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Sport 104

Il programma sportivo a cura della Polisportiva Fuoric'entro ogni martedì dalle 15:35 alle 16:10, subito dopo il GR di Radio Popolare. In studio: Paolo Zigante voce storica delle radiocronache della Triestina Calcio, Fabrizio Nangano e Raffaele Dovenna.

 

Sport 104”: la Polisportiva Fuoric’entro conquista l’etere

fuoric

Dai primi esperimenti di Tesla e Marconi di fine Ottocento alle moderne emittenti web, la radio si è sviluppata superando ostacoli insormontabili, realizzando l’impossibile e affermandosi probabilmente come il mezzo di comunicazione di massa più importante, prima forse della stessa sua concorrente numero uno, la televisione. Del mezzo radiofonico quest’ultima infatti non possiede né la radicata e popolare importanza storica né la malleabilità di poter essere portata e ascoltata ovunque. Il fascino della radio, come quello dei libri, è di lasciare spazio alla fantasia delle immagini che si nascondono dietro dialoghi e parole, di avere ancora il pregio di non soffocarla con una maggior definizione ma di far sì che sia anche l’ascoltatore, o il lettore, a prendere parte attiva al network o al racconto. Piccola realtà, all’inizio, la radio è cresciuta faticosamente dal nulla ed è sopravvissuta rigenerandosi con duttilità nelle sue molteplici forme e adattandosi alle situazioni dall’omologazione del fascismo alla proliferazione delle radio libere, da un ambiente esterno fortemente soffocante e vincolante (che imponeva l’esistenza di un’unica radio controllata dal regime) ad un altro più tollerante (che ha favorito la nascita di centinaia di piccole radio libere). Da uno stato all’altro, dalla BBC alla Rai si è diffusa in tutto il mondo come mezzo utilissimo e indispensabile di informazione e di divulgazione.

Le radio libere, in particolare, sono nate negli anni Sessanta inizialmente come radio “pirata” e poi legalizzate da un decreto che proclamava anticostituzionale il monopolio della Rai e affermava la libera concorrenza. Le radio libere così sono andate moltiplicandosi perché erano facili da mettere in piedi e bastava pochissimo per crearne una: un cavo, un’antenna, un ripetitore e un mixer erano sufficienti per poter cominciare a trasmettere. Erano dei veri e propri diffusori di musica e di idee, riflesso e respiro di quel vento di democrazia e libertà che ha attraversato gli anni Settanta. Attraverso le radio libere potevano finalmente arrivare alla gente quei poeti della canzone, come Fabrizio de André, che prima non potevano venire trasmessi in versione integrale e che scrivevano testi sugli emarginati, fornendo a questi ultimi un veicolo di espressione.

A Trieste, in uno degli edifici di quelli che una volta erano i padiglioni dell’ospedale psichiatrico, al fondo di un corridoio, c’è una piccola grande radio, diretta discendente delle radio libere degli anni Settanta, che mai si stanca di dar voce a chi forse vive un po’ discosto, lontano dai grandi circuiti commerciali, dal fascino delle apparenze, a chi non si trova né ritrova rappresentato nella cultura “ufficiale”, ma scopre che il mondo è diverso da quello che sembra. Radio Fragola, nata nel 1984, propone nel suo palinsesto un programma di sport, Sport 104, che prende il nome dalle frequenze su cui la radio è trasmessa e che vedrà per svariate settimane ospite la Polisportiva Fuoric’entro con tre diretti testimoni della sua attività. Raffaele, Paolo e Fabrizio daranno vita ad un programma di sport che sarà certo pimpante e che attrarrà l’interesse, non solo degli “addetti ai lavori”, che con la Polisportiva hanno direttamente a che fare, ma sicuramente anche di quegli “esterni” che guardano con interesse a questa nuova realtà. La trasmissione avrà lo scopo certo di divertire e divertirsi, ma anche di sensibilizzare le persone sul tema dell’integrazione sociale attraverso lo sport e di tutto ciò che ruota attorno ad esso.

Francesco Ledovini

[articolo inserito il 23-03-2009]

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