Rassegna Stampa
«I malati vengono legati ai letti anche negli ospedali»
La denuncia nel corso delle Giornate della salute
dove era già emerso il problema delle case di
riposo
di Gabriella Ziani
Uno dei più dirompenti messaggi usciti dalle «Giornate
della salute» organizzate alla Marittima dall'Azienda sanitaria
ha riguardato l'incentivo - culturale, umanitario e sanitario
- a non legare anziani e malati al letto e alla poltrona cui sono
costretti dalla loro infermità. Se l'indagine condotta
in alcune case di riposo ha portato le prove che molte persone
sono soggette a pratiche di «contenzione», dall'ultima
giornata è scaturito un affondo ancora più serio.
«Abbiamo scoperto conducendo queste ricerche - ha affermato
dal palco Livia Bicego, coordinatrice della commissione sulla
contenzione dell'Azienda sanitaria - che idealmente tutti si proclamano
contrari a sistemi di contenzione fisica, tutti condannano il
comportamento, ma poi di fatto nessuno si pone il concreto problema
di "non farlo", piuttosto di "come farlo"».
Bicego si riferisce a situazioni generali, anche nazionali: «Basta
guardare su Internet, chiunque può accertarsi, ci sono
siti con letteratura sulla contenzione dove si raccomanda di "farla
poco" e "farla bene", quindi dal condannare si
passa direttamente al "normare", il che è una
evidente legittimazione». Se fin qui si è parlato
esclusivamente di case di riposo, la pratica è purtroppo
frequente anche in altri ambiti, Residenze sanitarie assistite
e ospedali. «Diciamolo però chiaramente - avverte
la Bicego - la situazione del personale negli ospedali è
drammatica, gli operatori lavorano in grandissime difficoltà,
e quindi sappiamo che a volte in corsia contenere le persone a
letto si pensa che sia, data la situazione, l'unica cosa possibile
da fare». Il senso di questo lavoro («che è
appena cominciato», avverte la responsabile infermieristica)
è stato culturale: «Siamo riusciti a dire che legare
le persone non è un atto sanitario, che bisogna riflettere
sull'organizzazione del lavoro e su come distribuire le risorse,
se nelle strutture ci fosse più personale di supporto tutto
questo non accadrebbe». Giuridicamente la contenzione è
un vero reato e gli arnesi usati per tenere fermi gli anziani
possono causare seri aggravamenti del loro stato di salute. Ma
non è stato l'unico risultato del «meeting»
durato una settimana. Giorgio Mustacchi, responsabile del Centro
oncologico, ha concluso: «Siamo l'unica struttura in Italia
che si occupa dei malati di tumore fuori dall'ospedale, che porta
la chemioterapia a casa oppure fa tornare a casa il paziente dopo
la somministrazione. Anche economicamente parlando è tutta
un'altra cosa: una chemioterapia in ambulatorio costa in tutto
354 euro, la stessa fatta in ricovero sale a 2000 euro».
Concetti ribaditi da Claudio Pandullo, responsabile del Centro
cardiovascolare: «Anche noi siamo quasi unici in Italia,
abbiamo una " rete" che mette in comunicazione la Cardiologia
di Cattinara con i distretti e i medici di famiglia, e per i pazienti
cronici portiamo la terapia a domicilio».
(Lunedì 29 maggio 2006, Il Piccolo)
[articolo inserito il 22-06-2006]
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