Oltre il Parco: Forum Salute Mentale
L'Assemblea del Forum Salute Mentale F.V.G. a Tolmezzo
Più di 150 persone hanno discusso nella Sala Riunioni
della Comunità Montana di Tolmezzo sulle cose buone e quelle
meno buone che accadono in Regione nel campo della Salute Mentale,
allo scopo di segnalare, ai cittadini e alle Istituzioni, i problemi
che ci sono e di contribuire, nel rispetto di competenze e responsabilità,
a risolverli.
Questo
impegno, che caratterizza il Forum Salute Mentale, si è
sviluppato, ovviamente, con franchezza e anche con intransigenza
su questioni fondamentali per la qualità della vita di
tutti i cittadini, quali sono quelle della Salute Mentale. Questioni
queste che, purtroppo, continuano ad essere, ancora troppo spesso,
trascurate anche da parte di chi, per ruolo istituzionale, avrebbe
il dovere di farsene carico.
Significativo, ad esempio, il fatto che, oltre al Direttore Sanitario
dell'ASS 3, dott. Beppino Colle ed al Sindaco di Tolmezzo,
Sergio Cuzzi (che peraltro hanno fatto interventi interessanti,
impegnati e non di circostanza), fossero assenti tutti gli altri
Sindaci del territorio dell'ASS n. 3 Alto Friuli.
Era presente il consigliere regionale Enrico Gherghetta: hanno
dato comunicazione di non poter essere presenti per inderogabili
appuntamenti precedenti (incontro con l'Assessore Beltrame
sul Piano Sanitario in via di elaborazione) i consiglieri regionali
Sergio Lupieri, Paolo Menis e Piero Colussi, che hanno ribadito
il proprio interesse per le attività del ForumSaluteMentale.
Al termine dell'Assemblea è stata approvata una
mozione che, raccogliendo i temi emersi nel corso del dibattito,
impegna il Forum a sviluppare nuove iniziative per i prossimi
mesi.
Tutti i documenti si possono trovare sul sito del Forum Salute
Mentale a questo indirizzo:
http://www.salutementale.org/forumsmfvg/rubrique.php3?id_rubrique=20
Di seguito riportiamo:
- la mozione conclusiva approvata dall'Assemblea del Forum Salute
Mentale FVG
- un testo che spiega perchè si è voluto creare
un Forum Salute Mentale in FVG
Mozione conclusiva approvata dall'Assemblea del Forum Salute
Mentale FVG
«Il
Forum Salute Mentale del Friuli Venezia Giulia,
riunitosi a Tolmezzo in Assemblea plenaria il 6 giugno 2005:
ribadisce il giudizio positivo espresso sulle
"Linee per la gestione del Servizio sanitario regionale nell'anno
2005", che hanno raccolto anche alcuni dei suggerimenti dati
dal Forum, nel corso della sua attività di promozione della
Salute Mentale;
esprime, nello stesso tempo, sconcerto e preoccupazione
per il fatto che le Aziende per i Servizi Sanitari, nella predisposizione
del loro programma per l'anno 2005, abbiano sostanzialmente
disattese, su obiettivi importanti, le linee regionali. Infatti,
a parte le ASS n. 4 del Medio Friuli (che ha disposto la chiusura
dell'SPDC di San Daniele entro il 30 Giugno e la contestuale
attivazione entro l'anno di un CSM aperto 24 ore) e l'ASS
n. 3 dell'Alto Friuli (che ha previsto un investimento importante
in operatori e servizi, che non modificano comunque l'ancora
modesto finanziamento dell'area della Salute Mentale), queste
inadempienze si manifestano soprattutto per quanto riguarda il
riordino e la qualificazione dei SPDC di Pordenone e Trieste e
l'assenza assoluta di progetti attuativi di nuovi CSM aperti
sulle 24 ore, nella misura indicata dalle linee guida già
citate;
chiede, a tale riguardo, che l'Assessore
regionale alla Salute e alla Protezione Sociale esprima la propria
valutazione su questo scarto tra le indicazioni date con le Linee
e la non corrispondente programmazione annuale delle Aziende per
i Servizi Sanitari e ne spieghi le ragioni;
denuncia, ancora, una volta la disparità
di risorse e servizi nelle differenti aree della regione e la
non più tollerabile disuguaglianza di risposte e di opportunità
che cittadini della stessa regione ottengono nell'area della
Salute Mentale, così come si evidenzia dai dati (alcuni
dei quali certamente non validati) che il Forum ha faticosamente
raccolto e che sono allegati;
si impegna, perciò, a sollecitare incontri
in ogni Azienda Sanitaria, e con l'Assessore Regionale alla
Salute e Protezione Sociale, al fine verificare la validità
ed il significato dei dati presentati;
fa proprie, comunque, come utile base di confronto,
le proposte di Piano presentate nell'Assemblea odierna;
ribadisce con questo l'esigenza di avviare
immediatamente la predisposizione del Progetto Obiettivo Regionale
sulla Salute Mentale, garantendo un processo che assicuri trasparenza
e la massima partecipazione dei cittadini;
rileva, ancora una volta, il ritardo accumulato
nel corso degli ultimi anni dalle politiche regionali e locali
nei riguardi della cooperazione sociale, che ormai fa fatica a
garantire livelli qualitativi adeguati sia sul piano di programmi
riabilitativi residenziali che nei percorsi di inserimento lavorativo.
Da anni sono sempre meno le risorse pubbliche che vengono impegnate
in questo settore, sempre più orientate ad acquisire servizi
a basso costo piuttosto che a sostenere percorsi effettivi d'impresa
sociale;
ribadisce con forza l'importanza degli
inserimenti lavorativi nei percorsi personali di riabilitazione
ed emancipazione;
sottolinea l'urgenza che la prossima legge
regionale sul lavoro presti la dovuta attenzione, in modo integrato
ed adeguato, alle problematiche dell'inserimento lavorativo
di tutte le persone con diversa abilità, ivi comprese le
persone con disagio psichico;
denuncia, come esempio palese ed incomprensibile
di cattiva pratica, l'art. 42 del DDL n. 127 sul lavoro,
in cui viene stabilito il limite massimo di 155 € per le
borse di lavoro, ben al di sotto di quello attuale ( che dovrebbe,
invece, essere eventualmente aumentato);
appoggia la proposta di legge presentata dalle
associazioni delle cooperative sociali, che ha come obiettivo
quello di "liberarsi dalla necessità dell'appalto"
per ottenere rapporti tra enti pubblici e cooperative sociali
basati su convenzioni e partenariati, volti alla ricerca di una
qualità dei servizi di assistenza ed al potenziamento delle
politiche di inserimento lavorativo, al fine di collaborare a
garantire i pieni diritti di cittadinanza a chi è portatore
di abilità diverse;
riconferma con forza che non è accettabile,
per nessuna ragione (e questo vale, oltre che per i Servizi di
Salute Mentale, anche per tutte le istituzioni dedicate alla cura
delle persone), la pratica della violazione del corpo e della
sopraffazione dell'altro, l'abbandono che possono
subire le persone con disturbo mentale e le loro famiglie, la
miseria dei servizi e dei programmi;
richiama tutti i partecipanti a riconoscere
che l'adesione al Forum pretende una “sincerità”
assoluta, che nasce dalla persuasione e dal convincimento personale
e non da motivi di opportunità; che l'adesione al
Forum si basa sull'esercizio del convincere gli altri che
è possibile fare diversamente; che la “sincerità”
dell'adesione impone, ancora, a tutti (operatori, cooperatori,
familiari, amministratori, religiosi, cittadini, partecipanti
ad associazioni) la rielaborazione del concetto di responsabilità
all'interno di una rinnovata cultura della consapevolezza
del proprio ruolo.»
Perché un Forum per la Salute Mentale nel Friuli Venezia
Giulia?
Perché
questa Regione, storicamente la culla del processo di riforma
dell'assistenza psichiatrica, avviata da Franco Basaglia negli
anni 60, presenta da tempo una situazione di stasi: a diversi
livelli, accanto a punti di qualità, sono presenti aree
problematiche che, se non affrontate, rischiano di portare ad
una regressione complessiva dell'esperienza di riforma attuata
fino ad ora.
Operatori dei servizi pubblici, utenti, familiari, cooperatori
sociali, volontari e cittadini, che non vogliono che questo accada,
si sono attivati per riproporre con forza la questione "Salute
Mentale", affinchè il processo riformatore possa riprendere
con decisione, ritenendo che la critica all'attuale assetto dei
Servizi ed il rilancio di azioni per garantire risorse e pratiche
adeguate sia l'unica possibilità per far fronte e battere
le insistenti pressioni controriformiste e l'ennesima proposta
di riforma della Legge 180.
"Ridurre la dissociazione che molti da tempo avvertono tra
enunciati e pratiche nel campo delle politiche della salute mentale"
è stata la proposta di lavoro che il Forum per la Salute
Mentale nazionale ha lanciato nell'incontro di Roma del 16/17
Ottobre 2003.
Persone, con storie, ruoli, età e sensibilità le
più diverse, che hanno condiviso la proposta, si sono incontrate
a Monfalcone il 2 Dicembre 2003 e hanno deciso che valeva la pena
iniziare questa avventura, anche nel Friuli Venezia Giulia e hanno
costituito il Gruppo promotore del Forum.
Il Gruppo Promotore si è posto il problema iniziale di
lavorare alla costruzione di uno spazio permanente di confronto
tra persone e alla rilettura di tutte le questioni che riguardano
la Salute Mentale. A partire da:
a) i Servizi di Salute Mentale, le loro condizioni attuali, la
organizzazione e gli stili di lavoro;
b) le problematiche più generali delle politiche sociosanitarie
ed in particolare i ritardi nell'attuazione della legge 328 e
le opportunità o meno che questa potrebbe determinare per
la Salute Mentale;
c) le condizioni necessarie perché i luoghi naturali di
vita delle persone diventino luoghi di opportunità per
tutti e non di esclusione, sottolineando la funzione centrale
dell'associazionismo e del volontariato nella produzione e della
promozione di salute;
d) la situazione attuale della Cooperazione sociale e la ricerca
delle condizioni e delle pratiche che ne impediscono lo sviluppo
di tutte potenzialità, non utilizzate, se non mortificate,
che esistono in questo importante settore della Comunità.
Le persone che hanno aderito al Forum hanno lavorato, in questi
tre mesi, per analizzare queste aree problematiche, avendo come
obiettivo non tanto quello di rilevare le cose buone, che sono
certamente tante, quanto quello di individuare e porre al centro
dell'attenzione e dell'azione le "cattive pratiche".
Per poterle affrontare e superare.
Con tutta evidenza, si è potuto verificare come, anche
in questa regione, la qualità delle cose che vengono fatte
da tutti quelli che hanno, a diverso titolo, responsabilità
nel campo della salute mentale, sia caratterizzata spesso da una
forte "dissociazione tra pratiche ed enunciazioni teoriche,
tra principi e modelli organizzativi, tra risorse in campo e supporto
alle persone".
Nella nostra Regione non è stato ancora del tutto abbandonato
il ricorso alla contenzione; i Centri di Salute Mentale aperti
24 ore non sono ancora diffusi in tutto il territorio; ancora
esistono servizi psichiatrici di Diagnosi e Cura chiusi, separati
e mal collocati; ancora in molti luoghi le persone con disturbo
mentale sono costrette a percorsi così detti "riabilitativi"
inutili, stupidi, se non addirittura dannosi; ancora esistono
strutture residenziali che riproducono l'inerzia e la passivizzazione;
ancora esistono squilibri non più tollerabili nell'uso
e nell'investimento di risorse nelle diverse aree regionali e,
per tanto, ancora diseguali finiscono per essere le opportunità
ed i diritti che alle persone con disturbo mentale si riservano.
Ecco perché si ritiene che non sia più possibile
accettare passivamente questi sintomi di mancato sviluppo, o peggio,
di degrado della qualità e dell'attenzione nei confronti
della Salute Mentale.
Ecco perché ci si è attivati, come cittadini.
Perchè si costruiscano, sempre di più, percorsi
efficaci di effettiva autonomizzazione delle persone con gravi
difficoltà ed azioni di prevenzione della sofferenza psichica
e della sua ingiustificata istituzionalizzazione.
Perchè si rafforzi, assieme ai servizi pubblici, la rete
del benessere comunitario, in primo luogo delle persone che hanno
esperienza del disturbo mentale, delle associazioni dei familiari
e della cooperazione sociale.
Perché si sostenga lo sviluppo locale delle Comunità,
e tutte le pratiche di inclusione.
Perché tutti i luoghi della salute mentale siano aperti
ed attraversabili.
Perché nessuno venga più costretto ad essere oggetto
di pratiche mortificanti, che violano la dignità delle
persone.
Per questo, in questo momento, il gruppo promotore ha sentito
l'esigenza di allargare il campo della riflessione e socializzare
il lavoro svolto, promuovendo questa prima giornata plenaria del
ForumSaluteMentale e lo si è voluto fare a Gorizia, per
ribadire la continuità di questa azione con quanto fu iniziato
da un piccolo gruppo di tecnici che non accettarono, allora, di
avallare "cattive pratiche", per non diventare complici
della violenza istituzionale sulle persone.
[articolo inserito il 20-06-2005]
Link: www.forumsalutementale.it
| Forum S.M. FVG: www.salutementale.it
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