Editoriali
Forum
Salute Mentale
Non avremmo voluto riparlare ancora della Legge 180, ma il recente
intervento del ministro Storace ci costringe. E così a
Milano, durante il terzo Forum nazionale della salute mentale
dal 2 al 4 febbraio, ribadiremo che non è possibile abbassare
la guardia e, malgrado il Forum non sia nato per difendere la
180, la difenderemo di nuovo, vista l'insistenza dei parlamentari
in cerca di visibilità in prossimità delle elezioni
e dato che l'attenzione dedicata alla salute mentale dai
media e dagli opinionisti sembra ridursi solo alla questione della
Legge.
Eppure da tempo i gruppi, le associazioni dei familiari e gli
operatori avevano smesso di accettare come terreno di confronto
e di scontro la legge, per ripartire da uno sguardo critico e
autocritico su quanto finora non si è fatto o si è
fatto in modo parziale, approssimativo, riduttivo o distorto.
La strategia e lo scopo del Forum restano la ricerca, la diffusione
e il radicamento delle “buone pratiche”. In questa
direzione va la scelta di rendere visibili sia gli innumerevoli
percorsi di guarigione e di successo, di benessere e di emancipazione
che oggi sono possibili per chi affronta il disturbo mentale,
sia la denuncia di quanto accade in molte situazioni. Perché
il riconoscimento di quanto è realizzabile oggi grazie
alle radicali innovazioni conseguiti alla 180, non dev'essere
negoziato con l'abbassamento dello sguardo critico su ciò
che avviene in troppi luoghi.
Già nella prima conferenza romana del 2003, il Forum indicò
questi obiettivi, che devono trovare la loro giusta soluzione
nelle politiche delle Regioni. Lo scorso settembre all'incontro
di Bari del Coordinamento Forum Sud, parteciparono gli assessori
alla sanità di Puglia, Sardegna, Abruzzo e Calabria e alcuni
nuovi governi regionali hanno preso atto delle indicazioni del
Forum, avviando programmi innovativi nel campo della riorganizzazione
dei servizi.
E' però evidente che le diverse forme di autonomia regionale
hanno prodotto venti diversi sistemi sanitari, con le relative
differenti organizzazioni. Ciò rende sempre più
diseguale e precario il concreto diritto alla cura per le persone
con disturbo mentale. Sono drammaticamente difformi le risorse
impegnate, i percorsi terapeutici, le concrete opportunità
abilitative, formative e di inserimento lavorativo, gli stessi
servizi attivi sul territorio. Di conseguenza, per fare un esempio,
il ricorso al trattamento sanitario obbligatorio e al ricovero
trova spesso forme di attuazione dannose, tardive, burocratiche,
inutilmente violente e lesive dei più elementari diritti.
E se la media nazionale dei TSO si attesta sui tre ogni diecimila
abitanti, vi sono aree dove il tasso triplica e altre dove si
riduce di 1/5.
In Sicilia, ma in misura diversa per qualità e quantità
in molte altre Regioni, sono numerosissime e tendono a crescere
a dismisura le così dette strutture residenziali, chiamate
comunità terapeutiche assistite (CTA), con fino a 40 posti
letto, con costi elevatissimi per le aziende sanitarie, gestite
dal privato sia mercantile che no-profit e svincolate dal sistema
operativo dei dipartimenti di salute mentale. E fonte di cronicizzazione,
esclusione e deriva sociale.
L'esperienza dei Forum locali ha mostrato che è
indispensabile trovare un punto di vista unitario che diventi
metro di giudizio generale e condiviso, capace di misurare il
senso delle singole vicende: la salute mentale è una questione
nazionale e in prospettiva europea.
In questo quadro, alla fine dell'incontro di Camaiore dello
scorso dicembre, venne scelta all'unanimità la Lombardia
come sede della 3° conferenza.
Lombardia come esemplare non solo dell'imbarazzante dissociazione
fra teorie e pratiche, ma anche del progressivo dissolvimento
di ogni sensata azione di governo delle politiche per la salute
mentale: si sta distruggendo quanto in vent'anni si era
faticosamente cercato di costruire. Le scelte regionali e i piani
sanitari lombardi rimandano a forme organizzative che riproducono
istituzionalizzazione, frammentano i servizi, separano l'intervento
psichiatrico dai problemi contestuali, esistenziali e sociali,
impedendo la centralità, la cittadinanza, l'integrazione
e l'emancipazione delle persone.
Queste situazioni e questi rischi che, con misure e coloriture
diverse, si ripropongono in quasi tutte le Regioni italiane, saranno
il motivo conduttore dei tre giorni milanesi.
Il quesito che il Forum si pone è sostanzialmente pratico:
ricercare e realizzare programmi, politiche, organizzazioni capaci
di ridurre la dissociazione tra enunciati e pratiche nel campo
della salute mentale.
Forum Salute Mentale
[articolo inserito il mese
di gennaio 2006]
Articoli correlati [in Oltre il Parco, gennaio 2006]
-- III Forum
Salute Mentale | Forum:
Riflessioni | Il
Forum e le persone
Rassegna stampa sull'argomento nella sezione: [rassegna
stampa]
Archivio della sezione: [editoriali]