immagine di sfondo Segnalazioni [magazine] - Quotidianità da un Dipartimento di Salute Mentale Dipartimento di Salute Mentale di Trieste: www.triestesalutementale.it
Mappa del sito | Redazione | Contattaci | Credits || Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Maggio, 2009 11:20


Forum Salute Mentale (link al sito)

[ Percorso: Home » Rassegna Stampa » Archivio 2006 » Articolo ]

* Rassegna Stampa

Il punto su questa pratica che riunisce varie discipline
in un convegno di due giorni alla Marittima

Musicoterapia contro Alzheimer e disagio psichico

«Interagire a livello sonoro con una persona è molto più intimo e più profondo che farlo attraverso la parola e sollecita la capacità che ognuno ha di mettersi in gioco. A me è servito per riuscire a trovare dei modi per comunicare oltre le barriere della timidezza e dell'introversione». Sono le parole di Ivan Ordiner, 30 anni. Anche lui, come molti altri ragazzi della sua età, ha seguito al passione per la musicoterapia, una disciplina ancora poco conosciuta in Italia, di cui si è parlato al sesto congresso nazionale sul tema, svoltosi alla Stazione Marittima.
«Musicoterapia e musicoterapie» è il titolo scelto per l'evento che ha lo scopo di confrontare l'evoluzione di questa disciplina in Italia e nei paesi dell'Est Europa. Il Friuli Venezia Giulia dispone di due centri riconosciuti in cui si pratica questa disciplina: l'Artem (Associazione regionale di musicoterapia) e la sezione triestina della Confiam (Confederazione italiana delle associazioni e scuole di musicoterapia).
«La musicoterapica è una disciplina complessa – spiega Bruno Foti promotore del congresso – perchè è un incontro tra medicina, psicologia, musica e questo fa sì che il dialogo tra le parti non sia facile. Nel contempo assistiamo da vent'anni alla pratica musicoterapica in Italia in diverse applicazioni che vanno dall'infanzia all'età adulta per problematiche di ogni tipo. Questo fa sì che molti professionisti utilizzino tecniche musicoterapiche alle quali non viene dato nessun riconoscimento». In Italia ci sono circa seicento professionisti, molti dei quali stanno ottenendo il diploma nelle sessantotto scuole presenti sul territorio mentre nei Paesi dell'Est la pratica di questa disciplina è nota già da lungo tempo, ma si è andata diversificando a seconda degli statuti nazionali. Nel suo intervento Carina Cengelova, musicoterapista di origine cecoslovacca, ha spiegato il percorso istituzionale compiuto da paesi come il suo, la Polonia e la Slovacchia. «La musicoterapia ha una lunga tradizione in Cecoslovacchia – ha spiegato – ma solo ora comincia ad essere ufficialmente riconosciuta. Il criterio per diventare un buon operatore non richiede soltanto una preparazione psico-pedagogia, neuro-fisiologica e sociale, ma anche una conoscenza approfondita di musica non solo teoretica ma soprattutto pratica».
Durante gli incontri sono statio trattati tre temi principali: la psicologia della musica, i modelli di riferimento e le applicazioni della musicoterapia in Europa dal confronto all'integrazione. E le esperienze terapeutiche vanno dalla psichiatria, al trattamento del coma alla neurologia alla cura dell'Alzheimer. «La musicoterapia è uno strumento di comunicazione — spiega Antonella Grusovin, insegnante di improvvisazione vocale - e può aiutare notevolmente sia in casi più gravi di disagio psichico, come nel caso dei portatori di handicap, o nelle situazioni di stato vegetativo, sia nelle situazioni meno gravi in forma preventiva per bambini che hanno problemi di socializzazione o anche nelle situazioni prenatali aiutando le mamme a comunicare con il loro bambino».

Claudia Burgarella

(Martedì 26 settembre, Il Piccolo - Trieste)

[articolo inserito il 28-09-2006]

* Ultimi articoli: [Rassegna Stampa]

Segnalazioni [magazine] a cura del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste
via Weiss 5 - 34127 Trieste - tel. 040 3997350 - e-mail: dsm@ass1.sanita.fvg.it