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* Oltre il Parco: Incontro di dibattito

La figura e il pensiero di Vieri Marzi

Uno dei protagonisti del rinnovamento psichiatrico nel nostro paese

 

La Società Italiana di Psicoterapia Concreta, la Società Italiana di Psichiatria Democratica, Il Centro Franco Basaglia di Arezzo, La Società Altrorcia di Montichiello, L'Associazione Mi -fido-di-te di Perugia organizzano per martedì 28 novembre 2006 alle ore 18, alla Libreria Chiari, in Piazza Salvemini a Firenze, un incontro di battito sulla figura ed il pensiero di Vieri Marzi, un appassionato protagonista della lotta antistituzionale italiana, e della costruzione dei servizi territoriali previsti dalla legge 180.

Vieri Marzi ha partecipato a diverse importanti esperienze, dall'ospedale psichiatrico di Gorizia, con Agostino Pirella, succeduto a Franco Basaglia nella direzione del'ospedale, a Pavullo in provincia di Modena, ad Arezzo, del cui ospedale è stato direttore, dopo Pirella, e infine in provincia di Siena.

Nel suo lavoro Vieri Marzi ha coniugato in modo alto e raffinato la pratica e la teoria: le sue straordinarie capacità di rapporto con le persone sofferenti hanno sempre camminato di pari passo con una riflessione teorica, ricca e partecipata, capace di dettagliate analisi istituzionali, politiche, psicodinamiche, rischiarate improvvisamente, di una frase di sintesi, tagliente nella sua pregnanza.

Mi piace ricordarne alcune:
- La psiche è infinita, perchè ogni volta che ne tracciamo i limiti l'allarghiamo.
- Il progetto terapeutico è costituito dalla solidarietà col paziente e dalla decodificazione della domanda. Senza la prima il rapporto decade a intepretazione separata, senza la seconda diventa beneficienza.
- Se non intendiamo cambiare il mondo con lo psicotico non possiamo aiutarlo.
- Il nostro corpo è l'unico luogo dell'universo dove soggetto e oggetto si sono incontrati per la prima volta.

Caratteristica particolare della intensissima attività di Vieri Marzi era la sua straordinaria capacità di funzionare come un volano culturale tra le diverse esperienze. Tra i fondatori di Psichiatria Democratica è stato anche tra i fondatori di Psicoterapia Concreta a Firenze e straordinariamente ricchi sono stati i rapporti tra le esperienze toscane, quelle perugine (Fabrizio Ciappi , Laura Dalla Ragione), quelle degli operatori di Montichiari, in privincia di Brescia, particolarmente creative e ricche di riflessioni filosofiche (Graziano e Italo Valent), e col gruppo napoletano di Antropologia Culturale (Sergio Piro). Stretto collaboratore della rivista Fogli di Informazione, ne ha sempre sostenuto lo spessore culturale e la struttura redazionale e amminstrativa.Nella collana dei fogli, insieme a Llaura dalla Ragione ha curato il libro: Anticipazione.Giornate di studio su formazione e psicoterapia delle psicosi.Ed. Centro di Documetazione Pistoia 1999. Negli ultimi anni Vieri Marzi era entrato in una fase particolarmente felice del suo lavoro teorico e culturale, che verteva sugli aspetti epistemologi della psichiatria e della salute mentale, sul senso e sul non senso nelle istituzioni, sul gruppo come terapeuta, sul delirio e la malattia mentale, cosa che rendeva particolarmente ricco e affascinante il suo lavoro di insegnamento e di elaborazione collettiva dei problemi. Al centro del suo pensiero c'era sempre il paradigma dell'ultimo, i processi di esclusione e di adattamento, il ruolo delle ideolgie nel mascherare il reale e occultare i rapporti concreti di potere. Un grande psichiatra, quindi, critico, attento, intelletualmente spregidicato, ma uno psichiatra dentro la politica, attento al cambiamente sociale ai suoi continui riverberi sulle istituzioni, i soggetti, l'immaginario individuale e collettivo.

Proprio per sottolineare lo spessore culturale e collettivo del suo impegno pratico e teorico, rifletteremo sul suo pensiero a partire dal libro Inconscio Istituzionale, un concetto a metà tra inconscio individuale freudiano e inconscio collettivo junghiano, che insieme ad aspeti normativi che segnano il limite di leggibilità del rale, sono anche il serbatoio di tutto ciò che avrebbe potuo essere e non è stato.
Per questo Vieri Marzi ha sostenuto che l'inconscio istituzionale è il rimosso del divenire rispetto all'imperialsmo dell'essere, un contributo da non dimenticare proprio quest'anno, a 150 anni dalla nascita di Sigmund Freud.

Paolo Tranchina

[articolo inserito il 27-11-2006]

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