Rassegna Stampa
Salute mentale, all’Ue il modello Trieste
A 28 anni dall'approvazione della legge 180 che in Italia ha
portato alla chiusura dei manicomi, l'esperienza pilota di Trieste
continua a fare scuola in Europa alle prese con l'esame del «Libro
verde» sulla salute mentale proposto dalla Commissione Ue.
A ribadire l'impegno per dare un effettivo diritto di cittadinanza
a chi soffre di malattie mentali, ieri nella sede dell'europarlamento
a Bruxelles, i deputati Giovanni Berlinguer (Pse) e Roberto Musacchio
(Gue) hanno fatto il punto sull'iter del provvedimento europeo
con l'assessore alla salute del Friuli Venezia Giulia Ezio Beltrame
e con il direttore del dipartimento salute mentale di Trieste
Giuseppe Dell'Acqua. Il «Libro verde» su cui c'è
stata un'ampia convergenza tra i parlamentari dei diversi schieramenti
potrà essere approvato dalla competente commissione già
prima della pausa estiva e quindi ricevere il via libera dell'assemblea
di Strasburgo nel mese di settembre. «Si tratta di un atto
di indirizzo importante che ha raccolto un'adesione dei parlamentari
dei diversi schieramenti convinti della necessità di un
sistema di cura della malattia mentale basato sulla de-istituzionalizzazione»,
ha spiegato Berlinguer. Al «Libro verde», ha aggiunto
Musacchio, potrebbe far seguito una direttiva o una raccomandazione
europea in cui si sottolinea chiaramente che per curare la malattia
mentale «ci sono metodi alternativi ai manicomi e che devono
essere applicati metodi che non distruggono la persona».
(Mercoledì 31 maggio 2006, Il Piccolo)
[articolo inserito il 22-06-2006]
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