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Tutti, dunque nessuno.

1.o dicembre 2006, giornata mondiale per la lotta all'AIDS

 

Volantino dell'vento organizzato da Duemilauno Agenzia Sociale per il 1.o dicembre 2006, giornata mondiale per la lotta all'AIDSTutti, dunque nessuno. E' questo il titolo dell'evento multimediale che Duemilauno Agenzia Sociale, assieme al Dipartimento delle Dipendenze e il Distretto Sanitario n.2 dell'ASS n. 1 Triestina, all'Associazione di Cittadini e Familiari per la prevenzione e la lotta alla tossicodipendenza, l'Istituto d'Arte E.Nordio, organizza a Trieste il primo dicembre 2006. Si tratta di una festival artistico-multimediale aperto alla partecipazione di opere video, pittoriche, installazioni e performances ad opera di giovani artisti aperto alla partecipazione del pubblico presso la sede di Microarea Cittavecchia in via del Pane n. 6 a Trieste, dal 1° al 3 dicembre con orario 10/13 e 16/20.

Ulteriori informazioni e/o contatti:
Lilly Zumbo 3351389653 o Sergio Serra 3357809282

 

Primodicembre 2006

Il primo dicembre, come ogni anno, è la giornata mondiale per la lotta all'AIDS. Duemilauno Agenzia Sociale, cooperativa sociale da 15 anni impegnata nel sostegno di persone affette da HIV-AIDS, vuole celebrare quel giorno cercando di rinnovare l'attenzione su un tema che appare ormai svaporato dalla carta patinata e dagli schermi televisivi, dissolto dai comuni allarmi sociali ciclicamente sostituiti, riparati, ripristinati. Si parla di cifre enormi e sconcertanti di soggetti infetti, soprattutto bambini, perlopiù collocate in paesi poverissimi e lontanissimi nel Sud del mondo, contribuendo ad un effetto "long acting" di distanza, geografica e culturale, sempre maggiore dal problema. Ma l'AIDS è una problematica complessa che deve essere affrontata tenendo conto di quella complessità. Bisogna dunque porre l'attenzione sulla persona affetta e il suo contesto sociale, dato che le statistiche sanitarie, nel nostro paese e nell'intera Unione Europea, non parlano certo di un recesso significativo di questo male. Che cosa ci ha fatto dunque esiliare l'AIDS in Africa e ora anche nell'Asia meridionale? Per molto tempo é stato immediato definire le note categorie a rischio: tossicodipendenti e omosessuali. Gruppi di persone già colpite da altre forme di stigma sociale, perciò facilmente raggiungibili, additabili. Negli ultimi anni proprio in questi gruppi si è registrata una notevole diminuzione delle infezioni, sia per una effettiva presa di coscienza, sia per la messa in atto di semplicissime forme di profilassi. Eppure la infezione da virus HIV continua, mutevole e mutante, a difondersi. Chi sono dunque i nuovi soggetti a rischio? Quali saranno le nuove categorie da controllare per continuare la lotta alla "piaga sociale"? La risposta non c'è, o meglio dovrebbe essere: - Tutte le persone, indipendentemente dalla "normalità" del loro stile di vita, che non si ritengono esposte al rischio di infezione, dunque non esercitano il loro diritto/dovere alla salute, propria ed altrui, informandosi e proteggendosi dall'AIDS.

[articolo inserito il 23-11-2006]

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