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Gesto disperato dentro casa: si pianta un coltello nel petto

DRAMMA DI CAPODANNO L'hanno trovato a terra, sporco di sangue e con una vasta ferita da taglio al torace. Erano le 16.20 di ieri pomeriggio e l'allarme da Strada di Fiume è rimbalzato al centralino della Questura e da qui alle «Volanti» e alle ambulanze del 118. Per una decina di minuti gli inquirenti hanno pensato a un tentativo di omicidio, a un'aggressione a mano armata. Sono scattate le contromisure. Poi, quando l'uomo era già stato ricoverato in condizioni gravissime all'ospedale di Cattinara, è emersa la cruda verità. Nessuna aggressione, nessun regolamento di conti o tentato omicidio. Solo il gesto disperato di una persona da tempo in difficoltà che si è piantato la lama di un coltello nel torace, cercando di farla finita. E' stato portato in sala operatoria per essere sottoposto a un lungo intervento al cuore. Ora è in rianimazione e la prognosi è strettamente riservata.
Cosa abbia innescato questo gesto che doveva essere risolutivo, non è chiaro in ogni dettaglio: anzi tutt'altro. Certo è che il protagonista aveva trovato da tempo un aiuto e un punto di riferimento nelle strutture pubbliche di un Centro di salute mentale.

Il colpo di coltello che l'uomo si è inferto da solo al torace si inserisce in una situazione cittadina in cui da almeno tre anni il numero di suicidi è in netta diminuzione perché sta dando buoni frutti il progetto di prevenzione messo a punto dall'Azienda sanitaria.
Nel 1992 a Trieste mettevano volontariamente fine ai propri giorni 34 persone ogni centomila abitanti. Oggi siamo scesi a poco più di quota 17, sempre su centomila abitanti.

«Ogni suicidio - ha spiegato più volte Beppe Dell'Acqua, direttore del Dipartimento di salute mentale e uno dei promotori di Amalia, il telefono speciale per la prevenzione dei suicidi - induce nella cerchia dei parenti e degli amici di chi è morto, dai cinque ai dieci casi di depressione associati ad altri malesseri». In altri termini ogni suicidio provoca da cinque a dieci altre situazioni a rischio.
Dell'Acqua ha anche sottolineato il ruolo importante dei media nell'aumento dei tentativi di suicidio: giornali, televisioni, radio, hanno una influenza determinante specie quando informano male. «Quando l'informazione non è adeguata e si identifica, superficialmente, la causa del suicidio in un unico fattore finanziario fisico, sentimentale, mentre in realtà i motivi sono sempre molteplici e articolati».

(Lunedì 2 gennaio 2006, Il Piccolo)

[articolo inserito il 18-01-2006]

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