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* Editoriali

disegno di Ugo PierriLa comunicazione è terapeutica

 

"Ci avete insegnato il coraggio
di pensare una società senza manicomi".

Lula da Silva, Presidente del Brasile

Onda lunga che scrolla brefotrofi, istituti minorili, scuole speciali. Quanto c'è ancora da scrollarsi di dosso, nella sanità, nel "sociale", negli istituti di pena, nelle "case di riposo", nel manicomio del mondo?

Franco Rotelli, Direttore Generale ASS 1 - Triestina

Trentacinque anni fa iniziava a Trieste un evento che ha segnato la vita di milioni di persone: la fine del manicomio. Con Franco Basaglia e il gruppo di lavoro che intorno a lui si era creato, si apre per le persone con disturbo mentale una grande, inimmaginabile possibilità. Al centro del lavoro di Basaglia non è più la malattia e le infinite, dolorose sottrazioni che questa comporta, ma la persona. Le infinite, possibili, concrete risorse che ogni persona, quand'anche malata, porta in sé in quanto semplicemente viva. Scoprire, o meglio, riscoprire, valorizzare, amplificare, impiegare queste risorse sarà, da quel momento in poi, il motivo su cui fondare una nuova e rivoluzionaria psichiatria, che non potrà mai più prescindere dagli ambiti vitali nei quali una vita umana si muove, si alimenta e si sviluppa creando valore e stabilendo per sé un senso, un ruolo, un'identità.

Da qui in poi niente sarà più come prima. Sperare, immaginare, volere, fare, avere, scambiare, relazionarsi - in una parola – essere, sarà questa la via per la guarigione. E' la svolta. Un cambiamento che dal superamento dell'istituzione totale del manicomio e della psichiatria così come veniva praticata fino allora, porterà in Italia alla Legge 180 e alla riforma psichiatrica, ovvero la graduale costruzione di un'alternativa di cura e di vita che stravolge, cambiandone totalmente contenuti e parametri, una cultura, un modo di intendere e di ricercare la salute e il diritto alla stessa.

Si tratta di un'esperienza unica e assolutamente innovativa, faticosamente e caparbiamente perseguita fino a diventare un modello cardine per la promozione della salute mentale nel mondo. L'esperienza triestina già dal 1970 è stata designata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) "città pilota" (WHO Pilot Area) per l'Italia in Europa nella ricerca che avrebbe portato alla fine del manicomio. Negli ultimi decenni, il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) di Trieste, in qualità di Centro collaboratore OMS (WHO collaborating Centre for research and training in mental health and lead collaborating for services development in Europe), ha partecipato e dato vita a numerosi progetti di cooperazione e collaborazione internazionali nel campo della salute mentale. E nel 2001, sempre l'OMS, indica la chiusura del manicomio avvenuta in Italia grazie alla legge 180 come "uno dei pochi eventi innovativi nel campo della psichiatria su scala mondiale".

E' ormai certo che il nostro è il tempo delle rivoluzioni morbide, dove il potere duro delle armi e della violenza, calde e fredde, dovrà essere sostituito con quello morbido del dialogo, della cultura, delle leggi, dei diritti umani, dell'informazione, della comunicazione; delle battaglie fatte e vinte a suon di parole.

Il lavoro scientifico iniziato da Basaglia sulla natura della malattia mentale e delle istituzioni, non soltanto si inserisce in questa nuova e necessaria onda, ma ne è uno dei precursori più esemplari. La vita di chi apre una strada contro la corrente non è mai stata né sarà mai una vita facile; per questo chi viene dopo ha il compito non solo di raccoglierne l'eredità, ma quello ancor più arduo e laborioso di farla sua, promuovendola, divulgandola, utilizzandola, mostrandone il valore pratico e universale. Attuare un cambiamento vuol dire comunicarlo, trasmetterlo, consegnarlo al mondo. E se "la libertà è terapeutica" come 35 anni fa si scriveva sui muri del manicomio di Trieste, altrettanto terapeutica è la comunicazione della libertà.

I manicomi sono finiti, la normalità, la libertà, per tutti, è iniziata. Continuarla e continuare significa comunicare. E' qui che incomincia il secondo tempo della svolta promossa da Franco Basaglia; di questo tempo noi vogliamo e dobbiamo essere testimoni e attori.

E' con questo spirito che il DSM di Trieste intende partecipare alla prima Fiera dell'Editoria Scientifica su suolo locale, lo spirito che vogliamo comunicare alle generazioni future. E che i giovani ce lo stiano chiedendo è ormai una realtà, l'ultimo Festival di Sanremo lo ha ampiamente confermato.

L'importanza di comunicare il senso dell'esperienza basagliana ha già dato luogo negli ultimi anni a numerosi eventi divulgativi e a scambi fruttuosi con diversi enti e istituzioni scientifiche e culturali sia italiane che straniere, non ultima la Scuola Internazionale Studi Superiori Avanzati (SISSA) di Trieste, nel cui "Master in Comunicazione della Scienza" operatori del DSM esercitano attività di insegnamento. La collaborazione si è arricchita anche di un lavoro in comune per la costruzione di un archivio della memoria vivente, che potesse raccogliere le voci di coloro che avevano vissuto gli anni del manicomio, medici, infermieri, assistenti sociali o anche cittadini testimoni della fine dell'internamento.

Questo lavoro ha dato origine a un più ambizioso progetto sugli Archivi Generali della Deistituzionalizzazione, organizzato dal DSM e sostenuto dall'Azienda per i Servizi Sanitari (ASS) n. 1 di Trieste, che verrà presentato per la prima volta al pubblico nell'ambito del FEST e che punta a raccogliere, catalogare e preservare le produzioni testuali, fotografiche, filmiche e plastiche – sia di carattere scientifico e giornalistico sia di carattere artistico – realizzate sul tema in questi anni.

Mario Colucci
psichiatra, CSM Domio

Kenka Lekovich
giornalista, comunicazione sociale DSM

Peppe Dell'Acqua
psichiatra, Direttore DSM Trieste

[articolo inserito il mese di maggio 2007]

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