Libri&Manuali: Manuali DSM
Prevenire il suicidio:
linee guida per i medici di medicina generale
Edizione italiana a cura di
G. Dell’Acqua, D. Belviso, K. Lekovich, A. Oretti.
Traduzione italiana a cura di Maristella Cannalire.
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PREFAZIONE ALL'EDIZIONE ITALIANA 
Dalla metà degli anni Novanta il Ministero della Sanità ha cominciato a preoccuparsi della questione del suicidio. A fronte di un rassicurante
tasso medio nazionale che ci faceva omologare sempre di più ai paesi
mediterranei, pieni di sole, di mare, cattolici, con famiglie numerose
con tanti bambini e quindi con scarso rischio di suicidio – perché quelli
elencati sono tutti fattori protettivi – è cominciata infatti a rivelarsi la
presenza inquietante di numeri che smentivano questa rosea immagine.
Ma soprattutto abbiamo cominciato ad avere sentore, coscienza, che in
tante aree in Italia (magari più a Nord che a Sud, ma sicuramente il
Sud non è immune), qualche ridente cittadina del centro della Toscana
piuttosto che della Valtellina, cominciava a presentare dei tassi europei
o mitteleuropei. Tassi indubbiamente allarmanti. Da qui le indicazioni
dei Piani Sanitari Nazionali alle Regioni e alle Aziende Sanitarie
a provvedere.
A Trieste abbiamo avuto sempre la consapevolezza di essere una strana
città italiana, ossia di essere mediterranei per certi aspetti e per altri
europei ovvero mitteleuropei. Purtroppo per noi, gli standard per quanto
riguarda i suicidi erano più mitteleuropei che mediterranei. E quindi
siamo stati più solerti, forse, di altri ad accogliere gli inviti dei vari
Piani Sanitari Nazionali, delle indicazioni del governo regionale (1-2-3-4-5), mettendo in piedi un Programma di prevenzione, nella fattispecie
il Progetto “Amalia-Telefono Speciale”.
Non appena abbiamo deciso di passare all’azione ci siamo resi conto di
quanto impreparati eravamo ovvero quanto miseri erano gli strumenti
che noi avevamo a disposizione. Non era più sufficiente avere consapevolezza
della solitudine degli anziani, del tasso dei suicidi, delle ampie
fasce di popolazione a rischio. Non era più possibile medicalizzare o
psichiatrizzare il suicidio, il tentativo di suicidio, i comportamenti a
rischio. E’ nata spontaneamente la necessità di allargare la comunicazione,
di allargare la rete, di coinvolgere il più possibile gli attori sociali
e sanitari.
Il presente manuale, il primo della serie, è rivolto al medico di medicina
generale, come uno degli attori più coinvolti in questi accadimenti,
sia perché può agire, può fare delle scelte che possono determinare il
corso delle cose, sia per i contatti che ha, per le mille persone che
vede. Il medico di medicina generale è un comunicatore privilegiato e
in quanto tale può costruire cultura di prevenzione.
Accogliendo l’invito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a utilizzare
e diffondere i suoi manuali di prevenzione rivolti a fasce distinte
di attori, abbiamo pensato per prima cosa di offrire questo prezioso supporto ai medici di Trieste, ma probabilmente anche a quelli della
Carnia, che ce lo hanno chiesto, e a quelli dell’Isontino nell’ambito di
un programma di area vasta. E continueremo con gli operatori della
salute, gli insegnanti, i giornalisti, i sopravvissuti, le carceri, per
sensibilizzare e informare sul rischio ma anche offrire strumenti semplici
e immediati per affrontarlo.
Dr. Peppe Dell’Acqua
Direttore Dipartimento Salute Mentale
A.S.S. n° 1 Triestina
[articolo inserito il 14-05-2009]
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