Editoriali
(da
"Quando gli psicofarmaci bisogna proprio prenderli (?) -
Manuale per fornire informazioni utili alle persone che vivono
l'esperienza del disturbo mentale e ai loro familiari" a
cura del Dipartimento di Salute Mentale dell'ASS n. 1 Triestina)
Quando gli psicofarmaci bisogna proprio prenderli (?)
A L ..L E T T O R E
Ho letto con molto interesse e partecipazione questo manuale.
Ho iniziato dalla parte terza, quella che esplicitamente parla
dei farmaci, perché mi sembra che questo sia un discorso
particolarmente impegnativo: penso infatti che un rapporto di
"equilibrio" rispetto all'assunzione di farmaci, dei
farmaci specificatamente mirati alla salute psico - fisica, o
psichica tout court, risulti difficile da praticare.
Spesso le persone sono portate a negare il malessere, quindi a
rifiutare l'aiuto dei farmaci, altre volte la dipendenza crea
un bisogno continuo, eccessivo, di medicine.
Credo che molte persone possono capire e imparare molte cose dalla
descrizione semplice, pulita, onesta, e corretta e scientifica,
che si diffonde sui principi attivi di farmaci, magari conosciuti
per nome, e per questo temuti o abusati.
Mi sembra che a tutto il discorso sia sottesa l'idea che le medicine
si devono usare con attenzione, sotto il controllo medico, e questo
tanto più se si conoscono i loro benefici, che non escludono
eventuali controindicazioni.
La consapevolezza della propria salute, di fare qualcosa di positivo
per sé stessi assumendo anche farmaci, mi sembra utile,
quando passa attraverso la conoscenza e l'apprendimento.
Dalla terza parte sono risalita subito, spinta da un reale bisogno
di capire, alla prima parte e alle pagine di apertura del lavoro.
E a questo punto consiglio la lettura proprio dall'inizio, perché
solo così si capiscono realmente l'approccio generale e
gli obiettivi del lavoro nel suo insieme.
Mi sembra di poter dire che tutto il discorso punta a costruire
un approccio di collaborazione con il medico, approccio finalizzato
a servirsi di "mezzi" diversi per raggiungere l'obiettivo
"ben - essere". La responsabilità è assunta
tanto dai medici dei Centri di salute mentale, quanto dalle persone,
che anche con medicine, ma non solo, possono raggiungere uno stato
di guarigione.
La guarigione psichica può essere una condizione di vita
che dura per periodi più o meno lunghi o anche per sempre,
ed è un traguardo che può essere raggiunto, non
un'utopia: questi concetti, schematicamente enunciati, comunque
sono sottesi a tutto il lavoro e costituiscono le idee più
avanzate nella psichiatria, oggi.
Il buon uso di farmaci, di psico - farmaci, può rappresentare
anche una possibilità, a volte indispensabile, per stare
meglio, per stare bene.
Anche il capire i "nomi" delle diverse patologie, ed
il loro andamento, mi sembra un esercizio utile e democratico,
quando si rivolge a persone, in modo chiaro, in modo comprensibile.
Il riuscire a "capire" costituisce già una parte
del complesso percorso delle diverse esperienze di vita, soprattutto
di quelle più difficili e/o dolorose.
È la speranza che ci deve indirizzare, partendo anche da
un testo che esclude le frasi ad effetto, ma invece si avvicina
con concretezza ai possibili lettori e fruitori.
Silva Bon
Silva Bon, presidente dell'Associazione culturale "Luna
e L'altra", ha partecipato alla rilettura dei materiali contenuti
in questo manuale come hanno fatto alcuni componenti dell'Associazione
Polisportiva "Fuoric'entro", dell'Associazione di volontariato
ed autoaiuto "Club Zyp", dell'Associazione Familiari
Sofferenti Psichici "A.Fa.So.P".
Hanno contribuito ad una migliore definizione degli argomenti
alcuni infermieri professionali che operano nel DSM.
[articolo inserito il mese
di febbraio 2007]
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