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* Formazione: Corso Universitario

Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Psicologia

Corso di Psichiatria Sociale (a.a. 2005-6)

Il corso di Psichiatria Sociale (Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Psicologia, a.a. 2005/2006) tenuto dal prof. Giuseppe Dell'Acqua ha luogo il martedì e il giovedì dalle ore 16 alle ore 19. Le lezioni si svolgono presso la sede della Direzione del Dipartimento di Salute Mentale, in via Weiss 5 (Cavallo di Ferro) presso il Comprensorio di San Giovanni. Il comprensorio è raggiungibile con gli autobus n. 6 e 9 (ingresso da sotto) e 3, 17 e 17/ (ingresso da sopra).

Il corso è stato concepito per fornire agli studenti una "bussola" per orientarsi nella realtà psichiatrica attuale, partendo da un'analisi storica, sociologica ed economica che permetta di contestualizzare quali sono le istituzioni che si occupano del disturbo mentale (manicomio in particolare).
Si cercherà di capire qual è il ruolo di tali istituzioni da una parte e di offrire una delle possibili chiavi di spiegazione, interpretazione e comprensione del disturbo mentale dall'altra.
Verranno infine presentati alcuni programmi di intervento integrati attuati dal Dipartimento di Salute Mentale di Trieste in tema di prevenzione del suicidio e di lavoro con i familiari di persone affette da disturbo mentale grave.

Calendario e slides delle lezioni

Programma del corso:

file DOC Programma 2005-6 [file DOC 45 Kb]

1. Martedì 21 febbraio 2006 dalle ore 16.00 alle 19.00
Introduzione al corso – Che cos'è la psichiatria?
Video "Leros, il sole la luna" di Gabriele Palmieri, 1989

file PPT Lezione 1 [file PPT 133 Kb]

2. Giovedì 2 marzo 2006 dalle ore 16.00 alle 19.00
Storia della psichiatria (della follia, della malattia, delle istituzioni)
Video "O.P.P. Trieste 1958" (archivio)

file PPT Lezione 2 [file PPT 233 Kb]

3. Martedì 7 marzo 2006 dalle ore 16.00 alle 19.00
L'avvio dei grandi cambiamenti in psichiatria (XX secolo)
Video "I giardini di Abele" di Sergio Zavoli – RAI 1967

file PPT Lezione 3 [file PPT 643 Kb]

4. Giovedì 9 marzo 2006 dalle ore 16.00 alle 19.00
Le leggi che governano la salute mentale, i diritti delle persone.
Video"C'era una volta la città dei matti", punt. 1, Alessandra Scaramuzza, 2002

file PPT Lezione 4 [file PPT 58 Kb]

5. Martedì 14 marzo 2006 dalle ore 16.00 alle 19.00
L'organizzazione dei servizi per la salute mentale. Progetto Obiettivo, Dichiarazione OMS di Helsinky
Video "C'era una volta la città dei matti", punt. 3, Alessandra Scaramuzza, 2002

file PPT Lezione 5 [file PPT 415 Kb]

6. Giovedì 16 marzo 2006 dalle ore 16.00 alle 19.00
Che cos'è il disturbo mentale (parte prima). Un modello per conoscere.
Video "Persone: Peppino" di Gabriele Palmieri, RAI 1982

file PPT Lezione 6 [file PPT 53 Kb]

7. Martedì 21 marzo 2006 dalle ore 16.00 alle 19.00
Che cos'è il disturbo mentale (parte seconda). La schizofrenia come paradigma.
Video: "Persone: Paolo" di Gabriele Palmieri, RAI 1982

file PPT Lezione 7 [file PPT 40 Kb]

8. Giovedì 23 marzo 2006 dalle ore 16.00 alle 19.00
Epidemiologia dei disturbi mentali. Aspetti transculturali.
Video: "X-day: Franco Basaglia" E. Agapito, M.G. Giannichedda, Rai Educational, 2002

file PPT Lezione 8 [file PPT 81 Kb]

9. Martedì 28 marzo 2006 dalle ore 16.00 alle 19.00
Salute mentale e prevenzione. Presentazione di un programma di intervento nella comunità.
Video: "La legge 180 e i Medici di Medicina Generale"

file PPT Lezione 9 [file PPT 515 Kb]

10. Giovedì 30 marzo 2006 dalle ore 14.30 alle 19.00
La famiglia e il disturbo mentale grave. Un esempio di programma terapeutico riabilitativo.
Film: "Un silenzio particolare", Stefano Rulli, 2004

file PPT Lezione 10 [file PPT 187 Kb]

Materiale d'esame

Studenti frequentanti: Testo d'esame più gli appunti delle lezioni
Studenti non frequentanti: Testo d'esame più almeno uno dei tre testi consigliati

G. Dell'Acqua, "Fuori come va? Famiglie e persone con schizofrenia. Manuale per un uso ottimistico delle cure e dei servizi", Ed. Riuniti, Roma 2003

"La storia della psichiatria è dall'inizio una storia di frontiere e di esclusioni, di recinti materiali e immateriali edificati contro la paura e lo sgomento che la sofferenza mentale porta con sé. Contro il sospetto che questa sofferenza ci riguardi tutti, beffandosi del nostro composto e sensato ordine del mondo. E' la storia dei manicomi, della segregazione di migliaia di persone strappate al proprio mondo, ai legami e alla vita, nella convinzione che la malattia recida, prima e irreversibilmente, quei legami e quelle appartenenze. Ma è anche la storia, più recente, di ciò che ha smentito tutto questo. Un'altra storia: che avrà bisogno di molti buoni narratori per essere raccontata, ma che, in questo venticinquesimo compleanno della legge 180, sarà più facile misurare nella sua straordinaria portata, grazie alla pubblicazione di Fuori come va? Famiglie e persone con schizofrenia. Manuale per un uso ottimistico delle cure e dei servizi, (Editori Riuniti, 15 euro). Scritto da Giuseppe Dell'Acqua, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, in collaborazione con Maristella Cannalire, psicologa, Kenka Lekovich, giornalista e Luciano Comida, scrittore di libri per l'infanzia. E' un libro importante, che rovescia gli schemi consueti della letteratura psichiatrica. Nell'impianto: perché si struttura come un manuale, ma si rivolge, anziché agli addetti ai lavori "alle persone e alle famiglie che vivono l'esperienza del disturbo mentale per dare loro informazioni sulla schizofrenia, che ancora a torto è ritenuta una malattia misteriosa e inesorabile". Negli obiettivi: perché un uso ottimistico dei servizi e delle cure è possibile solo a condizione che questi siano disponibili, trasparenti, "transitabili" e questo manuale mostra come possano esserlo e come si possa pretendere che lo diventino qualora non lo fossero ancora. In ciò che testimonia:. perché non sarebbe stato scritto se, dopo la 180, gli psichiatri che avevano lavorato con Franco Basaglia non avessero deciso di rivedere i propri strumenti e metodi, la lettura della malattia, il senso da dare alla cura. Ma, sopratutto, se non avessero accettato il rischio di perdere parte del proprio potere, incontrando davvero chi gli stava di fronte: ascoltando domande fino ad allora lasciate infinite volte senza risposta, o tacitate in modo sommario, frettoloso, imbarazzato. Questo libro, che sintetizza 15 anni di incontri, riunioni, seminari destinati ai familiari degli utenti dei servizi psichiatrici di Trieste, è il frutto dell'instancabile sforzo di fare chiarezza, di non mistificare, di corrodere le parole granitiche di un sapere che se ne è servito, e in molti casi continua a servirsene, per esercitare incondizionatamente il proprio potere sull'altro. Qui la psichiatria parla di quello che conosce, di come lo conosce, dei propri limiti, delle proprie lacune. Degli strumenti di cui si serve o di cui dovrebbe servirsi, del senso del proprio operare. E lo fa con semplicità, a dispetto dei gerghi e dei molti tabù che altrove continuano ad operare indisturbati come silenziatori per domande ancora valutate inopportune. Le stesse domande che qui, al contrario, hanno giocato un ruolo di primo piano nella costruzione dell'alleanza tra i servizi, i pazienti e i loro familiari e delle strategie di salute mentale del tutto inedite che ne sono scaturite. Il modo in cui questo libro si avvicina al lettore dimostra l'enorme valore di questa alleanza. Molte le questioni cruciali. Come la schizofrenia: una parola che continua ad evocare fantasmi, a suscitare pregiudizi. Anche se oggi sappiamo che non corrisponde affatto ad un'entità clinica unica, né ad un decorso predefinito e che occorre integrare diversi modelli teorici per riuscire a leggervi attraverso; e che sono innumerevoli le storie di persone che, nonostante questa diagnosi, hanno continuato a vivere, a coltivare relazioni, a progettare e a costruire il proprio futuro. Che cosa significa "precipitare" dentro la schizofrenia? Che cos'è una crisi, come è possibile riprendersi, rimontare, guarire? Si parla dei farmaci: dell' uso proprio e improprio che se ne fa, dei danni che possono esservi associati. Si parla, alle famiglie, delle diverse percezioni che storicamente la psichiatria ha avuto del loro peso, ruolo e responsabilità. Di come oggi le si debba considerare, insieme ai servizi, una componente insostituibile dei processi di cura. Si parla di leggi, di servizi, delle risorse sociali, delle associazioni, delle reti di aiuto reciproco. Si parla della "storia della follia" prima e dopo la sua medicalizzazione. Una storia che, come dice il titolo del decimo capitolo, non va dimenticata. E che, anzi, bisogna ricominciare a raccontare: nei libri, sui giornali, in televisione. Dentro e fuori dai servizi, a tutti coloro che direttamente o indirettamente hanno incontrato la sofferenza mentale. Ma anche a tutti gli altri: ai cittadini attivi, ai giornalisti, agli uomini politici. Perché la psichiatria smetta finalmente di avere paura.. E di continuare a farne". (Anna Poma)

Materiale di lavoro

Azienda Servizi Sanitari n. 1 (2003) "Guida ai servizi di salute mentale di Trieste"
link: www.triestesalutementale.it » sezione DSM: Direzione / Servizi

Testi consigliati

F. Basaglia "Conferenze brasiliane" a cura di M.G. Gianichedda e F. Ongaro, Ed. R. Cortina 2000

Queste conferenze che Franco Basaglia tenne a San Paolo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte tra il 18 giugno e il 7 luglio 1979 sono oggi il modo migliore per avvicinare i più giovani al suo lavoro e alle sue idee. E per fare un bilancio, a vent'anni dalla "legge 180" , delle ragioni e dei metodi di chi ha voluto quella riforma e ne ha preparato il terreno.
Le quattordici conferenze tenute da Basaglia nel 1979 in Brasile testimoniano l'impegno e il peso che il pensiero dello psichiatra ebbe non solo in Italia ma (in modo assai significativo) nei paesi in via di sviluppo, soprattutto in quelli che, faticosamente, stavano passando da regimi autoritari alla democrazia. L'importanza dell'insegnamento di Basaglia fu infatti notevole proprio in un'America latina tormentata da dittature, guerre civili e violenze tali da essere la causa principale di squilibri e disturbi anche nella sfera psichica di molti cittadini.
La tesi di fondo di questa nuova concezione della psichiatria è la responsabilità sociale sia nell'insorgere del disturbo, sia nella terapia, sia infine nell'accoglienza da parte del tessuto sociale della persona con disturbo mentale. Un elemento davvero interessante, e tuttora di grande attualità, è la visione del medico come di un tecnico che non può però limitarsi a registrare le situazioni di disagio sociale, di povertà, di frustrazione del paziente ma dovrebbe anche, in quanto prima di tutto "uomo" e non solo "medico", cercare di intervenire su queste, agire quindi sul "politico" e non solo sul "clinico". Dovrebbe inoltre avere coscienza di non essere l'unico possessore della verità, lo "stregone" che tutto sa e tutto può, arroganza che finisce col trasformarlo in "oppressore", in "tiranno" che non si sottopone a giudizio o a contraddittorio. Basaglia stesso dichiara di non voler portare in Brasile un modello, ma uno stimolo che andrà confrontato con la realtà locale e quindi commisurato con questa.
Ciò che questa raccolta di conferenze ci restituisce è anche la più generale concezione della vita del suo autore: la libertà, la speranza in un modo diverso di vivere, la necessità di una presa di coscienza e di responsabilità sia per se stesso che per la comunità. Di certo molti spunti sono fortemente inattuali, così vincolati alla cultura degli anni Settanta e alla sua utopia, ad un linguaggio politico oggi del tutto dimenticato, ma in ogni caso Basaglia analizza con grande acutezza le due possibili vie del periodo "post-manicomiale", quella più emarginante che relega (una volta chiusi i manicomi) le persone con disturbo mentale in una situazione di abbandono e di annullamento e invece l'"offerta di un'alternativa di cura", volta a reinserirle nel tessuto sociale.
Oggi, oltre a quella derivata dalla "malattia mentale", esistono molte altre forme di emarginazione legate alla devianza o alla sofferenza fisica e ognuna va considerata nella sua specificità, ma tutte possono e devono essere affrontate con analogo impegno etico e per tutte va cercata una soluzione che metta in gioco l'intera collettività.

M. Colucci, P.A. Di Vittorio, "Franco Basaglia", Ed. Bruno Mondatori 2001

Questo libro cerca di ricollocare nel panorama culturale del Novecento la complessa figura intellettuale di Franco Basaglia, intreccio di passione filosofica e impegno politico, riflessione teorica e sperimentazione istituzionale. Dopo il periodo universitario di Padova, in cui, sulla base di una personale ricerca filosofica, si avvicina alle correnti psichiatriche di ispirazione fenomenologica ed esistenziale, Basaglia dà vita all'esperienza della comunità terapeutica di Gorizia, nella quale, grazie anche alle analisi critiche di Focault e Goffman sul sisitema psichiatrico, si produce la svolta politica del movimento antiistituzionale. A partire dal '68, infine, Basaglia realizza a Trieste il definitivo superamento del manicomio.
Indice: 1. La vita e le opere. 2. L'università negata. 3. La svolta politica. 4. Il laboratorio della libertà. 5. Quel che resta della follia.

N. Pitrelli, "L'uomo che restituì la parola ai matti", Ed. Riuniti 2004

In questo libro "l'esperienza basagliana viene narrata passando attraverso le aperture, i passaggi comunicativi, i grandi teatrali svelamenti della violenza del manicomio e della psichiatria: da Morire di Classe di Carla Celati e Gianni Berengo Gardin, ai Giardini di Abele di Sergio Zavoli, a Marco Cavallo di Vittorio Basaglia e Giuliano Scabia e al suo Cantastorie sul Teatro Vagante, ai Matti da Slegare di Bellocchio, Agosti, Petraglia e Rulli, al Reseau Internazionale di Alternativa alla Psichiatria del '77 e la clamorosa contestazione degli autonomi padovani.
I giovani dell'età di Nico sanno poco di tutto questo e poco si interrogano di conseguenza. E, tuttavia, chiedono di sapere, hanno voglia di ascoltare queste storie recenti e dimenticate. In questo senso il libro di Nico è utilissimo. Ed è tanto più prezioso se si pensa che nel corso degli ultimi 20 anni si è determinata una dissociazione sempre più profonda tra quei grandi cambiamenti e le pratiche che da questi avrebbero dovuto conseguire. Fino a corrodere, offuscare e appiattire tutta la potenzialità di quei cambiamenti; fino a perderne le tracce. Ritornando a Basaglia, Nico ha cercato di offrire ai suoi coetanei e a molti altri uno strumento di lavoro. Sta dicendo che ci manca uno sguardo rigoroso, critico, eccentrico, trasversale. Oggi la spinta all'omologazione sembra inarrestabile e nulla riesce a mettere veramente in discussione lo stato delle cose. A costruire percorsi antagonisti esercitando con rigore e originalità il proprio lavoro. E' difficile trovare uno spiraglio, uno sguardo singolare, una posizione dislocata per contrapporsi. Per prendere parte. Per pensare che "l'impossibile diventi possibile". (Da recensione di Peppe Dell'Acqua del 4 aprile 2004 su www.pol-it.org)

Siti utili

Dipartimento Salute Mentale di Trieste: www.triestesalutementale.it
Forum Salute Mentale: www.forumsalutementale.it

Sessioni d'esame

Venerdì 7 aprile 2006, dalle ore 9.00

Lunedì 26 giugno 2006, dalle ore 9.00
Lunedì 10 luglio 2006, dalle ore 9.00

Lunedì 18 settembre 2006, dalle ore 9.00
Lunedì 25 settembre 2006, dalle ore 9.00

Lunedì 19 febbraio 2007, dalle ore 9.00

[articolo inserito il 21-02-2006]

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