Oltre il Parco: Giornata Mondiale della Salute Mentale
9 ottobre 2007 incontro a Isola (Slovenia) per la Giornata
della Salute Mentale
La salute mentale in un mondo in cambiamento
La salute mentale in un mondo in cambiamento: Impatto della
cultura e della diversità
"La salute mentale in un mondo in cambiamento: impatto della
cultura e della diversità" è il tema scelto
quest'anno per celebrare la giornata mondiale della salute mentale.
Due gli obiettivi dell'iniziativa: riflettere sulla situazione
dei malati psichiatrici e delle loro famiglie nelle varie zone
del pianeta e diffondere la conoscenza sulle malattie della psiche
per stimolare le autorità e le strutture competenti ad
avviare azioni concrete di assistenza mirata e continuativa.
Queste sono state anche le premesse dell'incontro che si è
tenuto martedì 9 ottobre 2007 ad Isola, nella vicina Slovenia,
dal titolo "Da vicino nessuno è normale" "Od
Blizu prav nihce ni normalen", slogan che è stato
scelto dall'Associazione Ozara - Unità di Isola / Capodistria
per ricordare la giornata mondiale della salute mentale, in collaborazione
con la Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana
di Isola. Uno slogan preso a prestito dalla esperienza trentennale
triestina e che segna l'inizio di una possibile collaborazione
tra Trieste e Isola. A Palazzo Manzioli di Isola, la splendida
sede della Comunità Autogestita della Nazionalità
Italiana, si è parlato della lotta contro la stigmatizzazione
delle malattie mentali, ma soprattutto del divario presente e
sentito tra le istituzioni psichiatriche e le associazioni di
autoaiuto locali. L'incontro, al quale hanno partecipato anche
il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste Beppe
dell'Acqua e la presidente dell'associazione familiari sofferenti
psichici Grazia Sinossi, è stato un momento di scambio
sul senso da dare alla cura, sugli strumenti e soprattutto sui
metodi che nelle due realtà triestina e slovena, dal punto
di vista terapeutico, sono ancora molto distanti. Ozara è
un'associazione che ha diverse sedi in tutta la Slovenia, nata
nel 1994, offre supporto alle famiglie e alle persone che escono
da lunghi periodi di ospedalizzazione, per favorire una cittadinanza
attiva, ma il cammino è ancora lungo. C'è ancora
una distanza troppo grande tra chi dovrebbe occuparsi del processo
riabilitativo, psichiatri, psicologi, assistenti sociali e società
civile, ha voluto sottolineare Monica Bertok responsabile della
sede di Ozara di Isola e Capodistria. Ma se da un lato si è
cercato di rafforzare la rete di sostegno tra gli psichiatri e
le varie associazioni presenti sul territorio sloveno, i responsabili
dell'ospedale psichiatrico di Idria hanno rifiutato l'invito al
dibattito. La speranza è che il divario tra istituzioni
e associazioni si allenti per dare spazio, come ha indicato sempre
Monica Bertok, ad una psichiatria comunitaria.
L'incontro è stato anche un momento per superare il pregiudizio
che si accompagna spesso alla malattia mentale, ed è per
questo che è nata l'idea di scattare una foto di gruppo
con addosso una camicia di forza realizzata dalla sartoria sociale
Lister di Trieste, indossata dai volontari dell'associazione,
dagli ospiti all'incontro e da chi le camice di forza, quelle
vere, le ha realmente indossate. La sensibilità della comunità
locale di Isola si è spinta anche oltre con il benvenuto
del presidente della Comunità Autogestita della Nazionalità
Italiana e vicesindaco del Comune di Isola, Silvano Sau che ha
voluto attraverso le parole di Franco Basaglia, sottolineare che
al di là di ogni confine reale o mentale è la persona
che conta. Questa continua ricerca delle singole soggettività,
delle storie personali, del ribadire che da vicino nessuno è
normale sono state ritrovate nel videoracconto della storia emblematica
di Giovanni Doz, che ha fatto da cornice al dibattito. Giovanni
Doz rappresenta infatti il simbolo di quella che poi è
stata la rivoluzione che ha portato alla chiusura dei manicomi
in Italia grazie a Franco Basaglia e alla legge 180. Giovanni
Doz nella primavera del 1973 dopo aver passato quasi trent'anni
della sua vita in manicomio a Trieste ritorna a casa a San Giovanni
di Umago a lavorare la sua terra, la terra rossa istriana. Ed
è proprio per questo che i servizi di salute mentale ancora
oggi sia in Italia sia in Slovenia devono essere orientati alla
guarigione.
[articolo inserito il 11-10-2007]
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