Oltre il Parco: Assemblea pubblica
Assemblea pubblica, sabato 27 ottobre 2007, Trieste
La comunità solidale: un'utopia possibile
Cittadini, volontariato, istituzioni: bisogna partire dai
bisogni o dagli ideali?
E' stata organizzata un'assemblea pubblica sabato 27 ottobre
2007 a Trieste, presso l'aula magna del Liceo Dante (via Giustiniano
3, vicino piazza Oberdan) per l'incontro / confronto con le varie
esperienze di Udine e Trieste di volontariato sul tema: "Cittadini,
volontariato, istituzioni: bisogna partire dai bisogni o dagli
ideali?".
I punti di forza del volontariato sono lo spontaneismo, la partecipazione
personale e il radicamento sul territorio. Spesso, però,
l'idea originaria si scontra con la difficoltà di coinvolgere
nell'azione gli altri cittadini della comunità e le spinte
iniziali si affievoliscono, le risorse umane si impoveriscono
e l'area di intervento si riduce fino ad esaurirsi.
Inoltre, l'organizzazione di corsi ed attività nel campo
dell'assistenza a persone in difficoltà non garantisce
necessariamente il buon esito degli interventi. Le informazioni
si perdono e le filosofie d'intervento sono spesso sopraffatte
dalla mancanza di mezzi e dalla gravità delle situazioni.
Esistono, invece, alcune questioni che il volontariato deve porsi,
che sono alla base del suo operare e che, quando poste, sono state
riconosciute dai volontari in tutta la loro attualità.
La prima questione riguarda la persona nella sua soggettività
e nella sua socialità. Essa pone una serie di domande quali:
- Le persone possono valere nella vita della loro comunità?
- Le loro decisioni possono avere delle ricadute positive a
livello personale?
- La partecipazione serve all'emancipazione dei singoli cittadini?
- Questa emancipazione può riguardare anche le persone
ammalate, sofferenti, povere ed emarginate?
- La solidarietà può portare ad una rete di rapporti
paritari nei quali la persona rappresenta il valore più
importante?
La seconda questione riguarda la dimensione sociale dell'individuo
che abita la sua comunità, ma che ha anche a che fare con
la dimensione "politica" dell'agire piccolo o grande
delle persone. Ha a che fare direttamente con il benessere dei
soggetti in quanto attori protagonisti di scelte. Ha a che fare
con il benessere della comunità determinata da quelle scelte.
Questa seconda questione pone un'altra serie di domande quali:
- La comunità può riflettere sui fenomeni generali
ed elaborare un progetto comunitario complessivo, nel qual siano
coinvolti le persone, i gruppi organizzati, le associazioni,
i servizi e le istituzioni?
- Le associazioni possono avere un ruolo?
- Le istituzioni possono elaborare una strategia complessiva
in modo da favorire il progetto comunitario?
- Il progetto comunitario è inteso come un bene comune
da coltivare, perché utile a trovare delle soluzioni
concrete?
- Questo progetto deve partire dai bisogni o dagli ideali delle
persone che vivono in una comunità?
Dal 2003 ad oggi, a Udine e a Trieste, a partire da alcune associazioni
locali, sono state realizzate delle attività formative
che hanno contribuito alla realizzazione di una rete di associazioni
e di volontari che hanno cercato di rispondere a queste domande
nelle diverse specificità delle loro associazioni.
Con questa iniziativa le associazioni hanno deciso di stendere
una CARTA DEI VALORI "condivisi" da promuovere con forza
all'interno delle associazioni e della comunità.
Pietro Zolli
[articolo inserito il 24-10-2007]
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