Al di là dei numeri e delle statistiche il progetto "Amalia
– Telefono Speciale" è stato un successo. La
buona riuscita della campagna promossa dall'Azienda per i Servizi
n.1 triestina, la Provincia di Trieste e Televita SpA, attraversa
il senso astratto del numero e dà voce ai suoi protagonisti.
E nasce così l'ultima campagna di comunicazione sociale
"Mai più soli / Nikoli Več Sami
– Scolorire in solitudine o combinarne ancora di
tutti i colori?" presentata il 26 ottobre 2007.
Sono andati oltre a quel filo del telefono che li lega al progetto
"Amalia"diciassette ultrasettantenni e hanno prestato
il loro volto per diventare protagonisti in prima persona e portavoce
dello slogan della nuova campagna. Una giornata di full immersion,
di divertimento che ha portato a realizzare manifesti, locandine
e cartoline con i loro volti sorridenti e che oggi sono sparsi
in tutta la città. A fare da trait d'union un testimonial
d'eccezzione l'attrice Ariella Reggio che ha subito accettato
la sfida.
"Amalia – Telefono speciale" continua quindi a
pensare in grande e festeggia i suoi dieci anni in bellezza, sorpassando
le statistiche che vedevano la nostra città ai primi posti
per numero di suicidi e di morti solitarie degli anziani e coinvolgendo
sempre di più le persone anziane sole.
Due campagne di comunicazione sociale una di prevenzione dei suicidi
"Non Farlo/Tega Nikar" presentata lo scorso aprile e
quest'ultima "Mai più soli/Nikoli vec sami" per
prevenire le morti solitarie e favorire la socializzazione delle
persone anziane, che hanno invertito una tendenza superando quella
cultura del non dire, del non sapere chiedere aiuto che lo scrittore
Claudio Magris ha definito "La fuga nel disagio".
Alla presentazione della campagna di comunicazione sociale "Mai
più soli/Nikoli vec sami abbiamo voluto anche raccogliere
i pensieri di alcuni dei protagonisti.
Ariella Reggio: «Veramente non mi aspettavo
una giornata così, io sono andata pensando appunto di
trovare persone anziane come me e più di me e magari
di doverle consolare. Invece ho trovato delle persone meravigliose,
piene di brio, abbiamo passato una giornata fantastica e ho
capito che fa pensar bene al futuro, perché anche noi
anziani abbiamo un futuro, non solo i giovani. Un'organizzazione
perfetta anche perché farsi fotografare non è
facile e invece sono stati tutti sensibili, delicati è
stato indolore... »
ascolta l'intervento di Ariella Reggio (file MP3 690 Kb)
Mario ed Elisabetta due protagonisti ci raccontano
la loro esperienza con il progetto Amalia
Elisabetta: «Io non ne faccio parte
accompagno mio marito, è una cosa bellissima. Una volta
alla settimana li andiamo a trovare, sono così buoni
e simpatici, ogni lunedì ci telefonano è proprio
un appuntamento che se non c'è ci manca. Loro sono sempre
puntuali a mezzogiorno suona il telefono e io so già
che sono loro perché vedo il numero sul dispaly e non
dico pronto, ma dico come va? Come state? Li anticipo, sono
meravigliosi.»
ascolta il commento di Elisabetta (file MP3 602 Kb)
Mario: «Da quando esiste il progetto
Amalia sono ringiovanito. Gli operatori hanno una volontà
di fare che mi fa piacere, mi trovo come se fossi con i miei
fratelli. Sono accolto come se fossi parte di un'unica famiglia
e non posso dimenticarmi di loro e loro non disturbano mai quando
telefonano. Quando facciamo le riunioni io rivivo perché
quest'atmosfera famigliare non capita spesso, solo quando si
riuniscono le "vere" famiglie. Il progetto Amalia
ci dà la forza di unificarci e anche di tonificarci.
Credo che se il progetto Amalia continua ad andare avanti così
rinforzandosi sempre di più non posso che applaudire
sempre, non ho parole per descriverlo, io mi trovo bene. Voglio
fare un paragone: quando sono tornato dalla Germania, dalla
prigionia, mi sono trovato perso, non ho trovato nessuno ad
accogliermi quella volta perché eravamo trascurati, con
il progetto Amalia è come se fossi tornato dalla Germania
ma accolto festosamente. Ecco questo è per me il progetto
Amalia, per me è il massimo.»
ascolta il commento di Mario (file MP3 1.346 Kb)
Renato un altro dei protagonisti della campagna Mai
più soli
Renato: «Nella vita non si può
sempre stare sempre nel mio guscio, là fermo perché
sennò dopo divento stupido. In questo mondo bastano solo
tre parole che ho trovato io, io non sono uno scrittore, ma
ho comperato un libro e là ho trovato quello che anche
io pensavo che nella vita è importante vivere, amarsi
e capirsi. "A buon intenditore poche parole".»
ascolta
il commento di Renato (file MP3 860 Kb)
La poesia che Renato ha letto in apertura della presentazione
del progetto Amalia
"La solitudine"
La solitudine fa radici nella mia mente
sono solo
senza nessuno attorno.
Mi sento come un granellino di sabbia
che vola via col vento
nel deserto infinito,
nello spazio
in questa giungla d'asfalto,
di questo mondo cosmopolita che soffre di solitudine.
Fedele amica della mia anima di un tempo
una volta mi apparivi come un lieto evento vitale
parole e dolcezza riempivano il cuore,
ora ascolta questa triste poesia
e segui questa mia breve storia
cancellata dalla tua memoria.
La mia vita è come ieri
forse come domani,
come sempre
vivo della felicità degli altri,
sereno, libero, svincolato,
ora ho gettato via
le chiavi di questo tormento.
ascolta
la poesia di Renato (file MP3, 808 Kb)