Rassegna Stampa
Storace: ''Metteremo mano alla legge 180''
Il ministro della Salute: ''L'impalcatura della legge rimarrà
la stessa, ma dopo 30 anni credo ci siano cose che vanno ridiscusse
per una maggiore sicurezza delle famiglie''
Roma, 28 dic. (Adnkronos/Ign) - ''Credo sia giunta l'ora di
mettere mano alla legge 180''. Lo ha detto il ministro della Salute
Francesco Storace, a margine della cerimonia di insediamento del
neopresidente della Croce rossa italiana Massimo Barra, riferendosi
alla legge Basaglia sulla tutela del disagio mentale.
Il ministro, pur non volendo dire in ''quale direzione sia necessario
intervenire'', ha precisato di ''non mettere in discussione l'impalcatura
della legge, ma dopo 30 anni credo ci siano cose che vanno ridiscusse
per dare una prospettiva di maggiore sicurezza alle famiglie''.
Subito dopo il portavoce di Storace, Pierguido Cavallina, ha
precisato che ''le affermazioni rilasciate dal ministro sulla
legge 180 si riferiscono a ipotesi di programma per il futuro,
che saranno precedute da un'ampia, seria e approfondita consultazione
con tutti i soggetti interessati''
Secondo il sottosegretario alla Salute, Elisabetta Alberti Casellati
''ha ragione il ministro Storace: la legge 180 deve essere mantenuta
nei principi, ma va rivista e rimodulata alla luce delle reali
esigenze di reinserimento sociale dei malati di mente''. Poi Casellati
ha spiegato che ''è una legge fondamentale per il reinserimento
nella società dei malati di mente che, prima della riforma
Basaglia, venivano ospedalizzati e quindi ghettizzati e marginalizzati.
Quella che è mancata negli anni è stata la creazione
di strutture intermedie nel territorio, tese a garantire un passaggio
equilibrato del malato dalla fase acuta della sua condizione alla
successiva socializzazione. E mancato, inoltre, un aiuto alle
famiglie che accoglievano i loro cari all'uscita dall'ospedale:
famiglie impreparate a fornire un adeguato sostegno e sulle quali
esclusivamente pesava il carico assistenziale dei loro malati''.
E sulle dichiarazioni di Storace piovono i commenti. Per gli
psichiatri la legge 180 va modificata ''tenendo conto dei bisogni
mutati della nostra società, e collocandola in una prospettiva
più europea''. Ad affermarlo Massimo Biondi, docente di
psichiatria all'università 'La Sapienza' di Roma e direttore
del dipartimento di salute mentale al policlinico Umberto I (Rm).
D'accordo con Storace a modificare la 180 il deputato di Fi,
Francesco Giro: ''Sulla legge Basaglia la sinistra farebbe meglio
a tacere, visto che verso i malati mentali non ha mai dimostrato
grande interesse, essendo molto più preoccupata a sbandierare
come uno spot la chiusura dei manicomi piuttosto che a tutelare
le famiglie che oggi sono abbandonate e sole di fronte al dramma
della malattia mentale''.
Dura, invece, la reazione di Giuseppe Fioroni dell'esecutivo
della Margherita. ''Con meno di 15 giorni lavorativi della Camera
prima dello scioglimento - ha commentato- questo governo che ha
reso precario il diritto alla salute dei cittadini, passa dal
sollevare un polverone ad un altro polverone, senza aver rispetto
della delicatezza della materia e della serietà con la
quale andrebbe affrontata''. ''Bisognerebbe -ha aggiunto- rispettare
i diritti dei malati, i drammi delle famiglie, le professionalità
degli operatori lasciando al prossimo governo e al prossimo Parlamento
la soluzione di problemi che hanno bisogno di tutto meno che di
una esternazione demagogica e arruffona''.
Dello stesso avviso l'eurodeputato del Pdci, Marco Rizzo. ''Il
governo Berlusconi ha già dato ampiamente prova di essere
reazionario e pericoloso. Vuole minare le libertà personali,
criminalizzare i tossicodipendenti, stigmatizzare le donne che
abortiscono, ghettizzare i malati psichici. E l'elenco potrebbe
a lungo continuare. L'esperienza del professor Basaglia è
un patrimonio importante che ha aperto nuovi orizzonti alla scienza
medica''.
Una ''buffonata'' e ''una manovra pre-elettorale'' l'ipotesi
di modifica della 180 per Ernesto Muggia, presidente dell'Unione
nazionale delle Associazioni per la salute mentale (Unasam). ''La
180 è una legge di principi, che va rispettata. I problemi
di questo settore nel nostro Paese derivano dalla cattiva applicazione
della legge, per mancanza di risorse, di personale e anche di
volontà''.
Mentre l'Arap (Associazione per la riforma dell'assistenza psichiatrica),
in una nota, assicura a Storace ''la piena collaborazione dei
familiari affinché, alle assicurazioni verbali da lui formulate,
segua una riforma concreta e rapida della legge 180, concordata
anche con le famiglie''.
(Mercoledì 28 dicembre 2005, Adnkronos)
[articolo inserito il 12-01-2006]
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