Notizie dal DSM
Le parole ritrovate
Sesto Incontro Nazionale a Trento, 7-8-9 ottobre 2005
Forte dell'esperienza risalente al 1993 e di risultati di partecipazione
sia di utenti che di famiglie come pure di operatori ed allargato
comunque a chiunque volesse parteciparvi, anche quest'anno nella
splendida Sala della Cooperazione di Trento, si è rinnovato
l'appuntamento annuale avente per tema "La voce dei protagonisti:
cultura e pratica della condivisione. Esperienze, confronto, dibattito.
Malattia Mentale, stigma e pregiudizio".
Come rilevato dal quotidiano L'Adige del 7 ottobre 2005 ben
"ottocento persone – erano presenti – al Convegno
con Ron Coleman", e tra quelle c'eravamo anche noi, sette
triestini rappresentanti non casualmente tutte le categorie interagenti
e cioè due operatori, tre volontari ex utenti, un genitore
ed un utente.
Abbiamo potuto così condividere appieno qualunque tipo
di intervento all'interno del nostro gruppo: non ci siamo limitati
però soltanto ad ascoltare, ma ben quattro di noi, spontaneamente,
cavalcando la splendida onda emotiva mossa da Ron Coleman e rinnovata
via-via dai successivi interventi, hanno deciso, microfono alla
mano, di parlare delle proprie esperienze e proprie sensazioni.
Ha iniziato Mara, emozionando la sala sull'esperienza di portare
per mano la figlia Iris, una splendida ragazza "uditrice
di voci".
Successivamente Alessandro ha parlato sul suo coinvolgimento sia
nella realtà del Centro Diurno di Aurisina, presso il quale
applica, condividendola con molti utenti, la profondissima conoscenza
botanica, sia nell'allestimento di una malga foriera di future
iniziative.
Io stesso, quale facilitatore del Gruppo Liber-Mente del C.S.M.
di Barcola, ho descritto il mio ruolo all'interno del gruppo che
si incontra quotidianamente e che vede aumentare il numero di
utenti, familiari, tirocinanti.
Ho sottolineato che la partecipazione del gruppo di auto-aiuto,
è componente stessa della terapia erogata ai pazienti.
Gratificante è stato il fatto che diverse persone alla
fine dell'intervento hanno chiesto di potermi contattare per scambi
di opinioni, collaborazione e condivisione.
Come sarebbe stato possibile non parlare quando fortissime emozioni
ci hanno permeato: splendidi sono stati gli interventi di utenti
che lottano, parlano, cantano con accettazione, mai però
rassegnazione, con il male.
Segnali di serenità, coraggio, speranza hanno coinvolto
la platea in modo tale da sentirci tutti sul palco.
In ogni discorso c'era un pezzettino di noi, tanto che, alla fine,
quando il puzzle si è formato, l'emozione ha compattato
la platea in una sola realtà.
Una realtà nella quale gli interventi di medici ed operatori
hanno enfatizzato l'unicità dell'obiettivo che è
quello di "persona ed accompagnatore di chi soffre".
E' esplosa così la loro richiesta di "fidarsi di chi
ascolta" e poiché i risultati non saranno mai immediati,
è indispensabile la pazienza per un percorso che potrebbe
essere lungo ma come citato da Coleman "tante piccole battaglie
fanno vincere la guerra".
E' stata proprio Mara a chiudere, con un intervento di Iris, il
convegno con parole di ringraziamento, speranza e richiesta di
aiuto sicuramente non cadute nel vuoto: tantissimi si sono impegnati
di contattarle, cosa che è successa sin dai giorni successivi,
dando loro conforto e preziosi consigli.
Il poter partecipare ci ha permesso di vivere un'esperienza umana
tanto forte da sentire persino compassione per chi non ha avuto
la possibilità di provarla e conoscere "il male"
qual è, e soprattutto per avere per esplicito nei confronti
del mondo critico che "un ammalato può diventare sano,
ma anche un sano può diventare un ammalato", ciò
per eliminare lo stigma (uno dei temi dell'incontro).
Un grazie sentito agli organizzatori ed arrivederci al prossimo
incontro.
(Francesco Braico)
[articolo inserito il 21-12-2005]
Commento: "Esperienza
personale al convegno di Trento (...)" nella rubrica
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