Eventi - Iniziative dal Parco di San Giovanni
«E'
un evento... Questo libro è un oggetto che raccoglie emozioni,
storie, sofferenze di un periodo importante per la storia di Trieste.
Viene fuori da rapporti semplici e da rapporti personali. [...]»
Dal 23 giugno al 7 luglio rimarrà aperta al pubblico nel
parco di San Giovanni la mostra fotografica "Viola - Cronache
dal manicomio negato" con le più belle immagini dal
1971 al 1980, tratte dall'archivio del giornalista Claudio Ernè.
Il libro fotografico "Vìola - Cronache dal manicomio
negato" è in vendita presso la Libreria Fenice di
Trieste. Per informazioni è possibile inviare una e-mail
a: contatto@emmeemme.info
Cultura: Antonaz presenta il libro
fotografico sulla Riforma di Basaglia
TRIESTE
- Un libro ed una mostra ricorderanno i momenti forti della riforma
di Franco Basaglia, un'epopea che ha avuto il suo corso in un
periodo storico particolare e particolarmente adatto a comprendere
la proposta di una società senza manicomi. Il libro, 'un
documento che fa venire i brividi' come ha detto l'architetto
Luciano Celli autore del progetto della mostra, è stato
presentato oggi dall'assessore regionale alla Cultura Roberto
Antonaz e contiene un'esplicita, emozionante ed interessantissima
raccolta di fotografie di Claudio Ernè, giornalista e fotografo
che documentò con occhio di cronista il prima, il durante
ed il dopo di quello che egli stesso ha definito un 'passaggio
epocale'. "Se infatti le prime foto rendono perfettamente
la tristezza e la chiusura che caratterizzano il manicomio - ha
rilevato l'assessore - man mano che si va avanti esse mettono
in evidenza un dopo fatto di libertà e guarigione".
Antonaz,
che ha ribadito oggi la sua soddisfazione per "l'accostamento
che nel mondo si fa del Friuli Venezia Giulia all'esperienza di
Basaglia e della sua equipe piuttosto che alla base di Aviano",
ha confermato la volontà dell'attuale Governo regionale
di valorizzare la figura del grande psichiatra veneziano cui si
deve l'introduzione in Italia della legge 180 e la chiusura dei
manicomi.
Da
ciò il contributo dato dalla Regione alla realizzazione
del Libro 'Viola' (edito dallo studio 'emme&emme') e della
mostra 'Viola, cronache dal manicomio violato' e l'appoggio promesso
da Antonaz a sostegno di iniziative che mantengano viva la memoria
di Basaglia e dell'impronta indelebile ch'egli ha lasciato sul
concetto stesso di malattia mentale nel nostro Paese. Prima il
manicomio di Gorizia, di cui assunse la direzione nel 61, poi
quello di Trieste, che diresse dal '71 al '79, furono il laboratorio
in cui trovarono applicazione le sue idee, prima tra tutte quella
che 'i pazienti dovevano essere trattati come uomini, uomini in
crisi, certo: una crisi esistenziale, sociale, familiare, che
però non era più malattia o diversità'. Di
quest'esperienza rimane, ha confermato Giuseppe Dell'Acqua, responsabile
del dipartimento di Salute Mentale della ASS n.1 Triestina che
con Basaglia condivise gli anni ruggenti della riforma, una gran
mole di documenti e fotografie, un archivio da portare alla luce,
da conservare e valorizzare. Un primo passo è stato fatto
con il libro e la mostra di Ernè, che durerà due
settimane e sarà aperta al pubblico giovedì 23 giugno
in occasione dell'inaugurazione, nel comprensorio di San Giovanni,
di un nuova struttura dell'ASS Triestina.
(ARC/Luciana Versi Zambonelli - 21/06/2005)
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[foto di Massimo Cetin] |
[foto di Giovanni Montenero] |
[foto di Giovanni Montenero] |
Emozioni, storie, sofferenze
Peppe Dell'Acqua, direttore del DSM di Trieste, ha commentato:
«E' un evento... Questo libro è un oggetto
che raccoglie emozioni, storie, sofferenze di un periodo importante
per la storia di Trieste. Viene fuori da rapporti semplici e da
rapporti personali. Sapevo da tempo che Claudio Ernè possedeva
un congruo archivio fotografico degli anni di Basaglia all'OPP,
più volte gli ho chiesto di metterlo a posto e la prima
occasione è stata nel 1998 con la “Comunità
Possibile” di Franco Basaglia. Viola raccoglie la vita che
Claudio, io stesso e tanti altri abbiamo vissuto a San Giovanni.
Il momento di un grande sogno e queste immagini ne restituiscono
la testimonianza. Vedere quanto è possibile cambiare e
quanto c'è ancora da mettere in campo: libertà,
dignità, diritti, possibilità di vita. Questo libro
– mia personale impressione – è un momento
delicato di questa storia. Coglie il momento del cambiamento mentre
sta succedendo. Rimette in gioco tutto ciò che è
stato negato.»
Il percorso di Basaglia a Trieste
Una collina con i cancelli aperti. San Giovanni, l'ex opp oggi.
Da quei cancelli, quelle barricate che dividevano dal 1907 l'ospedale
psichiatrico dal resto del mondo, hanno iniziato ad aprirsi le
prime fessure che lasciavano intravvedere la città, Trieste,
la libertà, la normalità, nel 1971 anno in cui Franco
Basaglia assume la direzione del manicomio. Un'inversione di rotta
che ha segnato la storia della psichiatria e che ha costruito
per i "folli", i "matti",un ponte verso quello
che la malattia mentale gli aveva inevitabilmente tolto: la dignità.
Un percorso, quello intrapreso da Basaglia, verso quella che veniva
considerata ancora da pochi una conquista. Un percorso conservato
nei ricordi e nell'anima di Claudio Erné e documentato
passo passo attraverso il suo obbiettivo fotografico. Una presa
di coscienza la sua, un' intuizione, che quello che stava
accadendo in quegli anni sarebbe diventato storia. E per i "fuori
di testa" un riassaporare i piccoli piaceri che talvolta
la vita regala. Le feste, il ballo, avere i capelli ben tagliati,
un caffè preso al bar, i vestiti, una sigaretta. Un'esperienza
raccontata oggi dallo stesso giornalista nel libro edito da emme&emme
"Viola cronache dal manicomio negato". Foto in bianco
e nero, che inevitabilmente catturano, accopagnate da storie,
racconti di vita. La vita di Anna, Rossana, Mario, Roberto, Giordano.
Ljubo sul motorino, Giampiero e le sue scarpette rosse, Rosina
e la sua amica a passeggio nel parco e ancora Rosina che suona
l'armonica. Dolore, stupore, rabbia, sconcerto, sensazioni,
emozioni che regalano al lettore un filmato preciso, dettagliato
di quello che in quegli anni accadeva nei padiglioni dell'opp.
H, B, Corea, Q. Semplici sigle. Gabbie, contenitori, recinti che
i manicomi riservavano ai "matti" e che Basaglia ha
tentato di trasformare in ambienti intrisi di normalità,
comprensione e umanità. "Ho sei anni e mio padre mi
tiene per mano mentre saliamo la collina di San Giovanni".
Questo il primo ricordo che Erné associa al manicomio.
Una straordinaria carrellata di sensazioni, di pugni nello stomaco,
di delicate descrizioni, aperta e chiusa con un pensiero rivolto
proprio al padre, ritratto in una piccola foto, geometra che ha
lavorato alla costruzione e al restauro di quei padiglioni.
"Viola, cronache dal matrimonio negato" esce a venticinque
anni dalla morte di Franco Basaglia. Dal libro di Erné,
realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale
di Trieste, con l'Azienda per i Servizi Sanitari e con il
contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, è stata
tratta anche una mostra fotografica. Curata nell'allestimento
dall'architetto Luciano Celli, l'esposizione si articola
tra i padiglioni dell'ex opp. Un viaggio tra passato e presente,
tra negazione e rinascita visitabile fino al 7 luglio.
[articolo inserito il 20-06-2005]
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