Rassegna Stampa
Cinema e arte al femminile
TRIESTE La fioritura dell'adolescenza e l'abuso. La guerra e i
riti della bellezza. Il legame con la madre e le passioni del
sesso. Parlerà del corpo femminile, delle sue metamorfosi,
delle sue ferite e vittorie, «Donne al cinema» che
da martedì 12 luglio, alle 20, nel giardino di Androna
degli Orti 4/b, metterà in scena una lunga kermesse che
fino a domenica 7 agosto intreccerà film, spettacoli, mostre
d'arte e musica tutti al femminile. Nella sua terza edizione la
manifestazione - organizzata dal Progetto donna salute mentale
e dal Distretto 2 dell'Azienda per i servizi sanitari in collaborazione
con diverse associazioni (Luna e l'altra, Alpe Adria cinema film
festival, Cagipota, Lucrezia Marinelli, Stella polare, Il nodo,
Acquolina, Cassiopea e Gruppo 78) con il contributo della Regione
- si propone in versione riveduta e corretta. La programmazione
passa infatti da una a quattro settimane.
E la nuova formula coniuga al cinema una molteplicità
di forme espressive, candidando così la rassegna a spazio
aperto di creatività per le donne. Il mix è frutto
di un complesso lavoro preparatorio. «La manifestazione
- spiega Pina Ridente del Progetto donna salute mentale - ha coinvolto
persone che provengono da esperienze diverse, donne di differenti
associazioni e donne che fanno riferimento a vario titolo al Dipartimento
di salute mentale e al Distretto. Si sono così condivise
intelligenza e affetti in un progetto comune che ha prodotto salute
e benessere, creando opportunità per nuove competenze e
capacità».
E sempre al tema dello stare bene è legata la scelta di
utilizzare per le serate il giardino del consultorio. Anche il
bel prato all'ombra del colle di san Giusto, di solito luogo di
cura, può infatti diventare momento di costruzione della
salute collettiva.
Qui tutti i giorni, lunedì escluso, ai corti e ai film
(martedì s'inizia con «Il vestito da sposa»
di Fiorella Infascelli) si alterneranno dunque performance di
ogni tipo: la sartoria en plein air teatrale e le danze sull'erba
del laboratorio Cassiopea; il workshop di fotografia di Marisa
Ulcigrai che analizzerà immagini opera di donne che hanno
segnato la fotografia e il loro sguardo sul corpo; le musiche
folk di «Destino», band di badanti ucraine che lavorano
nel nord est e suonano nelle ore libere per non dimenticare le
loro radici.
A chiudere in bellezza, il defilè dei costumi di Veronica,
rumena arrestata per traffico di clandestini, che nel carcere
della Giudecca ha realizzato ispirandosi ad antichi dipinti veneziani
una collezione di abiti sontuosi in sete, rasi e merletti.
Accanto alle opere del laboratorio di pittura di Laura Bonifacio
Cosmini, per tutta la durata della rassegna saranno infine in
mostra le opere della collettiva «Il corpo» , curata
da Maria Campitelli, che proporrà i lavori di dieci artiste
del Gruppo 78. Tra le installazioni, la grande crisalide di ceramica
di Myriam Del Bianco: metafora di un corpo femminile che la natura
spinge a una trasformazione continua.
Daniela Gross
(9 luglio 2005, Il Piccolo - Cultura, Spettacolo)
[articolo inserito il 09-07-2005]
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