Libri&Manuali: Manuali DSM
Quando
gli psicofarmaci
bisogna proprio
prenderli (?)
MANUALE PER FORNIRE INFORMAZIONI UTILI
ALLE PERSONE CHE VIVONO L’ESPERIENZA
DEL DISTURBO MENTALE E AI LORO FAMILIARI
A cura di Francesca Santoro.
Coordinamento di Peppe Dell’Acqua.
Cliccando sulla copertina è possibile
scaricare il Manuale [
file PDF, 2 MB]
A L L E T T O R E
Ho letto con molto interesse e partecipazione questo manuale.
Ho iniziato dalla parte terza, quella che esplicitamente parla dei farmaci,
perché mi sembra che questo sia un discorso particolarmente
impegnativo: penso infatti che un rapporto di “equilibrio” rispetto
all’assunzione di farmaci, dei farmaci specificatamente mirati alla salute
psico-fisica, o psichica tout court, risulti difficile da praticare.
Spesso le persone sono portate a negare il malessere, quindi a rifiutare
l’aiuto dei farmaci, altre volte la dipendenza crea un bisogno continuo,
eccessivo, di medicine.
Credo che molte persone possono capire e imparare molte cose dalla
descrizione semplice, pulita, onesta, e corretta e scientifica, che si
diffonde sui principi attivi di farmaci, magari conosciuti per nome, e
per questo temuti o abusati.
Mi sembra che a tutto il discorso sia sottesa l’idea che le medicine si
devono usare con attenzione, sotto il controllo medico, e questo tanto
più se si conoscono i loro benefici, che non escludono eventuali controindicazioni.
La consapevolezza della propria salute, di fare qualcosa di positivo per
sé stessi assumendo anche farmaci, mi sembra utile, quando passa
attraverso la conoscenza e l’apprendimento.
Dalla terza parte sono risalita subito, spinta da un reale bisogno di
capire, alla prima parte e alle pagine di apertura del lavoro.
E a questo punto consiglio la lettura proprio dall’inizio, perché solo
così si capiscono realmente l’approccio generale e gli obiettivi del
lavoro nel suo insieme.
Mi sembra di poter dire che tutto il discorso punta a costruire un
approccio di collaborazione con il medico, approccio finalizzato a servirsi
di “mezzi” diversi per raggiungere l’obiettivo “ben - essere”. La responsabilità
è assunta tanto dai medici dei Centri di salute mentale, quanto
dalle persone, che anche con medicine, ma non solo, possono raggiungere
uno stato di guarigione.
La guarigione psichica può essere una condizione di vita che dura per
A L L E T T O R E
Ho letto con molto interesse e partecipazione questo manuale.
Ho iniziato dalla parte terza, quella che esplicitamente parla dei farmaci,
perché mi sembra che questo sia un discorso particolarmente
impegnativo: penso infatti che un rapporto di “equilibrio” rispetto
all’assunzione di farmaci, dei farmaci specificatamente mirati alla salute
psico-fisica, o psichica tout court, risulti difficile da praticare.
Spesso le persone sono portate a negare il malessere, quindi a rifiutare
l’aiuto dei farmaci, altre volte la dipendenza crea un bisogno continuo,
eccessivo, di medicine.
Credo che molte persone possono capire e imparare molte cose dalla
descrizione semplice, pulita, onesta, e corretta e scientifica, che si
diffonde sui principi attivi di farmaci, magari conosciuti per nome, e
per questo temuti o abusati.
Mi sembra che a tutto il discorso sia sottesa l’idea che le medicine si
devono usare con attenzione, sotto il controllo medico, e questo tanto
più se si conoscono i loro benefici, che non escludono eventuali controindicazioni.
La consapevolezza della propria salute, di fare qualcosa di positivo per
sé stessi assumendo anche farmaci, mi sembra utile, quando passa
attraverso la conoscenza e l’apprendimento.
Dalla terza parte sono risalita subito, spinta da un reale bisogno di
capire, alla prima parte e alle pagine di apertura del lavoro.
E a questo punto consiglio la lettura proprio dall’inizio, perché solo
così si capiscono realmente l’approccio generale e gli obiettivi del
lavoro nel suo insieme.
Mi sembra di poter dire che tutto il discorso punta a costruire un
approccio di collaborazione con il medico, approccio finalizzato a servirsi
di “mezzi” diversi per raggiungere l’obiettivo “ben - essere”. La responsabilità
è assunta tanto dai medici dei Centri di salute mentale, quanto
dalle persone, che anche con medicine, ma non solo, possono raggiungere
uno stato di guarigione.
La guarigione psichica può essere una condizione di vita che dura per
periodi più o meno lunghi o anche per sempre, ed è un traguardo che
può essere raggiunto, non un’utopia: questi concetti, schematicamente
enunciati, comunque sono sottesi a tutto il lavoro e costituiscono le
idee più avanzate nella psichiatria, oggi.
Il buon uso di farmaci, di psico - farmaci, può rappresentare anche una
possibilità, a volte indispensabile, per stare meglio, per stare bene.
Anche il capire i “nomi” delle diverse patologie, ed il loro andamento,
mi sembra un esercizio utile e democratico, quando si rivolge a persone,
in modo chiaro, in modo comprensibile.
Il riuscire a “capire” costituisce già una parte del complesso percorso
delle diverse esperienze di vita, soprattutto di quelle più difficili e/o
dolorose.
È la speranza che ci deve indirizzare, partendo anche da un testo che
esclude le frasi ad effetto, ma invece si avvicina con concretezza ai
possibili lettori e fruitori.
Silva Bon
Silva Bon, presidente dell’Associazione culturale “Luna e L’altra”, ha partecipato
alla rilettura dei materiali contenuti in questo manuale come hanno
fatto alcuni componenti dell’Associazione Polisportiva “Fuoric’entro”,
dell’Associazione di volontariato ed autoaiuto “Club Zyp”, dell’Associazione
Familiari Sofferenti Psichici “A.Fa.So.P”.
Hanno contribuito ad una migliore definizione degli argomenti alcuni
infermieri professionali che operano nel DSM
[articolo inserito il 14-05-2009]
Archivio della sezione: [Libri]