Editoriali
Uno
scrittore racconta il Forum...
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L'autore delle foto è Andrea Clarot.
Prima dell'apertura dei lavori, si aggira per la sala un timore.
Quanti
verranno? Il Forum nazionale non prevede cartoline precetto, punti
premio, rigorosa organizzazione, acceso proselitismo, ricchi premi
e cotillons. Quanti verranno?
La risposta è: tante e tanti, da tutt'Italia, più
del previsto.
La parlamentare Rosi Bindi ha un nome da cantante confidenziale
ma gli impegni che prende sono precisi e solenni: il programma
del centro-sinistra per le elezioni di aprile non dimenticherà
la salute mentale, ma le dedicherà una parte significativa.
Con lei Maura Cossutta. Il superamento degli ospedali psichiatrici
giudiziari, il netto rifiuto della contenzione, il ribadito no
all'elettroshock, l'impiego di risorse finanziarie e politiche
adeguate, la centralità della questione salute. La Del
Giudice racconta com'è cresciuto, il Forum , dal momento
in cui mosse i suoi primi passi organizzativi. Racconta dell'incontro
recente di Bari, di quanto da quelle giornate si è messo
in moto. Si stupisce per come il Forum nel corso di pochi anni
ha saputo conquistarsi credibilità e capacità di
farsi ascoltare, come si sta sempre più allargando oltre
gli operatori e i familiari, i volontari e le persone con disturbo
mentale, interessando anche i cittadini non direttamente coinvolti.
Luigi Benevelli entra nel merito dei lavori milanesi con una poderosa
relazione, analitica e puntuale sulla situazione della sanità
in Lombardia. Un sistema sanitario frammentato che riduce pericolosamente
il diritto dei cittadini. E' un esempio che il popolo del forum
vuole cercare di tenere sempre presente.
Un familiare dell' Emilia Romagna, sulla sessantina: "La
proposta che troppi fanno di aumentare i posti letto è
facile facile e dà risposte altrettanto facili, comprensibili
da tutti. Noi non possiamo rispondere solo con enunciazioni di
principio"
Nel dibattito, cinque minuti a testa e un paio di volte ci accende
un battibecco tra la presidenza e chi ha superato il tempo concesso,
un vincolo che alcuni sopportano a stento, tanta è l'urgenza
delle cose da dire.
Il tema che più ritorna: uno psichiatra lo definisce la
discrasia tra i principi e le pratiche. Un familiare lo chiama
un tiro alla fune e la fune sono le persone. Eppure è la
stessa cosa, descritta con due linguaggi diversi e convergenti.
"Il Forum ormai è consolidato, importante e democratico"
dice una familiare. "Ma adesso come andiamo avanti?"
Pian piano nei tre giorni arrivano anche le proposte forti, un
ventaglio di risposte.
"Noi familiari siamo troppo soli, nella nostra lotta non
siamo sostenuti. Il Forum deve impegnarsi per i progetti obiettivo:
diritti esigibili e partecipazione, che non sia unicamente il
volontariato ma anche il controllo" replica un'altra mamma.
"Sembra che esistano solo due poli: i servizi e gli utenti"
insiste un padre "manca quasi del tutto il ruolo della cittadinanza
attiva"
Clara Sereni viene dall'Umbria e racconta della propria esperienza
con la Città del Sole, un'associazione. "Ci occupiamo
soprattutto degli adolescenti, dei ragazzi del muretto. Abbiamo
formato dei club, con un operatore non addetto ai servizi. I ragazzi
più difficili vanno ad aiutare facendo pulizie od altri
lavori. In questo modo loro si inseriscono in un ambiente cosiddetto
normale e i finanziamenti al progetto arrivano a un circolo per
adolescenti e non un luogo di malattia. Poi abbiamo aperto degli
alloggi per studenti, che ospitano due giovani con problemi abitativi
e uno con un disagio mentale. Noi coordiniamo e i costi sono inferiori
a quelli degli appartamenti protetti. Insomma è possibile
dare risposte concrete a costi inferiori e in contesti normalizzanti.
L'obiettivo è ridurre il più possibile la sanitarizzazione
del disagio"
Un'operatrice: "I centri di salute mentale aperti 24 ore
su 24, la centralità della persona e la continuità
dell'equipe. Certo, è un processo di allargamento, difficile,
soggetto a tempeste, a stop, a passi indietro. Ma perché
questa costruzione di servizi 24 su 24 a misura di persona creano
così tante resistenze? Sono i saperi che non vogliono mettersi
in gioco nè contaminarsi abbattendo le barriere, è
la paura della sfida della notte senza la protezione delle mura
ospedaliere, è la paura della complessità del disagio,
è l'adagiarsi sul riduzionismo delle spiegazioni facili
e meccaniche"
Un operatore: "Non dobbiamo accontentarci e adagiarci. Al
contrario, dobbiamo sempre sperimentare e riposizionarci rispetto
ai problemi e alle persone"
Una mamma: "Il tempo e la rapidità. E' un problema
centrale: si corre troppo per i tempi della vita"
Un familiare: "Gli antichi greci parlavano di etos e di nomos,
l'intreccio di etica e di norma. L'ananke, lo stato di necessità,
consente di forzare questa sintesi? Ancora adesso, dopo duemilacinquecento
anni, siamo allo stesso dilemma. La risposta è che dignità
della persona è un valore non negoziabile. La lesione alla
dignità umana non è mai giustificata dallo stato
di necessità"
Un infermiere: "E' importante che tutti trovino delle ancore
a cui agganciarsi. Parole, frasi, episodi emblematici che diano
senso alla nostra lotta"
Una mamma: "Spesso sembra che chi soffre per un disturbo
mentale e ha bisogno di aiuto abbia una qualche colpa da scontare"
Un' infermiera: "Al centro di tutto metto la cura come presa
in carico dell'altro, inteso come persona singolare"
Io per tre giorni ho staccato la spina di questa orribile campagna
elettorale fatta di menzogne e di ossessiva e compulsiva presenza
televisiva. Ho cambiato canale e mi sono sintonizzato nella politica
vera, nei problemi veri di persone vere.
Narrazioni
che diventano testimonianze. Ecco Davide di Trieste che racconta
la sua storia di dolore, quando la fine di un amore lo portò
verso il disturbo mentale e l'intervento dei servizi lo accompagnò
verso la rimonta. Alla fine del suo intervento tutti lo applaudono
a lungo.
Qui al Forum gli applausi non sono un rito formale, ma un modo
per accogliere la persona che sta parlando.
Una donna rievoca il disagio di quando cambiava continuamente
telefonino, cercando i modelli più nuovi e aggiornati.
"E' la stessa cosa che fanno i ricchi quando cambiano auto
o pelliccia. Se non è malato uno che ha sette ville perché
dovrei esserlo io, che mi piacciono i cellulari?"
Madia Marangi di Martina Franca ritorna con il ricordo al colloquio
con una psichiatra che, aveva saputo, era malata di tumore: "Non
posso parlarti di me, se tu stai così" Ma la dottoressa
le rispose: "Il tuo dolore è grande quanto il mio,
anche se non si può né vedere con gli occhi né
toccare con la mano" E allora, conclude Madia: "Noi
sottovalutiamo troppo spesso gli altri e la loro capacità
di accoglienza"
La maggioranza dei partecipanti al Forum è fatta da donne,
come ogni volta che si fa politica vera. Si mescolano profumi
vanigliati troppo dolci e freschi odori agrumati, qualche scarpa
con tacchi lati e lunghe punte alla moda ma tantissime scarpe
basse e comode, molti capelli corti oppure tenuti da un fermaglio.
Donne belle perché non fanno nulla per sembrarlo, nulla
di diverso dall'essere se stesse.
Parla ancora Madia, e mentre lo fa non si sente volare una mosca,
le scappa un lapsus molto bello: "Non servono modelli calati
dall'altro…volevo dire alto"
Un' infermiera: "Io non incontro mai modelli ma sempre persone"
Una donna: "Gli operatori devono essere formati in modo adeguato
e stare vicini alle persone. Se non sono disposti a farlo…che
cambino mestiere"
Qualche rapida puntata al bar della Camera del Lavoro che ospita
il Forum: un veloce caffè.
Francesco Maisto è sostituto procuratore generale al Tribunale
di Milano. Ha un accento napoletano che aggiunge ironico e appassionato
scetticismo alle sue parole: "In Italia ci sono 61.000 detenuti,
16.000 dei quali con un disturbo mentale. Esiste il processo per
i poveri e il processo per i ricchi, il carcere è spesso
detenzione sociale, persone che dovrebbero stare altrove. Quando
c'è un drammatico scarto tra l'essere e il dover essere,
si fanno passi per colmare questo divario. Ebbene, adesso le leggi
per la salute mentale sono scritte e sono precise. Non applicarle
significa letteralmente evasione dalla legalità"
"Dobbiamo riaccendere lo scandalo!" grida una madre.
Franca Caffa è una signora piccola ed energica, che vive
e svolge il suo lavoro politico nella periferia milanese, accusa
con forza il degrado ambientale. "Siamo abbandonati a noi
stessi, proliferano il disagio, la delinquenza, la droga. Da anni
protestiamo eppure le amministrazioni comunali non hanno fatto
nulla"
Un volontario: "La finanziaria 2006 del governo prevede diciotto
euro di spese sociali per ogni cittadino. Ma ne stanzia quattrocentoquaranta,
sempre pro capite, per l'acquisto di undici aerei caccia. Non
si poteva destinarli ad altre spese?"
Mi dice Gary Belkin psichiatra americano vice direttore del Bellevue
Hospitall di NY: "Magari negli USA avessimo un Forum così
e associazioni dei familiari fatte in questo modo. Da noi si occupano
solo dei farmaci"
Un ragazzo con la barba, di una cooperativa sociale: "Tra
i servizi e le cooperative deve esserci uno scambio continuo e
reciproco. Con due obiettivi centrali: la cura e la tutela dei
diritti, ma anche l'autonomia vera delle persone"
Al sabato, il bar della CGIL è chiuso.
Sale sul palco Roberto Colapietro . E' presidente di una cooperativa
sociale. Racconta la storia di Franco, che è stato male,
poi conclude: "Qualcuno si chiede se adesso Franco è
guarito. Ma è importante altro, avergli offerto un percorso
di vita. Chiudo con le parole che cito a memoria di Franco Basaglia.
Molto abbiamo fatto e molto ancora c'è da fare. Ci riusciremo.
Se avremo la forza e la furia dei matti"
Ogni tanto negli interventi serpeggiano polemiche sotterranee,
antiche ruggini, schermaglie di retroguardia. Questa è
l'impressione che mi dà uno psichiatra del Trentino, che
parla e si riferisce a Psichiatria Democratica , a storie di fallimenti,
alleanze e altro. Dopo un po' fatico a seguirlo, mi sembra un
discorso astratto e sterile.
Ci sono altri interventi inutili: il Forum è una piazza,
uno spazio aperto a tanti soggetti individuali e collettivi che
vogliono parlare ma il Forum ha anche scopi e finalità
concreti. Quelli che lo sanno meglio di tutti
sono gli utenti, come vengono chiamati con una definizione in
se e per se burocratica e asettica che però qui riesce
ad acquistare un sapore di autenticità.
Tra
gli uomini, pochissime cravatte. Molte barbe e baffi .
Tra i tre/quattrocento partecipanti, uomini e
donne, si mescolano tanti colori, rosso, arancione, blu, verde,
giallo, granata.
Un familiare: "Il Forum deve fotografare la realtà.
Documentare se c'è e dove c'è la neo-istituzionalizzazione.
Segnalarla e denunciarla"
I tre giorni milanesi sono anche un incrocio di accenti e di parlate
provenienti da ogni parte d'Italia.
Un signore sulla sessantina, robusto e barbuto, cura la parte
tecnica. Mi dice che stanno filmando tutti gli interventi e che,
dopo un montaggio, ne verrà tratto un cd-rom.
"Salute e sanità non sono la stessa cosa" ribadisce
un sindacalista. "La salute è un progetto ampio, non
si può ridurla a un semplice prodotto"
C'è una grande differenza: chi legge il proprio discorso,
chi parla a braccio, chi inizia leggendo e poi trascinato dall'urgenza
di dire abbandona il testo scritto.
Accoglienza è un termine che torna spesso, carica di significato,
di calore e di progettualità. Mi viene un brivido quando
penso a come svilirebbero questa parola i professionisti della
politica. Me la immagino in bocca a certi e prego che non diventi
mai un vuoto modo di dire.
Una mamma denuncia "la barbarie del tempo e delle sue scadenze,
che ci riduce tutti a oggetti"
Un infermiere, che è anche presidente di una cooperativa
sociale di tipo B: "Al piano di sopra ho visto la mostra
fotografica sui cento anni della CGIL. Da decenni, le parole d'ordine
sono emancipazione, potere, conflitto. Sono le stesse con cui
ci confrontiamo noi nel campo della salute mentale"
Un'infermiera: "E' un peccato che troppo spesso il sindacato
sia presente
solo durante i rinnovi contrattuali o le singole contrattazioni
aziendali e non nel vivo dei processi di trasformazione"
Un volontario: "Bisogna tornare a tanti anni fa e saldare
di nuovo la psichiatria con la cultura e l'arte"
Il socio di una cooperativa: "Il principale diritto delle
persone e dei cittadini è potersi occupare degli altri.
Ma quasi sempre questo diritto viene negato a chi ha un disturbo
o un disagio mentale"
Antonio Esposito fa il ricercatore alla facoltà di Filosofia
di Napoli e ha lavorato all'ospedale psichiatrico giudiziario
di Aversa. "Un giorno vidi che uno dei ricoverati si occupava
delle pecore. Come mai proprio lui?, chiesi al direttore. Ha forse
esperienza di pastorizia? No, mi rispose il direttore. Faceva
forse il contadino? Nemmeno. E allora perché proprio lui
si cura delle pecore? Il direttore mi diede una risposta assolutamente
emblematica dell'istituzione totale che cancella l'individualità
delle persone per incasellarla in categorie. Infatti mi rispose:
perché è sardo"
Anche Gisella Trincas è sarda, nuova presidente dell'UNASAM.
E' lei che parla per prima alla tavola rotonda dalla tarda mattina
di sabato: colpisce subito che sul palco ci siano sette donne
e due uomini.
Gisella attacca quelli che in questi mesi sfruttano il dolore
e le preoccupazioni dei familiari. Non per riorganizzare i servizi
attraverso le politiche regionali ma al contrario per mettere
pesantemente mano alla legge 180 e alle sue conquiste. "Intanto
le forme coercitive peggiorano e tornano a diffondersi. Troppi
servizi non funzionano, danno gli appuntamenti a distanza di un
mese, non rispondono alle chiamate. Questo aggrava le situazioni
di partenza, mentre intanto le persone potrebbero star meglio
già con la parola stessa. Ma ciò può avvenire
solo se davanti, meglio sarebbe al fianco, si ritrovano operatori
in grado di capire le loro parole, la loro espressione" Il
ruolo delle associazioni è decisivo: "Dobbiamo capire
la realtà e saper parlare con gli amici, ma anche con i
nemici. Sollecitando le regioni ad azioni concrete. Confrontandoci
con i direttori generali della aziende sanitarie per ottenere
buoni servizi per la salute mentale"
Franco Rotelli è direttore dell' Asl di Trieste. Descrive
la complessità della situazione e dice che "dobbiamo
prenderne atto, nel bene e nel male, e cercare di privilegiare
il bene. Bisogna impegnare i presidenti di regione nella costruzioni
di servizi adeguati e potenti, seri e organizzati democraticamente.
Ma questo è possibile e in fondo anche facile. L'economicità
della gestione è un obbligo ma non a prezzo del capitale
umano: ne pagherebbero le conseguenze i più deboli. La
soggettività degli operatori va recuperata e salvaguardata
se si vuole portare alla luce la soggettività degli utenti"
I partecipanti al Forum attendevano i politici al varco, attenti
a pesare ogni loro eventuale incertezza ed esitazione.
Doris Lomoro è l'assessore alla sanità in Calabria.
E' una donna molto energica. "Per anni sono stata sindaco,
sindaco di sinistra e vicina alle persone, ma ho firmato vari
tso. Ne ricordo uno in particolare, quello di un giovane che non
poteva credere che io, proprio io, avessi sottoscritto quel suo
trattamento obbligatorio. Ma il mio ruolo non si fermava alla
firma: cercavo di seguire tutto il percorso terapeutico. E allora
anche adesso, come assessore, voglio essere vicina alla gente.
E impegno su questo l'intera giunta. In Calabria la legge 180
è totalmente sconosciuta, la chiusura dei manicomi ha portato
ad altri manicomi, diversi, privati e forse per questo ancora
più inaccessibili. Faremo di tutto per cambiare le cose"
Gli applausi arrivano alla fine, ma anche durante l'intervento.
Applausi di sollievo e di fiducia.
Anche la Sardegna ha un assessore donna, Nerina Dirindin.Una professoressa
di economia sanitaria. E della professoressa il suo intervento
ha la precisione. "Dobbiamo avere l'umiltà e l'orgoglio
di copiare i modelli organizzativi là dove funzionano.
Facendoci accompagnare nel percorso di costruzione dei servizi
da chi è disposto a mettere in rete la propria esperienza.
Il Dipartimento di Trieste ci sta aiutando in questo cammino e
già si vedono i primi risultati"
Ezio Beltrame è assessore alla regione Friuli-Venezia Giulia.
"Non bastano le leggi: serve la politica con la sua capacità
di formare alleanze. Le regioni devono sostenere con forza, oltre
ai servizi territoriali, anche le cooperative sociali e le famiglie.
Noi abbiamo dato vita a un fondo e non abbiamo voluto chiamarlo
dell'autosufficienza, ma dell'autonomia possibile"
Betti Mura è l'assessore al sociale della regione Abruzzo.
Racconta il viluppo di interessi economici e corporativi contro
i quali ci si deve confrontare. "Ci scontriamo con poteri
forti e consolidati, ma ce la possiamo fare. Forza!"
Tiziana Valpiana, parlamentare di Rifondazione Comunista: "Questa
maggioranza di governo ha agito contro chi è in vario modo
diverso. Stigma, emarginazione, contenzione. Consegnando la gestione
di queste persone al lucro dei privati. Ma su alcune cose abbiamo
resistito, la bruttissima proposta di legge Burani-Procaccini
è stata fermata. Ma sappiamo che per tutte le leggi esistenti,
per la salute mentale come per ogni altra, è fondamentale
avere le risorse finanziarie. Su questo il nuovo governo dovrà
impegnarsi a fondo"
Rosanna Dettori è segretario della CGIL: "Il ruolo
pubblico nella salute è centrale e imprescindibile"
Poi parla anche della cooperazione sociale: "le regioni devono
finirla con lo sfruttamento delle cooperative. Basta con gli appalti
dati solo perché si spende di meno e si sfrutta di più"
Sono le 13.40, i partecipanti danno qualche segno di cedimento,
i treni e gli aerei incalzano.
Giuliano Scabia è uomo di teatro, tra i creatori di Marco
Cavallo, il cavallo azzurro, simbolo della fine dei manicomi.
"Cosa succede alle nostre menti quando ci facciamo esplodere
come kamikaze alle fermate degli autobus? O quando dal cielo buttiamo
ordigni di morte sulle città? Cosa resta da fare ai curatori
della parola, teatro e poesia? E ai curatori della mente, gli
operatori della salute mentale? Devono allearsi, ma per fare cosa?"
Peppe Dell'Acqua, direttore del Dsm di Trieste, tenta un' impossibile
sintesi: "Avevamo un programma fittissimo che poi in corso
d'opera è cresciuto via via e le repliche e gli approfondimenti
devono continuare a lungo. A Camaiore avevamo preso alcuni impegni.
Ricordate? Uno dei principali era promuovere l'intervento e la
partecipazione delle persone con disagio mentale. In questi tre
giorni, quindici o venti di loro hanno avuto la forza, il coraggio
e la capacità di parlare al Forum, di mettersi in gioco.
Un Forum che vive nella totale disorganizzazione ma che finora
ha prodotto voci e attività di spessore. Tanto, tantissimo
resta da fare. La formazione è uno dei punti cruciali e
allora vorremmo organizzare, e noi di Trieste ci mettiamo a disposizione,
una due giorni con i giovani operatori, per capire come intervenire
sulla formazione. Ma sarà importante continuare a confrontare
le esperienze di ogni singola realtà italiana , perché
adesso con la parola csm intendiamo cose diverse l'una dall'altra.
Invece il csm di Gorizia non è il cms di Cuneo o di Lecce,
però ognuno di noi quando dice csm pensa al proprio. E
allora dobbiamo scambiarci visite per capire ognuno la realtà
dell'altro. Senza mai tollerare le cattive pratiche. Ormai il
Forum ha dato spazio e visibilità ai singoli e ai collettivi,
i più diversi tra loro. Ma adesso? Come procedere? Ripetere
questi incontri? Con quali obiettivi?"
Giuliano Scabia passa un foglietto a Peppe, che lo legge, sorride
e poi lo scandisce al microfono. " Con le parole di Giuliano
possiamo salutarci:
Compito dei poeti come degli operatori è tenere in volo
amore dalle ali d'oro"
Luciano Comida
[articolo inserito il mese
di marzo 2006]
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