Oltre il Parco: Convegno
Convegno "Parole Ritrovate"
Trento, 12-13-14 ottobre 2006
Tanta gente proveniente da tutta Italia a testimoniare la cultura
del fare assieme, del condividere la sofferenza, il disagio, le
varie esperienze di auto mutuo aiuto.
Ci siamo anche noi, il nostro gruppo giovani viene invitato sul
palco per raccontarsi, insieme ai rappresentanti della Polisportiva
Fuoric'entro. Davide inizia a leggere cosa vuol dire far
parte di un gruppo, come lo stare insieme, il condividere il disagio
può aiutare nei processi di miglioramento e guarigione;
le parole sono semplici ma arrivano dritte al cuore…Un applauso
lo avvolge e l'emozione è tanta.
Il breve racconto di Davide lascia spazio alle testimonianze di
noi operatori che raccontiamo le nostre emozioni e la nostra crescita
sia personale che lavorativa che ci ha dato il gruppo giovani.
Alla fine per introdurre la Polisportiva lasciamo la parola a
Carlo che illustra alla platea l'esperienza unica di aver
veleggiato sul Moro di Venezia durante l'ultima Barcolana.
Non possiamo trasmettervi le sensazioni provate nell'aver
partecipato a questo convegno ma vi regaliamo i nostri scritti:
CHI SIAMO?
Siamo un gruppo di amici, la nostra amicizia è nata in
un modo e in un mondo molto particolare; le nostre vite si sono
intrecciate quando l'istinto di solito porta a dividere, il momento
del bisogno, il momento di malattia. Un momento dove la solitudine
di solito fa da padrona, non ci si aspetterebbe di venire introdotti
in un gruppo di persone che senza difficoltà ti accetta
e ti rende da subito parte attiva di una realtà che non
conosci… Il nostro gruppo ha un nome si chiama Gruppo Giovani.
Giovani non per l'età scritta su un documento ma per la
freschezza delle idee sempre in movimento. Il nostro posto di
ritrovo ufficiale è il salone del centro di salute mentale
della Maddalena. Ogni martedì pomeriggio ci incontriamo
per chiacchierare del più e del meno, di solito iniziamo
con un buon caffè e qualche dolcetto, un momento conviviale
che non può mancare, poi l'argomento di discussione viene
da sé con naturalezza, e tutti partecipano perché
ognuno di noi ha qualcosa da dire, un sacco da vuotare, una buona
parola da dare, un semplice sorriso.
La voglia di stare insieme è grande; va oltre le mura istituzionali,
va oltre alle ore in cui il sole splende. Quindi all'utilità
della discussione del martedì uniamo il dilettevole dell'organizzazione
di una serata in riva al mare, una cena in compagnia, di una gita
di uno o più giorni.
La fantasia non manca, non è mai mancata, ora abbiamo la
possibilità di condividerla e di realizzarla.
Condividere non solo la voglia di fare, ma anche la sofferenza
perché la malattia, la crisi ne porta tanta e il poterla
mostrare, il poter essere sé stessi e comunque accettati
e sostenuti proprio quando quello che si è ci spaventa
o fa spavento.
In questi frangenti lo stare insieme è la chiave di tutto,
è la forza del nostro gruppo, la stessa forza che ritroviamo
in noi stessi e nello stare insieme riusciamo ad infonderla ad
altri.
Far parte del gruppo Giovani, ritrovarci al martedì pomeriggio
al centro, ha fatto si che riuscissimo a vivere a modo nostro
questo luogo non più legato solamente a ricordi di momenti
difficili, ma di risate, foto, giochi, saluti e sorrisi. Momenti
positivi di socializzazione e di confronto e riflessione.
Ci ha permesso di essere protagonisti nell'utilizzo di una struttura,
del raggiungimento di obiettivi comuni, di essere parte attiva
nei processi di miglioramento e guarigione, di percorrere insieme
una strada che ci porti lontano…
DAVIDE
Il Gruppo Giovani di Trieste è nato in un momento di riorganizzazione
del lavoro terapeutico del centro, all'inizio senza obiettivi
specifici ma semplicemente per socializzare, per aumentare le
possibilità di condividere le esperienze, aumentare le
possibilità di confronto e scambio.
Il nostro gruppo è nato così, senza pretese con
noi operatori che un po' trascinavamo le persone a partecipare.
Poi col tempo si è visto che l'appuntamento del martedì
pomeriggio veniva via via sempre più gettonato, sempre
più frequentato. Si è visto l'autonomia del gruppo
stesso aumentare, tanto da far diminuire l'importanza della presenza
fisica di noi operatori. Non siamo più noi ad infondere
e a lanciare idee del fare e dello stare insieme; è il
gruppo stesso con i vari partecipanti a trascinarci nella realizzazione
delle loro attività.
L'aumentare la capacità del gruppo di raccontarsi, di parlare
e condividere obiettivi comuni, di organizzare il tempo libero,
di prendersi cura degli altri, veder crescere l'autonomia di ogni
partecipante ci ha dato tanto e ci continua a dare tanto, è
un po' la nostra risorsa.
E' l'entusiasmo che vediamo negli occhi degli altri, nel semplice
parlare assieme.
SARA
Generalmente i progetti nascono da una lettura dei bisogni di
un determinato contesto.
Chi attua il progetto pensa sia all'obiettivo che alla strategia
per attuarlo. Noi no. Noi abbiamo letto il bisogno di socializzazione
delle persone che frequentano il servizio e senza alcun obiettivo
prefissato ci siamo messi insieme ed insieme abbiamo iniziato
a parlare di quale obiettivo porci.
Principalmente ci siamo accontentati del piacere di stare insieme,
di fare delle cose che ci coinvolgono e allora all'interno di
questo gruppo il parlare, il guardarsi, l'affettività,
l'esserci al di fuori dei ruoli istituzionali è un modo
muovo che ci ha fatto capire che valorizzando l'altro valorizziamo
anche la nostra attività.
Che la persona in quel momento più abile nel sostenere
chi è al momento più sofferente valorizza anche
se stesso assumendosi la responsabilità nella vicinanza
reciproca e l'altro si sente sostenuto e questo sostegno gli permette
di condividere anche la propria sofferenza e di sentirla meno
gravosa.
Ci siamo proposti di non assumere la responsabilità e potere
come operatori nei confronti delle persone ma cedere potere e
spazi reali ai fruitori del servizio stimolando la crescita di
nuove reti sociali, permettendo la partecipazione attiva delle
persone.
In questo contesto abbiamo utilizzato le altre attività
costruite all'interno del nostro servizio, dal corso di cucina
al gruppo lettura, al corso di chitarra alle attività sportive
e corso di vela..
Negli ultimi incontri abbiamo parlato di diritti da quello di
avere la possibilità di accedere alle risorse del centro,
al parlare con e a favore di altri utenti, di partecipare alla
pianificazione e alla valutazione dei servizi acquisendo il diritto
di cittadinanza attiva,
Noi ci auspichiamo che la partecipazione a questo convegno diventi
una risorsa per tutti i componenti del nostro gruppo per mettersi
in rete con altre persone che stanno vivendo la nostra esperienza
e per riuscire a ritrovare assieme le parole per facilitarci un
percorso di vita e per trovare nuove idee.
ELIANA
Partecipo alle varie attività soprattutto sportive, che
insieme al gruppo abbiamo realizzato. Vi porto la mia testimonianza
dell'ultima esperienza: "La Barcolana" regata
storica di Trieste.
Insieme ad un equipaggio professionista ci siamo allenati, abbiamo
allestito il famoso Moro di Venezia messoci a disposizione grazie
al Dipartimento di Salute Mentale e la Provincia di Trieste.
L'allenamento intensivo è durato una settimana; abbiamo
realizzato tutti assieme lo stand che riportava il nostro motto:
CONTRO LO STIGMA E IL PREGIUDIZIO. Il tutto con notevole sforzo.
Domenica però siamo stati ripagati delle nostre fatiche:
siamo arrivati 20° su quasi 1800 partecipanti condividendo
un'esperienza unica e indimenticabile.
CARLO
[articolo inserito il 31-10-2006]
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