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* Notizie dal DSM

Incontro sulla Partecipazione al Domio (aprile): Resoconto

 

Mercoledì 2 aprile 2008 al CSM di Domio c'è stato il quarto incontro previsto mensilmente sul tema "Promozione alla partecipazione".
Parole chiave dell'incontro: Partecipazione Self-help Recovery Enpowerment Compliance Contratto terapeutico Attività riabilitative Applicazione legge 180 Sussidiarietà


Riportiamo di seguito il resoconto.

Presenti:
Ernestina Cariello, Alessia Lusina, Grazia Sinossi (Afasop) Maria (membro dell’AFASOP), Mario Colucci, Annamaria Boulian,Zuffranieri Alberto,Steven Busetti, Boris Vouk(helper), Elena Cercvenic (helper), Elga Romio (helper) Olimpia Tummolo, Vigini Lisetta, Roberto Azzara, Livio Fontanot (Sdomiati Group), Edoardo Cerlienco,Margherita Nesich,Luciana Zanot, Maria Sirca,Liliana Giugovac,Cavressi Bruno,Monica Babudri (Gruppo Words and Music), Visintini Luca, Max Rosani, Voiko Crevatin, Branka(Cagipota), Massimo Marsilli, Crisiana Canova (Club Zyp), Mario Marabello, Pina Ridente, Donato Chicco,Iris Vouk,) All’incontro hanno partecipato alcune persone (familiari ed utenti) provenienti da Milano,operatori e utenti di servizi psichiatrici provenienti dal Belgio , Toni Gardner, , psicologi tirocinanti, volontari del servizio civile. Cristina Richter(verbalista)

Si inizia con un bel buongiorno e con un ringraziamento da parte di Cariello per la partecipazione di tante persone all’incontro C’è poi la presentazione di tutti quelli che sono nella stanza che è strapiena e che non si conoscono ancora

Alessia Lusina ed Ernestina Cariello presentano il Club Zyp e spiegano come funziona. e tutte le attività che sta proponendo. Sono presenti gli accolti al Centro che possono utilizzare anche questo momento per parlare, fare delle osservazione su come stanno andando le cose ed anche delle critiche per poter migliorare l’andamento del Centro Tutti dicono che sono contenti di avere anche questo momento dedicato a noi…. per parlarci ed essere aiutati in vari modi anche per comprendere meglio l’importanza delle varie possibilità che ci vengono offerte e delle varie attività che ci vengono proposte ed alle quali siamo accompagnati .
La Cariello ci presenta Boris ed altri che hanno fatto un corso di formazione per diventare helpers e che stanno sostenendo alcune attività dentro e fuori in Centro di Salute Ci viene presentato anche Livio che gestisce la piccola riunione di metà mattina, prepara e serve il caffè (lo fa da tre anni) e collabora con il maestro Loss nella gestione degli Sdomiati.
Livio Fontanot è un musicista molto bravo che però ci racconta che quando stava male non faceva più niente, mentre adesso ha ripreso con questa grande passione che è la musica e con tante altre cose che pensava di non riuscire più a fare, come guidare la macchina , lavorare sul computer, frequentare amici con i quali scrivere musica e suonare, etc parteciperà anche alla Grande Orchestra che il club Zyp sta per allestire!

- Cariello dice che nei momenti di interazione possiamo contagiarci anche con i nostri entusiasmi come ha fatto Livio con la passione per la musica e che poi insieme possiamo concretizzare molte cose e che questo crea un effetto a cascata che entra in tutta la comunità ed il territorio, allargando la salute e la possibilità di stare meglio e bene proprio per tutti. Anche le associazioni sono coinvolte in questo progetto e viene data la parola all’Afasop, la cui rappresentante. spiega quali sono i loro compiti: servono ad aiutare le persone che sono poco integrate e le aiutano a risolvere i loro problemi. Maria vi collabora da 20 anni e la loro sede è in via Madonnina 15, l’associazione si muove sia nel campo regionale che in quello nazionale. . Tutti i rappresentanti dei vari gruppi presenti vengono invitati a parlare e a raccontare le loro esperienze per metterle in circolazione e condividerle con gli altri
- Mario, prende la parola per raccontare la propria esperienza di persona accolta al Centro e dice di essersi trovato molto bene e di sentirsi circondato dagli altri come se fosse in una famiglia, anche perché qui si è considerati proprio come persone uniche ma che ognuno può ricevere così il sostegno più appropriato..
- Il questo Centro vengono gli alcoolisti, i tossicodipendenti, le persone anoressiche, le persone sole, le persone con problemi fisici o mentali. Ci sono vari gruppi: quello del canto (il coro) e della recitazione, delle donne e degli uomini e del disegno
-.Io Cristina dico che; noi abbiamo anche i gruppi sportivi: calcio, pallavolo, , basket. Questi gruppi servono per ammortizzare i problemi e affrontarli piano piano, uno alla volta con una stima diversa di se stessi e con la possibilità di conoscere altre persone e di socializzare con loro.
Cariello e Boris informano che c’è il gruppo dei familiari. Questo si riunisce ogni 15 giorni.
-Boris afferma che è una soddisfazione far comunicare tante persone e attenuare le emozioni negative che ci sono nei familiari e che qualche volta impediscono che le crisi durino per poco tempo, questa è una esperienza molto negativa che ha fatto in passato, quando non sapeva come mettersi in relazione con la propria figlia, ma adesso dopo tanto lavoro e cambiamento anche suo personale, sa come fare e riesce a dirlo anche agli altri genitori
- Mario Marabello interviene dicendo che una persona tende a focalizzarsi su una cosa sola che riguarda se stesso e perde di vista la relazione, l’interazione e l’intera società; molte risposte su questo si ottengono in un gruppo, dove, piuttosto che singolarmente, gli operatori dovrebbero riuscire a penetrare in simpatica empatia con il malato.
Il gruppo di familiari ed utenti che arriva da Milano partecipa con grande vivacità e porta tanti problemi che li riguarda e sono molto stupiti dalla diversa modalità del funzionamento dei loro Servizi e di come gli operatori si comportano per quanto riguarda la relazione ed il trattamento delle persone che stanno male. Si meravigliano per tutto ciò che hanno sentito e pensano che qua a Trieste sia proprio un Paradiso!
La Cariello dice che niente è assolutamente bene o male, che non esistono Paradisi o Inferni , ma che tutto è inserito in un processo di trasformazione e cambiamento e che noi siamo le leve della trasformazione nostra e di ciò che ci circonda. Non bisogna cadere nel trabocchetto delle facili generalizzazioni, soprattutto per quanto riguarda l’assunzione dei farmaci, che a Milano diventa anche questo un problema :
allora Mario Marabello afferma che le persona non devono guardare la terapia dell’altro perché ognuno ha i suoi psicofarmaci da assumere e non essendo dei robot noi dobbiamo guardarci dentro e pensarci bene.Dice anche che con gli operatori si deve poter parlare e discutere di tutto e che qua a Domio si può fare così.
Io, Cristina Richter, dico che da ciò che raccontano le persone che arrivano da Milano, dove gli operatori non si mettono con calma e pazienza a parlare di tutto e, soprattutto ad ascoltare, sembra che non ci sia una lavoro condiviso tra operatori ed utenti per far star bene le persone. Qui a Domio con grande pazienza gli operatori mi stanno affiancando spiegandomi più volte le cose che riguardano me e la mia famiglia. e io li ringrazio molto di questo.
Alice di Milano racconta dei 14 mesi passati in Spdc e un familiare racconta di come molto spesso lì le persone che stanno male arrivano in manette e vengono legate durante la notte e di come sia difficile parlare con i medici. Dicono anche che bisognerebbe che molti operatori della loro regione dovrebbero venire a sentire e vedere come si lavora qua nei servizi psichiatrici
La signora Sinossi, presidente dell'Afasop, conferma che il gruppo dei familiari di Milano vive una situazione disastrosa, inconcepibile a trent'anni di applicazione della Legge 180
La Cariello dice che forse è tra le associazioni che si possono creare delle relazioni più forti per cercare delle soluzioni a questi problemi che sembrano gravi ma sui quali si può sempre lavorare per operare dei cambiamenti e che se la signora Sinossi lo riterrà opportuno, potrà scegliere il modo migliore di offrire sostegno ai familiari di Milano e che i servizi di Trieste restavano come sempre a sua disposizione.
La riunione finisce dopo che Marsili e Cariello dicono che sarebbe utile partecipassero a questi incontri anche i sindaci dei comuni vicini, Muggia e San Dorligo e che li avrebbero invitati.
Questa riunione è durata due ore ma il tempo è volato, perché il clima era molto stimolante per tutta una serie di riflessioni che abbiamo fatto insieme e per la assoluta libertà di parola concessa a tutti

ssCi rivedremo il Primo Martedì del Mese di Maggio nel salone del Centro di Salute mentale di Domio


Il verbalizzante
Cristina Richter
CSM DOMIO

[articolo inserito il 23-04-2008]

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