immagine di sfondo Segnalazioni [magazine] - Quotidianità da un Dipartimento di Salute Mentale Dipartimento di Salute Mentale di Trieste: www.triestesalutementale.it
Mappa del sito | Redazione | Contattaci | Credits || Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Maggio, 2009 11:20


Forum Salute Mentale (link al sito)

[ Percorso: Home » Rassegna Stampa » Archivio 2006 » Articolo ]

* Rassegna Stampa

Piani sanitari / Un «libro verde» per affrontare le malattie mentali

La salute dell'Europa inizia dalla testa

La sola depressione brucia fino al 4 per cento del Pil

Da Bruxelles sale forte un grido di allarme: le malattie mentali sono diventate il nemico pubblico numero uno della salute degli abitanti del Vecchio Continente. Lo dicono le cifre: ne soffre un europeo su quattro, con la depressione che colpisce 18 milioni di persone e il numero dei suicidi che supera quello dei morti per incidenti stradali. E poi c'è il conto salato per l'economia: l'Unione europea brucia fino al 4% del suo Pil tra perdita di produttività e costi sanitari e sociali.
Di fronte a queste cifre la Ue ha deciso di non perdere più tempo. Un «libro verde» sulla salute mentale - al centro di un lungo dibattito che si è concluso nei giorni scorsi - ha accesso i riflettori sul fenomeno con l'obiettivo di mettere a punto una ricetta per l'Europa che potrebbe trasformarsi in una nuova direttiva. E che avrà alcuni ingredienti indispensabili: tanta prevenzione, a tutte le età, e una certezza inossidabile. Per curare le malattie mentali la risposta non dev'essere il ricorso indiscriminato al ricovero coatto negli ospedali psichiatrici - il vecchio manicomio, per intenderci - ma deve passare per il rispetto della dignità e dei diritti dei malati. Una strada, questa, che l'Italia ha imboccato con decisione con la legge 180/1978, la famosa «legge Basaglia» che chiuse per sempre ai manicomi ma che, dopo oltre 25 anni di vigenza, resta applicata solo in parte.
Allarmi e strategie. Ogni anno, sottolinea il «libro verde», oltre il 27% delle persone dai 18 ai 65 anni soffre di qualche forma di disturbo mentale. La depressione colpisce oltre il 6% degli europei, spesso i giovanissimi: ne soffre il 4% degli adolescenti e più del doppio (il 9%) dei diciottenni. Il triste bollettino dei suicidi conta, ogni anno, l'incredibile cifra di 58mila vittime contro le 50.700 per incidenti stradali. Il numero più alto di suicidi è in Lituania con 44 vittime ogni centomila abitanti, ma tassi alti si segnalano anche in Estonia, Lettonia, Ungheria e Finlandia. Il nostro Paese conta invece "solo" 6 suicidi ogni 100mila italiani.
Per promuovere la salute mentale la Ue punta tutto sull'arma della prevenzione che dovrà difendere i soggetti più a rischio a tutte le età. A cominciare praticamente dalla culla: Bruxelles chiede infatti di assistere le neo-madri e i futuri genitori attraverso visite domiciliari d'infermieri che evitino, tra l'altro, la pericolosa depressione post-partum. Per poi monitorare gli ambienti scolastici con personale formato. Da non sottovalutare anche i rischi negli ambienti di lavoro contro i quali l'Europa suggerisce condizioni di lavoro che riducano lo stress, a cominciare a esempio da orari più flessibili. Per finire con gli anziani, la "categoria" più a rischio, che ha bisogno di reti di sostegno, promozione dell'attività fisica e volontariato.
Ma la Ue chiede a gran voce anche la "de-istituzionalizzazione dei servizi psichiatrici": un no deciso, insomma, ai "grandi ospedali psichiatrici". «Un principio, questo, - spiega l'europarlamentare Giovanni Berlinguer (Pse) - che s'ispira alla legge Basaglia e all'esperienza italiana, che riconosce piena dignità al malato e punta alla creazione di servizi territoriali». «Purtroppo - avverte ancora Berlinguer - restano molte le risorse destinate a mantenere i manicomi».
I ritardi del "modello Italia". Sono passati oltre 25 anni dalla rivoluzione voluta dalla legge Basaglia, che chiuse a chiave per sempre i manicomi. Ma da allora - avvertono molti esperti - la legge imasta in buona parte sulla carta. «In alcune zone del Paese si ricorre troppo facilmente ai trattamenti obbligatori - avverte Peppe dell'Acqua, uno degli eredi di Basaglia che dirige il Dipartimento di salute mentale a Trieste -, la qualità dell'assistenza cadente, i centri di salute mentale sono raramente aperti 24 ore al giorno, mentre i servizi psichiatrici si trovano in luoghi indecenti, con porte sbarrate e dove legare le persone na consuetudine». Accusa, questa, condivisa dall'Unasam - l'Unione delle associazioni per la salute mentale - che recentemente ha chiesto al neo-ministro della Salute, Livia Turco, di «dare piena attuazione alla legge 180».

Marzio Bartoloni

(Il Sole-24 Ore, 12 giugno 2006)

[articolo inserito il 04-07-2006]

* Ultimi articoli: [Rassegna Stampa]

Segnalazioni [magazine] a cura del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste
via Weiss 5 - 34127 Trieste - tel. 040 3997350 - e-mail: dsm@ass1.sanita.fvg.it