Rassegna Stampa
SAN GIOVANNI
Dopo anni di abbandono lo spazio verde rivive con una serie di
iniziative
Rilancio culturale nel parco ex Opp
Azienda sanitaria e associazioni coinvolte nella Festa dei fuochi
Il via alla festa è stato dei più piccoli. Armati
di forbici, stoffe e colori hanno dato ali alla fantasia con gli
aquiloni costruiti nel laboratorio d'aquiloni sotto il porticato.
Una buona dose di salti e capriole in libertà sui materassoni
ed ecco già l'ora d'imparare una filastrocca nuova con
i bambini della Comunità senegalese e il maestro Niang.
Si è aperta così, sull'onda della creatività,
la grande festa dei fuochi di San Giovanni che nella serata del
solstizio d'estate ha visto centinaia di persone darsi appuntamento
nel rinnovato parco dell'ex comprensorio psichiatrico, in questi
giorni in splendida fioritura. A godersi musica, danze, performance
d'arte e golosità di Cuisine du Senegal, Brigate flambée
e Fragolagrill sono arrivate famiglie con bimbi piccoli, giovani
e giovanissimi, anziani. Un pubblico variegato, attratto da una
formula capace di mischiare ingredienti eterogenei in un cocktail
ormai collaudato, adatto ai gusti più diversi.
La festa dei fuochi di San Giovanni nasce infatti quattro anni
fa, dall'esperienza della Luna del parco, contenitore che proponeva
all'interno del comprensorio una serie di appuntamenti artistici
e di aggregazione. «Già allora – spiega Pina
Ridente del Dipartimento di salute mentale dell'Ass, tra i promotori
dell'iniziativa - il meccanismo prevedeva il coinvolgimento di
diverse realtà, istituzionali e cittadine. Ciascuna chiamata,
all'interno di una cornice più ampia, a curare la sua parte
di eventi. Il coordinamento tra i partner – continua –
è quindi via via progredito, fino a proporsi come un'organizzazione
partecipativa, capace di dare vita in questi ultimi anni a un
evento ben caratterizzato com'è ormai la festa dei fuochi».
Per apprezzare il lavoro d'alchimia, basta in effetti scorrere
la lunga lista degli artefici dell'edizione appena trascorsa,
che vede tra gli organizzatori l'Ass e l'associazione di volontariato
Franco Basaglia con la partecipazione della Provincia e il contributo
della Regione e la collaborazione della Pro loco San Giovanni
Cologna; la sesta Circoscrizione; le cooperative sociali Clu,
Agricola Monte San Pantaleone, Radiofragola, Confini, il Posto
delle Fragole, Duemilauno Agenzia sociale; le associazioni L'una
e l'altra, Acquolina, Gli ammutinati; Club Zyp; polisportiva Fuori
c'entro; insegnanti e allievi dell'istituto d'arte Nordio e l'associazione
Senegalese.
A rispecchiare questa pluralità di voci, una festa composita,
attraversata dal filo comune dell'esperienza artistica, protagonista
anche degli eventi di avvicinamento tra cui si segnalano la gara
poetica del Club Zyp e le installazioni realizzate al Centro di
salute mentale di Aurisina. Dopo i laboratori per bambini ecco
infatti la musica, le performance di teatro e le danze per concludere
in bellezza con il tradizionale falò. Destinate alle fiamme,
le installazioni effimere costruite la settimana scorsa in un
atelier curato da 59Rivoli, collettivo artistico tra i più
interessanti dello scenario internazionale. Nel fuoco propiziatorio
sono bruciati così disegni, foto e dipinti (ciascun partecipante
al laboratorio aveva portato qualcosa che lo rappresentava) insieme
a un surreale nipote di Marco cavallo, il cavallo di cartapesta
simbolo dell'apertura del manicomio, per l'occasione riprodotto
a tinte squillanti e con la lingua penzoloni. Nel falò
d'inizio d'estate il passato e il presente del colle di San Giovanni
per un attimo si sono così saldati, proprio nel cuore del
bel parco finalmente ritrovato dopo anni di degrado e di abbandono.
(Martedì 27 giugno 2006, Il Piccolo
- Trieste)
[articolo inserito il 28-06-2006]
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