immagine di sfondo Segnalazioni [magazine] - Quotidianità da un Dipartimento di Salute Mentale Dipartimento di Salute Mentale di Trieste: www.triestesalutementale.it
Mappa del sito | Redazione | Contattaci | Credits || Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Maggio, 2009 11:20


Forum Salute Mentale (link al sito)

[ Percorso: Home » Rassegna Stampa » Archivio 2006 » Articolo ]

* Rassegna Stampa

Anziani legati e case di riposo

 

A seguito alla denuncia che in questi giorni è apparsa sulla stampa locale, fatta dall'Azienda servizi sanitari, rivolta ad alcune case di riposo private, per l'uso indiscriminato e inammissibile di mezzi di contenzione fisici e farmacologici, effettuato a danno e su persone anziane, mi permetto di osservare e di segnalare che simile denuncia era già stata fatta dal direttore del Dipartimento di salute mentale dottor Giuseppe Dell'Acqua, in una «lettera aperta inviata ai giornalisti italiani, affidandola al magazine digitale Il Barbiere della Sera». Dove si leggeva a un certo punto della lettera: «E sempre in questo momento sono centomila i nostri vecchi legati negli istituti e nelle case di riposo». Questo avveniva il 13 febbraio 2004. Nei primi mesi di quest'anno ho effettuato presso un presidio sanitario locale il tirocinio per il conseguimento di una qualifica professionale. In quel periodo e in quella unità era accolta una persona (donna), afflitta dalla malattia di Alzheimer, senza altre patologie interessate alla degenza in quel reparto. L'accoglimento era dovuto per motivi socio-assistenziali, in quanto il congiunto (il marito) era stato ricoverato nella divisione ortopedica del medesimo presidio sanitario. Quindi, impossibilità per la signora di essere assistita al suo domicilio (il cambiamento del posto abituale per la persona malata di Alzheimer crea grosse problematiche) in quanto non aveva altre persone che l'accudissero. Assistere una persona con la malattia di Alzheimer diventa una situazione faticosa, gravosa e di difficile gestione, in modo particolare per chi non conosce la malattia e non conosca l'anamnesi del malato. Una delle condizioni che affligge il malato di Alzheimer è il vagabondaggio e perdita d'orientamento. Perdere il senso dell'orientamento comporta un potenziale pericolo, in quanto il malato può allontanarsi da dove si trova, se ne ha la possibilità, e non riuscire più a tornarvi o comunque perdersi, impaurirsi o mettersi in situazioni pericolose. Situazione e condizione che sono venute a verificarsi. La signora, per tre/quattro volte è scomparsa dal reparto ed è stata ritrovata dopo alcune ore in posti diversi. Dopo questi allontanamenti, sono stati adottati trattamenti farmacologici, rendendo la persona in stato soporoso e inebetita a qualsiasi movimento, quindi messa a letto e lasciatacela per diverse ore. Il trattamento veniva ripetuto ogni volta che la signora dava segni di agitazione o al manifestarsi di comportamenti di vagabondaggio. Ora, se in un presidio sanitario-ospedaliero, dove c'è la presenza di personale qualificato e professionale, vengono adottate certe misure di contenzione, figuriamoci in quelle case di riposo private in cui, magari vi sono più persone malate di Alzheimer d'assistere e non v'è la presenza sufficiente di personale e, talvolta personale senza alcuna formazione professionale. A quanto esposto mi pongo delle domande! Perché solo adesso l'Azienda servizi sanitari ha effettuato i controlli e solo nelle case di riposo private? Perché la signora malata d'Alzheimer, si trovava accolta in un presidio ospedaliero anziché in una struttura protetta istituzionale, atta ad accogliere persone in situazioni d'emergenza? Perché non viene rispettata la legge 328/2000 che predispone l'integrazione tra sanità e servizi sociali? Su quest'ultimo «perché», a conferma di quanto scritto, emerge dalla segnalazione, apparsa sul quotidiano locale in data 1/7 u.s. a firma Carlo Grilli, assessore alla Promozione e protezione sociale (la mancanza d'integrazione, collaborazione e coordinamento tra Sanità e servizi sociali), che replica e puntualizza le affermazioni fatte nell'intervista alla dottoressa Maila Mislej responsabile del servizio infermieristico dell'Azienda servizi sanitari, apparsa sul medesimo quotidiano in data 18/6 c.a. Lascio al lettore qualsiasi considerazione e interpretazione e ad altri esaurienti risposte.

Sergio Vicini

(Giovedì 3 agosto, Il Piccolo - Trieste)

[articolo inserito il 11-09-2006]

* Ultimi articoli: [Rassegna Stampa]

Segnalazioni [magazine] a cura del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste
via Weiss 5 - 34127 Trieste - tel. 040 3997350 - e-mail: dsm@ass1.sanita.fvg.it