Oltre il Parco: Convegno Nazionale Forum Salute Mentale
Forum Salute Mentale Nazionale, Paola (CS) 15-16-17 Marzo 2007
Cronaca del Forum Salute Mentale di Paola
"Se non ora quando? Liberi dal bisogno. Forti nei diritti"
Da giovedì 15 a sabato 17 marzo 2007, a Paola (CS), si
è svolto il Convegno Nazionale del Forum Salute Mentale.
Segue la "cronaca" del forum di Paolo Tranchina.
Sono lieto di trasmettervi la cronaca del V forum di Salute
Mentale che si è tenuto a Paola nei giorni 15-16-17 marzo
e chi ha avuto come tema centrale "i contenitori dell'abbandono"
ossia strutture private di tipo manicomiale come L'istituto Giovanni
XXIII a 40 km da Paola , della cui deistituzionalizzazione si
sta occupando Assunta Signorelli, o quello a Nord, il GRIS, in
cui stanno lavorando Nico Casagande e Maurizio Cosantino. Al convegno
hanno partecipato 500 persone circa, con molti giovani, familiari,
cooperative del privato sociale.
Giovedì
All'inizio dei lavori, monsignor Salvatore Nunnari, Vescovo di
Cosenza, ha detto che il Giovanni XXIII è un luogo di sofferenza
anche per lui, che era giunto il tempo della ricoversione, e che
Assunta Signorelli era stato un dono prezioso il cui lavoro stava
già dando i primi frutti. L'assessore Aiello ha dichiarato
che questo è stato possibile per la discontinuità
di gestione che il presente vescovo ha portato avanti rispetto
a chi lo ha preceduto.
Giovanna Del Giudice ha detto che non era mai accaduto che la
politica accettasse il Forum come qui a Paola, che è importante
mettere al centro dei nostri interessi la persona, dando priorità
a chi ha più bisogno, Ha quindi indicato le linee importanti
da seguire nei nuovi processi di deistituzionalizzazione tesi
alla abilitazione alla vita nei
contesti della normalità. Come è possibile curare,
si è chiesta, senza correre il rischio della libertà?
Il bisogno di manicomio raiappare quando il servizio è
lontano, non accoglie, non risponde. Ha affrontato anche il tema
degli OPG schierandosi contro la regionalizzazione che non farebbe
che spezzettarli e diffonderli, e proponendo che i vari CSM si
occupino dei loro pazienti internati con progetti personalizzati
opportunamente finanziati e blocchino i nuovi ingressi. Ha infine
concluso dicendo che è indispensabile ridurre la frattura
tra enunciati e pratiche.
L'assessore Doris Lo Moro ha detto che ci sono situazioni di degrado
per le quali non è possibile rimandare l'intervento e ha
assicurato tutto il suo sostegno politico e istituzionale per
il superamento dell'stituto Giovanni XXIII
Nico Casagrande ha tracciato la storia del GRIS l'istituto in
cui sta lavorando, che era sorto come istituto per la pellagra,
e che era poi diventato una specie di Cottolengo con oltre 500
persone, un centinaio di più di quelle del Giovanni XXIII.
Il lavoro da fare è di trasformare il contenitore separato
in fornitore di servizi all'interno della rete globale. Ha anche
ricordato l'importanza del rispetto alla persona della quale ha
discusso a lungo con Agostino Pirella ad Arezzo, durante un recente
convegno di Psichiatria Democratica. E' quidi necessari che chi
ha appaltato i propri pazienti all'istituto se li venga a riprendere
elaborando adeguati progetti di dimissione.Così si combatte
anche il paradigma manicomiale con il suo contorno di contenzione
fisica, eccesso di psicoafarmaci, limitatezza degli spazi e delle
risorse. In conclusione ha ricordato il documento programmatico
di Psichiatria Democratica che denuncia i rischi di meccanismi
istituzionali di segregazione anche in strutture extramanicomiali
di diverso tipo. Non a caso , quindi, qualcuno ha definito l'istituto
Giovanni XXIII un manicomio camuffato.In questo senso non dissimile
dal Gris del quale Maurizio Costantino ha fatto qualche significativo
esempio, primo fra tutti, ll predomionio della legge del più
forte.
Giorgio Liguori del DSM di Cosenza ha ricordato che il Giovanni
XXIII nasce dalle Dimissioni selvagge fatte a Nocera Inferiore
e che attualmente ci sono aspetti di novità che fanno ben
sperare: norme legislative e volontà politica. Tina Abbondanza
ha ricordato che al Don Uva, in Puglia ci sono stati IO morti,
sette inchieste della magistratura e abusi di vario genere.
Rita Borsellino ha ricordato la costruzione del suo programma
partecipato per le elezioni siciliane al quale hanno partecipato
oltre 25.000 persone, tra i vari gruppi di lavoro chiamati cantieri.
Questa realtà ha dimostrato il bisogno di partecipazione
diffuso tra la gente anche se non è ancora riuscito ad
imporsi come egemone a livello politico.
Ha anche ricordato un nonno dolcissimo, allontanato da casa per
delle intemperanze senili, che, riaccolto in famiglia, ha continuato
comportarsi in modo dolcissimo , nonostante il deperimento della
memoria e di altre facoltà intellettive. Ha anche sottolineato
l'importanza del volontariato, in particolare quello delle cooperative
che lavorano, rischiando, sulle terre confiscate alla mafia. Una
di queste , le avevano detto che accoglieva anche malati di mente,
ma lei non è riuscita a scoprire chi fossero, erano uomini
liberi all'interno di una società libera che li accoglie
nel pieno della loro dignità di esseri umani.
Raffaele Faillace ha ricordato l'importanza dei processi di inclusione
per contrastare il loro contrario e ha riservato particolare interesse
agli affidi eterofamiliari.
Nicola Valentino ha presentato il suo libro "Pannoloni Verdi",
ed. Sensibili alel foglie, che rappesenta un dura denuncia della
gestione degli anziani nelle case di riposo.
Nel mio intervento, a conlusione dei lavori del primo giorno,
ho ricordato che lavorando al Nuovo Portolano di Salute Mentale
- un grosso portale informatico che dovrebbe aiutare il rilancio
dei nuovi Fogli d'Informazione - ho constatato che su quasi 400
interventi la parola chiave "manicomio" è praticamente
sparita. Si poteva quindi concordare perfettamente con Giovanna
del Giudice che aveva sostenuto, che nonstante residui come il
San Govanni XXIII, il GRIS, ecc. di fatto "il manicomio è
finito nella realtà e nella coscienza collettiva".
Immaginate infatti la realizzazione di un'opera come il Protolano
in qualsiasi altro paese sviluppato al mondo. La metà degli
articoli sarebbero sul manicomio, sarebbero tributi a qualcosa
di inutile, dannoso, che non cura, del quale in Italia ci siamo
liberati per sempre. Il manicomialismo, l'istituzionalizzazione
, ovviamente continuano, e dobbiamo continuare a contrastarli.
Di fatto , però noi ci confronatiamo con la follia nel
sociale. Ho anche ricordato esempi di partecipazione, dal convegno
della Pre-Sam Scampia, a quello del CNR sui centri diurni, a tutta
una ricerca partecipata, fino al prossimo convegno della Rete
Regionale Toscana Utenti Salute Mentale, che si terrà a
Marina di Massa ( 23-24 marzo , Ostello Turimar, Via Bondano a
Mare 4 ) interamente organizzato dagli utenti. Tutti questi esempi
non fanno che confermare le tesi di Rita Borsellino, cioè
l'affermarsi del bisogno collettivo di contare, decidere, partecipare.
Venerdì
Piero Adamo, intervenendo anche a nome di Sergio Piro, ha denunciato,
specialmente in rapporto alla situazione meridoniale, i processi
di neomanicomializzazione e di psichiatrizzazione. Le buone pratiche,
rispondendo al bisogno di cittadinanza come prima forma etica,
sono risposte indispensabili per contrastare ogni persecuzione
delle diversità. Criticando il trionfare del neurobiologismo
e dell'uso indiscriminato di psicofarmaci, ha ricordato che il
rifiuto della psicogenesi, nello sviluppo della malattia mentale,
significa negare la storia e la soggettività. Anche sostenere
che la malattia mentale è una malattia come tutte le altre
è deleterio. Ha infine criticato gli SPDC chiusi, dove
trionfa la contenzione e l'abuso di farmaci, e che sono l'inevitabile
corollario di ambulatri ridotti a meccanici distributori di pillole.
Giuseppe Donato, dell'Università di Catanzaro, ha criticato
l'etica utilitaristica che lascia intatto lo sfruttamento economico
della malattia, psicofarmaci, ecc., dimenticando la persona e
la coscienza. La persona va colta come fine, non come mezzo,da
qui l'importanza della molteplicità dei linguaggi, delle
Babeli, della dialettica, contro il pensiero unico.
Alice Banfi, una giovane pittrice settentrionale, ha denunciato
con forza e con passione la pratica della contenzione fisica per
averla subita più volte nei suoi 340 giorni passati in
un SPDC. "Sua figlia è un caso terminale" avevano
detto i medici alla madre, "o si uccide, o la uccidiamo noi
di farmaci". Adesso Alice dipinge, è creativa ed ha
realizzato il suo sogno di pubblicare un libro di disegni insieme
a una poetessa. Si Intitola La bocca capovolta, edita da OTMA,
(Via Cesariano 6, 20154 Milano, tel.
02/312190 E-mail agepoeti@tin,it , 18 euro)
Quirino Ledda e Lorenzo Sibia, della Lega Cooperative Sociali,
hanno descritto la situazione locale, con i suoi problemi di precariato,
incretezza per i futuro.
Vito Inserra ha descrito la situazione delle Marche, ha criticato,
nel Forum, un certo alleggerimento della rappresentanza dell'associazionismo
e ha sottolineato l'importanza di risposte ambientali integrate.
Rosa Ferrara (Unitasi) ha descritto il volontariato come amore,
che si pone continuamente il problema: come servire? Come il buon
samaritano che aiuta chi vive nel disagio. Franca Caffa (CONIT)
Ha criticato i quartieri ghetto delle case popolari dove si può
morire in casa da soli ed essere ritrovati dopo mesi.Ha denunciato
la solitudine di Milano, la divisione e privatizzazione dei servizi.
Renato Nunnari, Piero Fantozzi, Luigi Marotta, Silvia Bon, hanno
descritto diverse situazioni locali. Una infermiera da Vicenza
ha denunciato il pericolo che nel locale SPDC vengano messe le
sbarre alle finestre, cosa contrastata dal Forum di Venezia (Anna
Poma). L' Appassionata denuncia di Valentina Calassa e Francesca
Esposito del Collettivo di Psicologia di Roma, sulla separazione
tra università e servizi, e la descrizione di Calogero
Parisi del lavoro di una coopertaiva di giovani che coltiva terreni
espropriati alla mafia hanno colcuso i lavori della mattinata.
Nel pomeriggio, dopo gli interventi di Enzo de Riso e Luigi Veraldi,
il prof. Gaetano Silvestri, Giudice della Corte Costituzionale,
ha sostenuto che collegare malattia mentale e pericolosità
significa tradire la tutela della persona che va tutelata così
come è. Ha poi ricordato la sentenza del 1982 che ha attualizzato
il concetto di pericolosità sociale e quella del 1998 che
ha sancito l'ìnapplicabilità ai minori delle misure
di sicurezza per reati di persone ritenute inferme di mente. Ha
poi indicato l'importanza delle sentenze 255 del 2003 che ha interotto
certi automatsmi nel ricovero in OPG e della 377 del 2004. Ha
concluso sostenendo che se non ci fosse stato Franco Basaglia
non ci sarebbero state nemmeno queste sentenze dai contenuti avanzati.
Guisella Trincas dell'UNASAM ha sostenuto che il giudice può
adottare misure alternative ma spetta poi ai servizi trovare soluzioni
diverse. E' necessario lavorare per far sì che gli operatori
siano sempre più all'altezza dei loro compiti ma intervenire
anche come cittadini per una società più giusta
e solidale che non neghi diritti e risorse anche ai più
deboli. In questo senso i familiari devono ribellarsi mettendo
a disposizione anche avvocati quando necessario.
Don Pippo Insana ha ricordato il suo difficile lavoro con i ricoverati
all'OPG di Barcellona Pozzo di Grotto, in provincia di Messina,
che ha permesso la dimissione di 55 persone. Nella sua denuncia
ha ricordato che i tagli alle spese sono drammatici. I ricoverati
mangiano con un budget di 2 euro al giorno e mancano addirittura
i farmaci. Laura Turini a descritto le inziative dell ARCI a Montelupo
Fiorentino.
E' stato anche denunciato un incredibile episodio avvenuto in
un SPDC. I genitori di un ragazzo che stava per essere trasferito
in OPG si sono opposti al ricovero. Per impedirlo si sono sdraiati
davanti alla macchina della polizia. Allora lo psichiatra ha fatto
loro due TSO e sono stati ricoverati!
Sabato
Sabato il convegno ha continuato i lavori all'Istituto Papa Giovanni
XXXIII, entrando nel quale molti di noi hanno provato una certa
emozione, come se si fosse tornati indietro di molti anni, le
prime volte che si metteva piede in OP.
Alessandro Chieregato della CGIL Funzione Pubblica Nazionale,
ha ricordato che i costi del privato hanno superato il pubblico
già in alcune situazioni, come in Lombardia, per cui si
rende necessario un rilancio forte delle lotte per la salute pubblica.
Il Presidente della Regione, Logliero, ha detto che su certi problemi
, come la contenzione fisica, non è possibile alcuna mediazione,
va eliminata e basta.Per i processi di inserimento lavorativo
gli appalti non possono esere al massimo ribasso. Bisogna intervenire
anche su lavori usuranti anche se è difficile definirli.
E' necessario battersi contro la diffusa voglia di chiudere, nascondere,
istituzionalizzare, realizzando DSM aperti 24 ore.
Letto il saluto di Livia del Turco, Giovanna Del Giudice ha ricordato
l'importanza di arrivare al superamento dell'istituto che ci ospitava,
col contributo di tutti.
Presentando la piattaforma ha quindi sostenuto che è necessario:
- fare della Salute Mentale un problema centrale
- ridurre le differenze regionali
- che Regioni, Comuni, ecc. lavorino per la diffusione della cittadinanza
e dei diritti.
Per quanto riguarda i contenitori dell'abbandono ha detto: no
a dimissioni selvagge, sì a dimissioni programmate e finanziate,
avviando percorsi individuali di presa in carico, da parte dei
contesti di provenienza, favorendo ricostruzione di storie e legami
familiari. Attraverso gruppi di convivenza non troppo ampi, con
diversi livelli di copertura, affidi eterofamiliari, e ritorni
a casa.
Incrementando l'impresa sociale che sostenga gli utenti e le case
di civile abitazione massimo per 10 persone.
E' stata anche richiesta la chiusura di case di cura e cliniche
private, la creazione degli SPDC dove mancano, posti di accoglienza
sulle 24 ore e CSM con posti letto, aumento delle visite domiciliari,
percorsi di autonomia ed emanipazione.
E' stato infine richiesto il superamento degli OPG e la chiusura
dell'OPG feminile di Castiglione delle Stiviere, rstituendo le
80 donne presenti ai loro contesti con singoli progetti individuali.
Una tavola rotonda ha concluso l'incontro.
Lasciando l'istituto ho avuto il piacere di presentare ad Assunta
Signorelli l'ex assessore Giovanni Dieni, uno dei primi promotori
del cambiamento nel campo della salute mentale in Calabria e promotore
dell'importante convegno di Cosenza nel 1976.
Paolo Tranchina
[articolo inserito il 21-03-2007]
Link: www.forumsalutementale.it
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