immagine di sfondo Segnalazioni [magazine] - Quotidianità da un Dipartimento di Salute Mentale Dipartimento di Salute Mentale di Trieste: www.triestesalutementale.it
Mappa del sito | Redazione | Contattaci | Credits || Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Maggio, 2009 11:20


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* Editoriali

disegno di Ugo PierriUna scommessa difficile

Si ricomincia sempre da capo in questo nostro lavoro.

E oggi ricominciamo con un giornale on line. Molte volte i giornali hanno attraversato il corso di questa nostra storia. Fare giornali ha sempre a che fare con l'intenzione di comunicare. Ossia "mettere in comune" qualche cosa con qualcun altro, e non semplicemente trasmettere. E in questo senso comunicare si è rivelata una necessità assoluta nel lavoro per la salute mentale. Costruire comunicazione all'interno del manicomio, dove questa sempre era impedita fu forse l'arma più potente per minare l'impermeabilità di quelle separazioni. Il passo successivo fu il mondo di fuori: le porte aperte, gli scheletri degli armadi esibiti, il mescolamento, la confusione, la narrazione. Nel presentare questo "Segnalazioni on line", che della quotidianità del dipartimento vuol parlare, non posso non ricordare il primo giornale che ciclostilammo: era il 1972 e si chiamava Blip-blip. Il blip era il suono acuto del cercapersone, prima innovazione, in dotazione al medico e agli infermieri di turno in ospedale. Quel giornale dava conto delle assemblee di reparto, della lotta dei sussidiati, delle prime porte aperte, del primo Centro Sociale nel manicomio di San Giovanni, delle prime uscite, della prima vacanza al mare a Ravenna, dell'acquisto delle autovetture per avviare il lavoro territoriale, erano grandi Volks Wagen familiari di colore verde che subito chiamammo "verdine", dell'apertura del bar, delle riunioni che precedettero la nascita della cooperativa, delle battaglie sindacali degli infermieri che allora facevano un turno di 48 ore settimanali, del laboratorio Arcobaleno di Ugo Guarino. Il ciclostilato girava per i reparti. Lo distribuivano gli stessi internati, assaporando il piacere di frequentare il parco e la sua bellezza che fino ad allora avevano soltanto potuto intravedere dalle finestre dei grandi cameroni. Il giornale registrò l'entusiasmo di quei giorni e di quelle scoperte. Ma come era nato, un bel giorno finì. È così che devono andare queste cose. Venne poi Marco Cavallo e un foglio stampato in Offset che usciva tutti i giorni. Erano bellissimi i disegni di Vittorio Basaglia. E quest'altro giornale finì quando Marco Cavallo cominciò il suo viaggio per il mondo. Qualche anno dopo arrivò 847. Ne conservo 3 numeri. Era il 1974.

Ottocentoquarantasette era il numero degli internati in quel momento ed era il segno della nostra urgenza a vedere la fine dell'ospedale. Eravamo attenti a come il numero dei degenti calava, di giorno in giorno, di mattino in mattino, nei rapporti degli ispettori. Finì anche 847. Esperienze di piccoli giornali si svilupparono in altre circostanze nei nascenti Centri di Salute Mentale. Imprese editoriali più alte e nobili sono venute in seguito. Alcuni numeri di Per la salute mentale, ad esempio, hanno sostenuto il nostro desiderio di riflettere sul nostro lavoro, di incontrare le esperienze altrui e con queste scambiare le nostre.

Poi c'è stata la splendida stagione di "e" questo giornale.
Dove la congiunzione "e" intendeva collegare le realtà e le esperienze diverse che si sviluppavano a Trieste intorno al filo comune della cultura delle differenze, della valorizzazione delle esperienze individuali.

Ad un certo punto abbiamo perfino pensato di utilizzare Radio Fragola, che intanto era nata, per produrre una sorta di radio giornale del Dipartimento. E poi, nel periodo in cui funzionò il gruppo di video registrazione, pensammo di produrre cassette che rispondessero a questo bisogno mai saziato di comunicare, di riconoscere le molteplicità minime e singolari, grandi e collettive che, per fortuna, nel Dipartimento accadono.

Segnalazioni on line è il tentativo ulteriore di esibire i successi, discutere i problemi, i progetti, gli accadimenti anche comunissimi che costituiscono il tessuto del nostro lavoro e che danno senso all'impegno di 250 operatori. Ancora una volta sentiamo il bisogno di attivare conoscenze e riconoscimento reciproco: tra gli operatori, le cooperative, le associazioni, le persone che attraversano il Dipartimento di Salute Mentale. E comunicare con il mondo "circostante". Insomma questo giornale si dà un compito, fa una scommessa non facile da vincere: portare agli occhi di tutti quello che accade nel lavoro quotidiano di un Dipartimento di Salute Mentale. Finché serve. Nulla di più e nulla di meno.

 

Giuseppe Dell'Acqua
(direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Trieste)

[articolo inserito il mese di novembre 2005]

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