Editoriali
13
maggio 1978 - 2008
Quel 13 maggio 1978 ha cambiato il corso di milioni vite.
E’ accaduto che i malati di mente sono riemersi alla cittadinanza,
sono diventati persone.
Quegli uomini e quelle donne per secoli avevano scontato la loro
sofferenza, la loro diversità con l’internamento,
con l’annullamento, con la sottrazione del diritto allo
sguardo e alla parola.
Le persone con disturbo mentale sono, oggi, cittadini. Lo erano
anche prima, ma di un’altra serie. Inutile e infelice.
Oggi queste persone sono finalmente persone come tutte le altre
che pretendono di essere utili e felici.
Persone la cui dignità e il cui valore devono costituire
un limite invalicabile per l’operato delle organizzazioni,
delle tecniche, delle amministrazioni, delle politiche che si
dicono democratiche. Di noi tutti che ci diciamo e vogliamo essere
cittadini della democrazia.
Per questo oggi, la salute mentale appare come questione pubblica,
etica, politica e culturale insieme. In questa scena siamo tutti
in gioco: persone che vivono o hanno vissuto l’esperienza,
operatori dei servizi, cooperatori, associazioni, amministratori
sindacalisti, insegnanti, studenti, giornalisti, artisti e cittadini.
[articolo inserito il mese
di giugno 2008]
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