Rassegna Stampa
Da martedì in Androna degli Orti la rassegna dedicata
al tema del lavoro
Trieste: donne dietro e dentro il cinema
TRIESTE La ragazza capace di vendere gelati nel deserto del
Gobi e la pazienza sublime delle ricamatrici. L'antisemitismo
che rinasce in Polonia e lo sparo a Andy Warhol. E poi la lotta
degli operai argentini, i luoghi friulani del kolossal Addio alle
armi, la ricerca disperata d'acqua in Uzbekistan. Sono alcune
delle situazioni e dei personaggi che da martedì a domenica
6 agosto troveranno voce nella quinta edizione di «Donne
al cinema», che come di consueto si terrà nel bel
giardino di Androna degli Orti 4/b. Ad accomunare questi momenti
così differenti, dispersi ai quattro angoli del pianeta,
sarà quello sguardo al femminile che fin dagli esordi contraddistingue
la rassegna artistica nata, con il sostegno di Regione e Provincia,
dalla collaborazione tra il Progetto donna salute mentale e il
Distretto 2 dell'Ass triestina e un folto gruppo di associazioni
di donne.
«Donne al cinema» quest'anno sarà dedicata
al tema del lavoro e abbinerà all'ormai tradizionale carrellata
di corti, documentari e lungometraggi laboratori di fotografia
e sartoria teatrale, teatro, musica e arte contemporanea. «La
manifestazione – spiega Pina Ridente del Dipartimento di
salute mentale – vuole far conoscere, promuovere e valorizzare
la produzione femminile nel cinema e in altre forme d'arte attraverso
linguaggi differenti e proponendo un'immagine della donna lontana
dagli stereotipi».
«Donne al cinema» prende il via martedì alle
18 con un incontro su «Donne, lavoro, trasformazione».
Partecipano Sara Ongaro, antropologa; Adele Pino, assessore provinciale
al lavoro; Mariagrazia Vendrame, consigliera di parità
della Regione Friuli Venezia Gulia; Giuditta Barbara, progettista
Enaip; Rossana Giacaz, della Cgil funzione pubblica; Francesca
Scarpato, del Nidil Cgil e Sabina Tommasi della cooperativa sociale
Cassiopea. Alle 21 si proietta «Un mondo senza povertà»
di Ilaria Freccia (Italia, 2000, 57'), documentario ambientato
in Bangladesh che racconta l'attività di microcredito svolta
dalla Grameen bank, la cosiddetta banca dei poveri che fra i suoi
clienti annovera soprattutto donne. Segue «Uno virgola due»
di Silvia Ferreri (Italia, 2005, 52'), in cui s'interrogano numerose
donne italiane per scoprire i motivi della natalità più
bassa del mondo: uno virgola due figli a testa. La rassegna riprende
il martedì successivo con l'inaugurazione della collettiva
«Aqua vita et mors» , opere delle artiste del Gruppo
'78 – International contemporary, a cura di Maria Campitelli,
e di «La bottega della pazienza attiva» , con i lavori
del laboratorio di Laura Bonifacio Cosmini. Alle 21 proiezione
di «Il mio nuovo strano fidanzato» della spagnola
Teresa De Pelegrì e del britannico Domenic Harari (Spagna
2003, 93'). Gli appuntamenti di «Donne al cinema»
continuano, con cadenza quotidiana (tranne lunedì) fino
al 6 agosto. Le proiezioni iniziano alle 9, l'ingresso è
gratuito.
d.g.
(Domenica 2 luglio 2006, Il Piccolo - Cultura,
Spettacolo)
[articolo inserito il 24-07-2006]
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