechi Rittmeyer, inserito anch’esso nel novero dei
"luoghi del dolore".
(Sabato 16 dicembre 2006, Il Piccolo - Trieste)
[articolo inserito il 27-12-2006]
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