Identità
GRUPPO
WORD and MUSIC
Gruppo Donne del Csm Domio
8 Marzo 2005 - 8 Marzo 2008
«Non c'è modo migliore di determinare
la
propria identità ed unicità, che catalogare le
cicatrici che sono i promemoria delle offese
subite nel passato»
Stephen Mitchell
Giovedì 14 Febbraio 2008 ore 16.00 il salone del Centro
è quieto: dalle tende tirate il sole si rivela appena con
fasci di pulviscolo dorato che si posa sugli arredi. Sul tavolinetto
al centro della grande stanza dai colori caldi e riposanti, fanno
bella mostra the, caffé, bibite e pasticcini, che sembrano
offrirsi all'avidità di chi passa e guarda ma tira dritto
perchè ormai sa che tutto quel ben di Dio è destinato
alle donne del gruppo. Le sedie preparate in cerchio aspettano
pazientemente di essere definitivamente occupate dalle donne che
di solito arrivano alla spicciolata, alcune intanto solo per prendere
posto ed allontanarsi poi per una sigaretta o per mettersi in
fila davanti all'infermeria per la distribuzione settimanale dei
farmaci... sono le 16.40 ma siamo oggi soltanto in tre, Ernestina,
Elena e Cristina tuttavia siamo un gruppo! Forse demoralizzato?
Forse stupito? Ma siamo pur sempre un gruppo che ha bisogno di
togliere le tante sedie già disposte, per stringersi, raccogliersi
e per parlare di ciò che sta avvenendo.
Cristina sembra preoccupata ed ha voglia di parlare, forse per
la prima volta ha voglia di dirsi lei che fino ad oggi ha tanto
ascoltato, timidamente inizia " E' la prima volta che partecipo
in prima persona ad un gruppo, in questo caso di sole donne, che
ha il piacere di incontrarsi una volta alla settimana per qualcosa
che va al di là di semplici chiacchiere, dove uno intavola
un discorso su un qualche argomento e le altre a turno rispondono.
Qui c'è qualcosa di più. Questo qualcosa in più
è la possibilità di mettersi in discussione e di
essere totalmente se stesse: ho trascorso sei mesi come tirocinante
psicologa a Domio e posso dire che aspettavo di settimana in settimana
l'arrivo del giovedì. Durante i primi incontri mi sentivo
un'intrusa, stavo qua seduta assieme alle altre donne ed ascoltavo
i loro discorsi e parlavo solo se la tutor mi sollecitava ad intervenire...
oggi non so cosa mi succede, forse ho paura che il gruppo possa
morire! All'interno di questo gruppo attraverso i discorsi delle
donne presenti, ma soprattutto attraverso le loro vive e sincere
emozioni, per la prima volta mi sono sentita così vicina
ad un'altra persona. Le loro storie, come pure la mia sono tutte
diverse ma con un unico filo conduttore, il bisogno per ciascuna
di noi di "essere" con la propria unicità anche
attraverso il nostro vissuto, di non sentirsi delle "aliene"
nel provare emozioni che al giorno d'oggi vengono viste come "debolezze"
da tenere ben nascoste. E' bello esser capaci di sorridere di
noi stesse, come pure è importante sapersi commuovere,
essere tristi e perché no a volte anche noiose. Negli ultimi
incontri erano presenti poche donne e mi auguro che riprendano
a frequentarlo e a non lasciarlo morire, sarebbe una perdita per
tutte!!!!"
Elena sussulta alla frase "lasciarlo morire", non può
non interloquire su questo forte senso di gruppalità interiorizzata
durante questi anni di percorso e dice: "Beh, però
l'espressione "lasciar morire" il gruppo non mi piace
tanto. La cosa che ho imparato in questi anni di gruppo e che
tento di farlo anche nella quotidianità è ascoltare
chi rivuole comunicare qualcosa con le parole, fissare l'attenzione
su chi mi parla e nel contempo ascoltare pure me stessa e mettere
a confronto ciò che ho dentro di me con quanto ho ascoltato
per poi poter elaborare un mio pensiero e possibilmente proporlo
in discussione. Ho riscontrato che per il mio benessere psichico
sia durante l'ascolto, sia nelle relazioni con gli altri, nella
quotidianità è importante non focalizzare la propria
attenzione per tanto tempo su una determinata cosa o su una persona
soltanto, ovvero per me è stato più salutare registrare
con i miei pensieri non un punto di vista soltanto, ma aver imparato
a spostare l'attenzione su diversi punti di vista di diverse persone
e trarre da ognuno ciò che mi serve o ciò che comunque
mi può servire in un momento futuro. Questo gruppo mi ha
dato lo spunto di vivere in maniera poliedrica, ora la quotidianità
la vivo prendendo una decina di minuti per leggere superficialmente
il giornale... Ripeto... superficialmente, perché ho imparato
a credere che oltre la seriosità e la profondità
ci appartiene anche la superficialità ed è questa
che ora mi dà la possibilità di assaporare più
cose nella vita… altri dieci minuti per spolverare i mobili,
trenta minuti per sorvolare un libro che mi piace, un'ora per
pensare e preparare la cena, cinque minuti per pensare a cosa
poter fare di bello domenica pomeriggio e devo dire che anche
a questo mi piace pensare e non mi arrabbio più all'idea
o non vado in ansia o mi deprimo all'idea che per qualche motivo
il mio sogno non si realizzerà. Piace anche pensare al
bello, a ciò che ti piace, ma magari non potrai vedere
realizzato……. Sullo sfondo c'è sempre la consapevolezza
del fatto che per qualche motivo tutta questa mia nuova filosofia
di vita che ho elaborato partecipando al gruppo donne possa subire
ancora delle trasformazioni!!!"
Perché allora non pensare care amiche presenti che ciò
che accade ora, adesso, qui in questa stanza ed in questo momento
non sia il dono che ci viene dato dall'assenza di molte per poter
riflettere su questo momento di un ciclo vitale di un gruppo che
si trasforma in maniera dinamica e che continua a perpetrarsi
dentro le tante donne amiche, noiose, ansiose, depresse, arrabbiate,
intolleranti, smaniose, ciarliere, silenziose, laboriose, scansafatiche
e tanto altro ancora che non sono con noi, ma, fuori di qua, stanno
vivendo un qualcosa che non deve per forza essere sempre e soltanto
questo appuntamento, in questo giorno, in questa ora, in questa
stanza?????!!!!!!
BUONA FESTA DELLA DONNA e BUONA VITA a Margherita, Paola, Eva,
Iris, Alba, Elga, Susanna1, Saada, Elena, Federica1, Cristina,
Susanna2, Luciana, Anna1, Erika, Martina, Federica2, Patrizia,
Anna2, Manuela,Edda e a tutte le altre che vivono la loro esperienza
di vita nel mondo.
Ernestina Cariello, Elena Cerkvenic, Cristina Martin
[articolo inserito il 13-03-2008]
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